SHENZHEN-NESS 3.0: SCENARI POST-COVID NEL WORKSHOP DEL POLITECNICO DI TORINO E SHENZHEN UNIVERSITY

SHENZHEN-NESS 3.0: SCENARI POST-COVID NEL WORKSHOP DEL POLITECNICO DI TORINO E SHENZHEN UNIVERSITY

TORINO\ aise\ - Negli ultimi mesi l’improvvisa diffusione dell'epidemia ha cambiato la vita quotidiana di centinaia di milioni di persone in tutto il mondo, costringendo individui, famiglie e intere città ad uno stato di temporaneo isolamento. Questo ha spinto amministrazioni e progettisti a interrogarsi sulle potenzialità e criticità degli spazi urbani, rimettendo al centro del dibattito la dimensione fisica della città.
Questi i temi al centro di “SHENZHEN-ness 3.0: Post Covid-19 Urban Scenarios tra China Room e FULL-Future Urban Legacy Lab”, workshop online del Politecnico di Torino e Shenzhen University – prima collaborazione ufficiale tra i due Atenei conclusa lunedì 12 ottobre – che si è proposto come momento di riflessione comune per “elaborare visioni strategiche e scenari di trasformazione da applicare alla città di Shenzhen in questa delicata fase di uscita dall’emergenza Covid-19”.
Grazie alla sua localizzazione geografica e alla sua elevata densità di popolazione – spiega l’ateneo torinese – Shenzhen si presta come caso emblematico su cui testare strategie di trasformazione in grado non solo di fornire una risposta ad eventuali futuri momenti di lock-down, ma anche delle linee guida in grado di aumentare lo spazio a disposizione dei cittadini, nonché la sua qualità. La Greater Airport Area nel distretto di Bao’an, quindi, è stata identificata come possibile banco di prova di processi di trasformazione urbana.
L’approccio proposto “intende stimolare alcune riflessioni sulle connessioni tra gli spazi dell’abitare, le infrastrutture e le pratiche del vivere quotidiano, elaborando una visione che non aggiunga nuovi spazi costruiti, ma ripensi l’esistente. La città continuerà infatti a crescere seguendo gli interessi finanziari e di sviluppo, ma senza aumentare la propria densità in termini di spazio edificato trovando un “extra space” che garantisca stabilità al mercato, vita sana e coesione sociale in una dimensione intermedia tra il singolo e la collettività: uno spazio in più, sufficientemente flessibile per mutare continuamente la propria funzione adattandosi all’imprevedibilità del futuro”.
Durante il workshop, quindi, è stata indagata una dimensione “aumentata” della città, poi declinata in molteplici visioni urbane.
Il prossimo passo, anticipa il Politecnico, sarà organizzare questi progetti in una installazione espositiva da candidare per una delle prossime biennali internazionali di Architettura.
“L’ottimo riscontro ottenuto da questo workshop – concludono da Torino – ha indotto le nostre due università a preparare un Memorandum istituzionale che favorisca la collaborazione futura e la pianificazione di altre iniziative formative”. (aise) 

Newsletter
Notiziario Flash
 Visualizza tutti gli articoli
Archivi