La Madonna di Foligno e la contemporaneità: Giuseppe De Mattia vincitore della Open Call

FOLIGNO\ aise\ - Sabato scorso, 12 giugno, a Foligno, nella cornice della Corte di Palazzo Trinci, la giuria di esperti composta da Cecilia Casorati, direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Roma, Emanuele De Donno, fondatore di VIAINDUSTRIAE e docente presso l’Accademia di Belle Arti di Perugia, Pierluigi Metelli, collezionista, Nicola Samorì, artista, e Marta Silvi, critica d’arte, docente e curatrice indipendente, dopo un confronto molto sentito e di non facile soluzione, ha decretato il vincitore dell’“Open call: La Madonna di Foligno, il meteorite e il punctum. Come rileggere un capolavoro”: il vincitore è Giuseppe De Mattia con l’opera Fatterelli / Il vassoio d'argento di Andrea, 2020-21.
Questa la motivazione: “L’opera si pone dal punto di vista dello spettatore rendendo contemporaneo e permeabile il capolavoro di Raffaello. L’opera tiene conto, forse inconsapevolmente, dell’evento della ricomparsa dell’originale nella città di Foligno nel 2014, rimarcandone il valore dell’immagine nel territorio, ulteriormente sottolineato nella mostra attualmente ospitata presso il Museo di Palazzo Trinci “Raffaello e La Madonna di Foligno. La fortuna di un modello”. L’opera, inoltre, soddisfa l’esigenza di rendere il pubblico protagonista ragionando sull’opera d’arte come oggetto di devozione popolare e di mediazione di mediazione tra realtà e spiritualità”.
Una menzione particolare è stata data all’artista Giovanni Kronenberg al quale è stata commissionata l’esecuzione del Palio di Giostra della Quintana di settembre.
In risposta al bando “Open call: La Madonna di Foligno, il meteorite e il punctum. Come rileggere un capolavoro” indetto a fine ottobre 2020, gli artisti avevano accolto con entusiasmo l’invito a rileggere e interpretare in chiave contemporanea la “Madonna di Foligno” di Raffaello: ben 114 candidature per più di 150 progetti erano pervenute al Comune di Foligno.
Il lavoro di valutazione sui progetti si è prolungato a fronte di questa ampia partecipazione e varietà di proposte. La votazione finale ha rilevato la presenza di diversi ex aequo che hanno consentito l’ammissione di 17 opere anziché le 10 originariamente previste, per 18 artisti.
Le opere proposte sono state presentate in una mostra collettiva presso il Museo Capitolare Diocesano di Foligno inaugurata sabato 12 giugno e che si protrarrà fino al 24 ottobre 2021. L’opera vincitrice è stata acquistata dal Comune di Foligno per un valore di tremila euro entrando a far parte della collezione permanente di arte contemporanea del Comune.
Giuseppe De Mattia nasce a Bari nel 1980, vive e lavora a Bologna dal 2001. Utilizza diversi strumenti per indagare il rapporto tra memoria, archivio e contemporaneità. Comincia con la fotografia per poi spostarsi al video e all’audio fino ad arrivare al disegno. Per i suoi lavori, che prendono sempre forme installative diverse, utilizza supporti e strumenti (spesso auto-costruiti) che possano compiere narrazioni.
Tra le mostre personali: IT'S ALL TRUE, Spazio Su, Lecce, 2021; Esposizione di frutta e verdura, a cura di Vasco Forconi, Matèria, Roma, 2019; La rivolta del primo oggetto, Nowhere Gallery, Milano, 2018; Disrupted Drawings, mhPROJECT, a cura di Vasco Forconi, New York City, 2017. Tra le mostre collettive: Whatever it takes, a cura di School for Curatorial Studies Venice, Galleria A plus A, Venezia, 2020; Ambiente primo: la Misura, Nowhere Gallery, Milano; La Quarta Notte di Quiete, a cura di Christian Caliandro (Art Verona 2019), Verona; Festa Franca. Forare il tubo, a cura di Cecilia Casorati e Vasco Forconi, Franca, Cannara (PG), 2019; That’s IT!, a cura di Lorenzo Balbi, MAMbo, Bologna, 2018.
Lavora da solo o in collettivi come Casa a Mare (con Luca Coclite e Claudio Musso). Collabora con Home Movies - Archivio Nazionale del film di Famiglia e ha collaborato con la Cineteca di Bologna. È rappresentato dalla galleria Matèria di Roma e da Labs Gallery di Bologna. Pubblica con Corraini Edizioni, Danilo Montanari Editore e Skinnerboox.
Fatterelli è una serie di lavori il cui convivono fotografia e scrittura. I piani di stesura sono diversi. La fotografia è il pretesto, il punto strategico di osservazione e si trova sotto il cartone passe-partout. Il passe-partout diventa una sorta di spazio cerebrale in cui l’artista immagina il dialogo tra sé e sé di uno spettatore generico, non preparato, che si trova per la prima volta davanti al capolavoro di Raffaello. Si concentra su tutti i particolari, poi si distrae solo seguendone alcuni. Inizia a osservare e a riconoscere solo ciò che gli pare familiare. Non riesce a fare a meno di notare la tabella biansata, senza nessuna scritta, che ha in mano il putto in basso, e gli pare un vassoio. Da questo “vassoio” parte il ricordo sull’amico Andrea che tagliò a pezzi il vassoio d’argento del servizio “buono” della madre dopo la sua morte, per farne bracciali e anelli da vendere in un mercatino di Natale. (aise)