Un wikipediano in residenza al Polo del ‘900

TORINO\ aise\ - Un wikipediano in arrivo al Polo del ‘900 di Torino. Un esperto dell’enciclopedia libera e collaborativa più consultata del web che accompagnerà, per sei mesi, il centro culturale torinese in un percorso formativo rivolto ai propri enti e collaboratori.
L’obiettivo è favorire uso, visibilità e condivisione dell’enorme patrimonio custodito dal Polo e, allo stesso tempo, contribuire a migliorare i contenuti culturali di Wikipedia.
Sarà Marco Chemello, wiki-esperto da oltre 15 anni e wikipediano in residenza di altre istituzioni culturali come Accademia delle Scienze di Torino, Fondazione BEIC e Archivio storico Ricordi di Milano - a guidare il gruppo di lavoro, in un percorso di 15 seminari, a partire da domani, 18 febbraio.
Nel corso di 6 mesi, si andrà alla scoperta delle potenzialità dei progetti Wikimedia (tra cui Wikipedia, Wikimedia Commons e Wikidata), con attività pratiche mirate a contribuire alle voci di Wikipedia esistenti e crearne di nuove, partendo dai temi di studio e ricerca del Polo.
L’opportunità di ospitare un “wikipediano in residenza”, arriva grazie alla collaborazione con Wikimedia Italia - capitolo nazionale del movimento Wikimedia per la diffusione della conoscenza libera - che ha premiato il Polo come miglior progetto candidato al Bando 2020 per le istituzioni culturali.
Come spiega Alessandro Bollo, direttore del Polo del ‘900, “la collaborazione con Wikimedia Italia rappresenta un’opportunità di sperimentazione per valorizzare i patrimoni del Polo, raggiungere nuovi pubblici e cogliere nuovi vantaggi del digitale attraverso progetti consolidati come Wikimedia. Rappresenta, soprattutto, una meravigliosa possibilità di apprendimento, di ripensamento e di confronto, in una fase storica che obbliga gli istituti culturali a un surplus di consapevolezza, competenza e visioni per stare al passo con la trasformazione digitale. Grazie a questa collaborazione, in primavera, il Polo dedicherà alcuni momenti di approfondimento ai progetti Wikimedia, rivolgendosi agli enti culturali del Piemonte e alla cittadinanza. In più, l’esperienza con il wikipediano si concluderà con un convegno sul tema della comunicazione dei patrimoni culturali nell’era digitale che si terrà nell'ambito del festival Archivissima 2021 a giugno”.
L’iniziativa “un wikipediano in residenza” rientra nel più vasto mondo dei progetti GLAM (acronimo inglese di Galleries, Libraries, Archives and Museums) promosso e sostenuto dalla Wikimedia Foundation e dai suoi capitoli nazionali per favorire la collaborazione e la trasmissione di saperi tra istituzioni culturali e i progetti Wikimedia. Il primo museo ad aver ospitato un wikipediano in residenza è stato il British Museum di Londra nel 2010, con risultati a vantaggio non solo della valorizzazione delle sue opere ma della conoscenza collettiva.
“Come ben sappiamo Wikipedia è divenuta, nei suoi 20 anni di vita, il principale progetto di scrittura collettiva al mondo, oltre che la più grande e più consultata enciclopedia; non possiede una redazione – spiega Marco Chemello – perché tutti i contenuti sono scritti, alimentati e corretti da una grande community multilingue di volontari, in un'ottica collaborativa e libera che rappresenta l’aspetto più rivoluzionario, affascinante e allo stesso tempo sfidante dell’universo wiki. Per questa ragione nel corso degli anni ci siamo posti – anche come Wikimedia Italia – sempre più la questione di coinvolgere in quest’opera le istituzioni detentrici di contenuti e fonti autorevoli: oggi lavoriamo tutti i giorni con archivi, musei, biblioteche, scuole e università, enti pubblici e privati; è così che nasce il “wikipediano in residenza”, una figura di facilitatore per i progetti GLAM con esse, che si sono diffusi anche in Italia a partire dal 2011. È vero che sono ancora relativamente poche le realtà italiane coinvolte – spesso le più innovative e coraggiose – ma sono davvero molte le possibilità di agire nella direzione dell’open access e della cultura libera e collaborativa. Sappiamo che è questa la direzione tracciata da alcune delle maggiori istituzioni culturali a livello internazionale e indicata del resto dalle direttive europee. Produrre risultati tangibili e utili per tutti collaborando con il Polo del ‘900 è molto stimolante e per me, come wikimediano, è un piacere e una bella sfida”. (aise)