8 marzo/UNHCR: la pandemia accentua le disuguaglianze di genere tra le rifugiate

ROMA\ aise\ - L’impatto della pandemia di COVID-19 sta minacciando la vita ed i diritti delle donne e delle ragazze rifugiate, sfollate e apolidi. Questo l’avvertimento di oggi dell’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, in occasione della Giornata Internazionale della Donna.
“L’impatto socio-economico senza precedenti della pandemia sta mettendo a repentaglio molte vite. Stiamo assistendo a un aumento estremamente preoccupante di segnalazioni di violenza di genere, inclusi casi di violenza domestica, matrimoni forzati, lavoro minorile e gravidanze adolescenziali”, ha detto l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Filippo Grandi, in occasione della Giornata Internazionale dei diritti delle Donne.
Dalla relazione dell’Agenzia Onu per i Rifugiati ha inoltre spiegato come questi atti di violenza di genere siano attribuibili alla crescente pressione socio-economica, all’aumento delle tensioni domestiche e nelle comunità e alla chiusura delle scuole, e sono tutti correlati alla povertà dovuta alla pandemia. Alcune vittime di violenza stanno persino ricorrendo alla drastica misura di ritirare le loro denunce a causa della dipendenza economica dai partner violenti.
“Stiamo assistendo a gravi manifestazioni di disuguaglianza di genere per alcune delle persone più vulnerabili e svantaggiate del mondo e a una tragica erosione di alcune conquiste importanti, conseguite faticosamente negli ultimi decenni”, ha detto Grandi.
“La comunità internazionale – ha esortato ancora - deve fare un passo in avanti e aiutare a proteggere i diritti delle donne e delle ragazze costrette alla fuga e apolidi. Questo implica il sostegno ai programmi umanitari che combattono la disuguaglianza di genere, compresa la violenza di genere, e anche l’ampliamento dei programmi di istruzione e delle iniziative professionali e di autosufficienza. Tali iniziative devono anche essere incluse nei pacchetti di sostegno socio-economico che i governi stanno progettando e attuando”.
L’85% dei rifugiati del mondo è accolto nei paesi in via di sviluppo e dipende in gran parte dagli aiuti umanitari o dal lavoro quotidiano. Molti hanno perso i loro fragili mezzi di sussistenza e sono stati spinti nella povertà più assoluta, con conseguenze disastrose e di vasta portata.
“Oltre ai rischi crescenti di violenza, abuso, sfruttamento sessuale e traffico, tutte conseguenze della disuguaglianza di genere, gli effetti della pandemia si stanno rivelando catastrofici anche per l’istruzione delle ragazze rifugiate. Molte ragazze sono costrette ad abbandonare la scuola per dedicarsi al lavoro, vengono vendute o sono costrette a sposarsi”, ha detto l’Assistente Alto Commissario per la Protezione dell’UNHCR, Gillian Triggs.
Secondo i partner umanitari, altre 13 milioni di ragazze sarebbero ora a rischio di matrimonio forzato a causa della pandemia, ma alcune famiglie di rifugiati piegate dalla povertà debilitante stanno già ricorrendo ai matrimoni infantili.
Le donne rifugiate sono anche gravate da un ulteriore carico di lavoro a casa, o ricorrono a lavori precari nel settore informale o in strada. L’aumento delle esigenze domestiche sta anche diminuendo le loro opportunità di istruzione, mentre aumenta l’esposizione al virus.
“Anche disabilità, emarginazione, diversi orientamenti sessuali e identità di genere stanno aggravando la discriminazione ed i rischi di violenza per le donne e le ragazze rifugiate, sfollate e apolidi”, ha detto Triggs.
Nonostante l’impatto della pandemia di COVID-19 che alimenta le disuguaglianze di genere ed aumenta i rischi di violenza contro le donne e le ragazze, i programmi di prevenzione e risposta sono ancora gravemente sottofinanziati.
L’UNHCR ha dunque esortato i governi a prestare urgentemente attenzione a questi rischi e a sostenere il pieno coinvolgimento e la leadership delle donne rifugiate, sfollate e apolidi nei piani di risposta e recupero.
La partecipazione attiva e significativa delle donne e delle ragazze nelle decisioni che hanno un impatto sulle loro vite, famiglie e comunità è essenziale per sostenere i loro diritti umani, assicurare la loro effettiva protezione e sostenere il loro empowerment.
“Se non si attuano azioni concertate per mitigare l’impatto di genere della pandemia di COVID-19, le donne e ragazze rifugiate, sfollate e apolidi rischiano di essere lasciate indietro”, ha concluso infine Triggs. (aise)