Bologna conferisce la cittadinanza onoraria a Patrick Zaki

BOLOGNA\ aise\ - Il Consiglio comunale di Bologna, nella seduta di oggi, 11 gennaio, ha approvato all'unanimità il conferimento della cittadinanza onoraria di Bologna a Patrick Zaki, ricercatore, studente al Master in Studi di Genere e delle Donne (Gemma) dell'Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, in carcere a Il Cairo da quasi un anno.
"Con questa delibera che siamo chiamati a votare oggi il Consiglio Comunale sigillerà un sentimento che in tanti sentiamo da tempo: Patrick Zaki, studente iscritto a un master dell’Università di Bologna, è un nostro concittadino”, le parole del Sindaco di Bologna, Virginio Merola. “Questa vicinanza a Patrick, che riteniamo detenuto ingiustamente da ormai un anno, - ha aggiunto – ci fa dire che anche attraverso questa cittadinanza onoraria noi chiediamo che venga liberato e possa affrontare il suo giudizio nei termini del rispetto dei diritti umani. Riteniamo la sua condizione di detenzione preventiva incompatibile con il rispetto dei diritti umani, sappiamo che questo ragazzo soffre d’asma e che la pandemia è entrata anche nelle carceri egiziane, abbiamo letto con preoccupazione che si sente molto provato psicologicamente da questa prigionia. Il rispetto dei diritti umani non può essere soggetto a confini nazionali, lo dico per chiarirmi subito con chi ritiene che questa sia un’ingerenza nella politica di un altro stato”.
“Non crediamo di ingerire, sappiamo che la diplomazia è fatta di un lavoro paziente e sotto traccia ma vogliamo continuare a dare voce a questa richiesta: Patrick Zaki deve essere liberato e tornare ai suoi studi a Bologna”, ha ribadito il sindaco. “Nei mesi questo sentimento è cresciuto, non solo nella nostra città, la vicenda di Patrick è diventata nazionale e in tantissimi cittadini chiedono la sua liberazione. Da Bologna siamo felici che questa richiesta accomuni tutta l’Italia, che tanti comuni siano mobilitati, che si stiano realizzando tante iniziative. Lo riteniamo un risultato dell’iniziativa che assieme all’Università, al Rettore e ai compagni di Zaki e ad Amnesty International, abbiamo intrapreso da subito. L’immagine di quel corteo così partecipato dello scorso 17 febbraio ci sembra lontanissima perché da lì a poco la pandemia ha trasformato la nostra vita ma la pandemia stessa ha dimostrato che non ci sono confini e che siamo tutti legati dalla stessa umanità”.
La delibera è stata illustrata dal vicepresidente del Consiglio comunale Marco Piazza.
“Questa non è una delibera storica, ma la definirei una delibera "della storia" di Bologna. Perché conferma e ribadisce che nella sua storia Bologna difende la libertà e la considera uno dei primi valori in tutte le sue espressioni”, ha detto Piazza. “Bologna non abbandona nessun suo concittadino. Non importa se sia nato qui o abbia scelto di vivere qui perché in sintonia con lo spirito della città”, ha aggiunto. “Patrick George Zaki ha scelto Bologna per studiare. Ha scelto la nostra città e la nostra università per il suo progetto di vita, non deve essere stata una scelta semplice, perché l'Egitto non è dietro l'angolo e lui l'ha scelta anche a costo di sacrifici. Bologna non lo abbandona, non abbandona chi come lui sta soffrendo per il primo valore della nostra città come la libertà. Non è soltanto questa delibera a dire che non abbandoniamo un concittadino e che Bologna si mobilita per la sua libertà, ma è la città che l'ha espresso fin da quando Patrick, nella notte tra il 6 e 7 febbraio 2020 è entrato in detenzione nel carcere egiziano di Tora accusato di diffondere notizie pericolose, false e destabilizzanti attraverso i social, accuse contestate dai suoi avvocati. Attività lecite secondo il diritto internazionale e che in Egitto hanno raggiunto come accuse in questi anni centinaia di attivisti, ricercatori, avvocati, esponenti di organizzazioni per i diritti umani come Zaki, che si è speso per l’affermazione dei diritti delle minoranze, dalla comunità Lgbtq, fino alle comunità cristiane cacciate dal nord del Sinai a causa dell’avanzata dello Stato islamico”.
“Questa delibera è un passo, non è il primo e non sarà neanche l'ultimo perché purtroppo la strada sarà molto lunga ma ci siamo, Bologna non smetterà di fare qualunque cosa per mandare a Patrick un messaggio chiaro”, ha aggiunto. “Un abbraccio, prima di tutto, e la forza e l'energia per continuare a sopportare questo periodo difficilissimo”.
Il Comune di Bologna aderisce alla campagna “Free Patrick Zaki, prisoner of conscience”, edizione speciale del concorso internazionale di comunicazione sociale "Poster For Tomorrow". (aise)