RIAPRE A VERONA PALAZZO MAFFEI CASA MUSEO: NUOVO LUOGO D'ARTE E CULTURA

RIAPRE A VERONA PALAZZO MAFFEI CASA MUSEO: NUOVO LUOGO D

VERONA\ aise\- “Vi aspettiamo, per condividere la passione per l’arte”: con questo invito Palazzo Maffei Casa Museo, nel cuore di Verona, ha annunciato nelle scorse settimane la riapertura post lockdown della nuova importante sede museale, inaugurata lo scorso 14 febbraio. Apertura inaugurata ieri, sabato 26 settembre.
Per il momento, le aperture saranno solo nei fine settimana e con prenotazione obbligatoria per fasce orarie a causa del necessario contingentamento e distanziamento anti Covid: via web per chi deve acquistare il biglietto dal sito di Palazzo Maffei (https://palazzomaffeiverona.com/biglietti) o dal sito di Geticket.it o tramite telefono per i veronesi alla prima visita al numero 848 002008, che resta gratuita fino a fine anno.
L’apertura di un nuovo prestigioso museo, su iniziativa dell’imprenditore e collezionista Luigi Carlon, era stata accolta con entusiasmo dal mondo dell’arte e con grande partecipazione dalla città: oltre 350 opere, dalla fine del Trecento al contemporaneo esposte - su idea museografica di Gabriella Belli, direttrice della Fondazione Musei Civici di Venezia - nelle sale del monumentale Palazzo che chiude Piazza delle Erbe nella città di Giulietta e il più importante e iconico palazzo seicentesco di Verona completamente restaurato e reso accessibile al pubblico per la prima volta, con la sua incredibile scala elicoidale, i suoi stucchi, gli affreschi, l’impareggiabile vista sul luogo che fu l’antico foro romano.
Ora, l’atteso ritorno nelle sale di Palazzo Maffei sarà anche l’occasione per poter ammirare il risultato di alcuni interventi di restauro e manutentivi attuati in questo periodo su oltre una decina di importanti opere, che possono rivelare adesso tutta la loro originale forza espressiva.
Durante i mesi di chiusura imposta dall’emergenza sanitaria per il Covid19, Palazzo Maffei ha infatti continuato ad operare “dietro le quinte”, seguendo le finalità statutarie di divulgazione e valorizzazione ma anche di conservazione e studio che sono tra i suoi obbiettivi principali.
Così accanto ai tanti contenuti e alle occasioni di approfondimento offerti in questi mesi sui canali web del Museo, accanto alla realizzazione della guida breve, presto disponibile in italiano e in inglese, e all'illuminazione della facciata, Palazzo Maffei ha anche continuato quell’attività, importantissima, di tutela preventiva e di salvaguardia delle opere d’arte che sono alla base delle funzioni museali e che rendono evidente il rispetto e la passione per il bene culturale e la creazione artistica.
Eliminate così le velature e i depositi di polvere del tempo, che potevano impedire di godere a pieno dei colori, della profondità e talvolta dell’equilibrio della composizione, splendono ora grazie all’intervento della restauratrice Attilia Todeschini, opere come il Sansone e Dalila del veronese Alessandro Turchi detto l’Orbetto - tela firmata e databile intorno al 1615 - o come il teatrale San Sebastiano curato da Santa Irene di Marc’ Antonio Bassetti, uno dei rarissimi nudi dell'autore; e ancora il Cristo deriso di Jacopo Ligozzi, probabilmente ascrivibile alla fine del XVI secolo allorquando il catalogo del pittore, di origini veronesi trapiantato a Firenze, risulta ricco di dipinti devozionali a mezze figure, spesso dedicati alla Passione di Cristo.
Oltre agli importanti restauri che erano già stati compiuti, in vista della prima apertura di Palazzo Maffei, sulla "monumentale" e potente opera di Simone Brentana La strage degli innocenti e sul dipinto di Gregorio Lazzarini Mosè fa scaturire l'acqua dalla roccia - affidati a Massimo Tisato Restauri - devono essere assolutamente segnalati gli interventi effettuati in questi mesi di chiusura dalla restauratrice Barbara Ferriani su alcuni capolavori del Novecento presenti nella Collezione Carlon, in particolare La Sposa fedele, opera degli anni '30 - '31 di Alberto Savinio e Fuga delle idee di Gastone Novelli.
La tela di Savinio, uno dei momenti apicali della produzione dell'artista, espressione della sua adesione alla poetica surrealista, consente ora, grazie all'intervento effettuato, la lettura della texture dell'opera, prima coperta da strati di vernice applicati in anni passati: sono riemersi i rilievi materici, l'andamento delle pennellate, il ductus pittorico di un artista colto, dissacrante, allusivo ed estremamente raffinato.
Allo stesso modo Fuga delle idee, tecnica mista in cui si mescolano segni, figure, colori e materie, realizzata da Novelli nel 1959 per sovrapposizioni di stesure, giustapposizioni e incroci di bianchi differenti, torna a mostrare con forza la sua composizione multiforme.
Due perziosità da vedere e rivedere nel percorso espositivo di Palazzo Maffei, che stupisce grazie agli inattesi dialoghi tra antico e moderno e che soprattutto per l'arte del Novecento, presenta veri capisaldi, i grandi nomi del panorama internazionale - Picasso, De Chirico, Kandinsky, Duchamp, Magritte, Warhol, ecc. - e importanti focus sul Futurismo, sulla Metafisica e sull'Arte italiana della seconda metà del secolo, fino a Burri e Fontana.
"Riapriamo finalmente al pubblico con fiducia ma anche con senso di responsabilità", commenta Vanessa Carlon, alla direzione di Palazzo Maffei. "Vogliamo fare un passo alla volta, per verificare che i sistemi di accoglienza e di sicurezza siano adeguati. Abbiamo lavorato a lungo in questi mesi per progettare il futuro di questa sede museale che, come abbiamo sempre detto, desideriamo sia viva, stimolante, partecipata. I tempi sono complessi, difficili, ma la vita e la società non possono prescindere dall'arte, dalla creatività, dalla bellezza". (aise) 

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