“COME PAGINE BIANCHE”: A SETTEMBRE IL 36° PREMIO PIEVE SAVERIO TUTINO

“COME PAGINE BIANCHE”: A SETTEMBRE IL 36° PREMIO PIEVE SAVERIO TUTINO

AREZZO\ aise\ - Il Premio Pieve si terrà anche quest’anno: l’Archivio dei diari di Pieve Santo Stefano (Arezzo) aprirà al suo pubblico le piazze della “Città del diario” dal 18 al 20 settembre per ripartire. Come pagine bianche, tre giornate scandite dalle memorie di “gente comune” nel corso di incontri con autori, studiosi, giornalisti, appuntamenti teatrali, presentazioni editoriali, esposizioni di manoscritti originali.
Mai come quest’anno, le testimonianze custodite dall’Archivio dei diari rappresentano per il Premio la base per indagare questo presente e scegliere le parole per raccontarlo: “Memorie in piazza” sarà come sempre il punto di arrivo del Premio Pieve, domenica 20 settembre, con gli 8 diari finalisti e l’annuncio del vincitore dell’edizione 2020.
Sul palco con Guido Barbieri, storica voce di Radio3 Suite, Andrea Biagiotti introdurrà i diari in concorso mentre Mario Perrotta e Paola Roscioli ne interpreteranno alcuni brani.
Incrociano il secondo conflitto mondiale, e molto altro, le vivide memorie di Giovanna Battista Eventi (Napoli, 1939), il puntuale diario di Umberto Guidotti (Torino, 1925-2002), giovanissimo volontario della X Mas recluso in un campo di prigionia, e di Raffaele Resta (Bari 1922-1977), autiere ventenne che affronta la campagna di Russia con indomabile irriverenza e voglia di vivere; l’autobiografia di Paolo Schiavocampo (Palermo, 1924), artista plastico di fama internazionale.
Jean-Paul Habimana (Nyamasheke, 1984) racconta la lotta per la sopravvivenza durante il genocidio in Ruanda nelle pagine della sua memoria; Anna De Simone (Massa D’Albe, L’Aquila, 1954), una vita difficile iniziata nella violenza, come Tania Ferrucci (Napoli, 1960), nata bambino che fin da piccolo si sente diverso e ben presto comprende la sua natura, mentre Rosenza Gallerani (Cento, Ferrara, 1951) affida alla sua memoria il racconto doloroso della scoperta e del decorso di una malattia alla quale rifiuta di arrendersi.
A un grande artista, Francesco Guccini, musicista e scrittore, sarà assegnato il Premio “Città del diario 2020”, mentre Annalisa Camilli ritirerà il “Premio Tutino Giornalista”, istituito dall’Archivio per ricordare la figura del suo fondatore. Inviata della rivista “Internazionale”, Camilli ha realizzato inchieste e coraggiosi reportage sugli episodi di razzismo in Italia e sulle rotte dei migranti.
Le parole dell’esilio, delle aspettative di chi è costretto a lasciare il proprio paese, attraversano anche il progetto “Dimmi – Diari Multimediali Migranti”, ideato dall’Archivio dei diari con diversi partner. Introdurranno “Il confine tra noi. Storie migranti” (Terre di mezzo, 2020), raccolta dei racconti premiati nel 2019, Michele Colucci e Alessandro Triulzi alla presenza degli autori, incontro seguito dalla presentazione dei vincitori della quinta edizione del concorso.
DIARI CHE DIVENTANO LIBRI
Oltre che ne “Il confine tra noi”, le voci di DiMMi si incrociano e si specchiano nel libro curato da Nicola Maranesi “L’abisso non ci separa. Storie di arrivi e partenze” (Terre di mezzo, 2020), ispirato alla trasmissione “Io vado via” (Rai Radio3, 2019), e presentato con la giornalista Monica D’Onofrio.
Sono diventati libri anche “Cromosoma 4, viaggio nell’inferno della SLA” documentato dalla straordinaria diarista aretina Paola Nepi, in concorso nel 2017 con la memoria Lo strappo, ora diventata libro (Aska Edizioni), presentato da Guido Barbieri, autore della magnifica introduzione, e “Come un arco teso. Autobiografia di una figlia del Risorgimento” (Terre di mezzo, 2020) premiata al Premio Pieve 2019, della diarista Eugenia Dal Bò, una donna che ha vissuto quasi un secolo di Storia e combattuto per i suoi diritti in un’Italia unitaria ma non ancora unificata nella cultura e nei costumi. Il volume è curato dalla professoressa Patrizia Gabrielli.
DIARI A TEATRO

Alle storie raccolte nel volume “Il confine tra noi” è ispirata la mise en éspace del regista e attore Andrea Biagiotti, e il tema della migrazione è trattato da Davide Enia nel monologo “L’abisso, racconto urgente e sciaguratamente attuale della tragedia degli sbarchi sulle coste del Mediterraneo”, mentre il naufragio di un individuo, la sua marginalità, la sua disperata consapevolezza di essere artista, muove l’interpretazione di Mario Perrotta in “Un bès. Antonio Ligabue”, uno spettacolo di struggente bellezza, anticipato dal dialogo dell’attore con la critica teatrale Laura Palmieri.
DIARI IN MOSTRA

Una selezione dei manoscritti originali depositati a Pieve Santo Stefano nell’ultimo anno sarà in mostra ne “Il tesoro dell’Archivio”, a cura di Cristina Cangi; diari migranti “tradotti” in disegni nell’esposizione disegnami, a cura di Giovanni Cocco, Lorenzo Marcolin, Barnaba Salvador.
COSA VINCE CHI VINCE IL PREMIO PIEVE

L’opera ritenuta più? meritevole dalla Giuria nazionale, fra le otto finaliste, è premiata con 1.000 euro e la pubblicazione del testo, a cura della casa editrice Terre di mezzo.
Gli 8 diari finalisti sono “Il sale della vita autobiografia 1954-2018” di Anna De Simone; “Vico Tagliaferro memoria 1939-1952” di Giovanna Battista Eventi; “Nei miei okki autobiografia 1960-2010” di Tania Ferrucci; “Il male e la cura memoria 2004-2014” di Rosenza Gallerani; “Seguendo la voce del dovere diario 1945” di Umberto Guidotti; “L’ultimo genocidio del Novecento memoria 1984-2014” di Jean Paul Habimana; “Bariscine diario 1942-1943” di Raffaele Resta; “Alle spalle del tempo autobiografia 1927-2012” di Paolo Schiavocampo. (aise) 

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