IL RESTAURO "D'ARGENTO" DELLA CRIPTA DI ANAGNI

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ANAGNI\ aise\ - Il ciclo pittorico di San Magno nella Cripta della Cattedrale di Anagni costituisce uno dei più importanti documenti pittorici dell’Europa occidentale. Realizzato tra il XII e il XIII secolo, in un’epoca in cui la città laziale ospitava la corte papale, rappresenta una summa delle correnti dell’ambiente artistico romano. Verso la fine degli anni ’80 del secolo scorso, la cripta era interessata a vistosi fenomeni di degrado, con sbiancamento delle superfici decorate e presenza di efflorescenze.
L’intervento dell’Istituto (allora Centrale del Restauro) terminato nel 1994 – che si festeggia ad Anagni con l’iniziativa “Un restauro d’Argento” - è un restauro esemplare, riconducibile a pieno titolo (stando alle parole di Caterina Bon Valsassina nell’introduzione al volume “Il restauro della Cripta di Anagni” a cura di Alessandro Bianchi, Artemide Editore, Roma: 1° edizione 2003) alla filosofia di Giovanni Urbani, che poneva l’accento sulle azioni di tutela collettiva condivisa da tutti gli attori pubblici tali da rendere superflui o comunque limitare al minimo gli interventi di restauro; massima espressione di questa etica del restauro era il concetto di “manutenzione programmata”.
In occasione di questo importante anniversario, negli ambienti del Museo della cattedrale di Anagni è stata allestita una mostra - visitabile fino al 31 dicembre 2019 – che intende riportare sotto i riflettori, grazie ad un’ampia selezione di materiali fotografici realizzati all’epoca, quell’importante intervento, diretto e coordinato dallo storico dell’arte Alessandro Bianchi, che guidò il team multidisciplinare dell’ISCR nello studio dello stato di conservazione e delle cause del degrado e i restauratori della CBC nell’esecuzione dell’intervento. (aise) 

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