UNICEF ITALIA: L’EVENTO “NON SIAMO IN FUORIGIOCO!” CHIUDE IL PROGETTO “NEET EQUITY”

UNICEF Italia: l’evento “Non siamo in fuorigioco!” chiude il progetto “NEET Equity”

ROMA\ aise\ - Oggi, 13 gennaio, con l’evento online “Non siamo in fuorigioco!” si conclude il progetto dell’UNICEF ItaliaNeet Equity”, selezionato dal Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale nell’ambito dell’Avviso “Prevenzione e contrasto al disagio giovanile” (ID 189/Avviso Disagio) e rivolto a ragazzi e ragazze tra i 16 e i 22 anni di Napoli, Taranto e Carbonia.
“I Neet sono ragazzi, ragazze e giovani che non studiano, non lavorano, né seguono percorsi di formazione”, ha ricordato Carmela Pace, presidente dell’UNICEF Italia. “Secondo gli ultimi dati Istat in Italia i giovani Neet tra i 15 e i 29 anni sono circa 2 milioni; nel Mezzogiorno l'incidenza dei Neet è più che doppia (33,0%) rispetto al Nord (14,5%) e molto più alta di quella rilevata al Centro (18,1%). Quest’anno, inoltre, la pandemia da COVID-19 ha contribuito ancora di più a peggiorare questa situazione”, ha osservato Pace. “Il progetto Neet Equity è nato con l’obiettivo di migliorare la capacità del territorio nel costruire politiche attive, partecipate, che includano tutti, attraverso diverse attività svolte nelle città di Napoli, Taranto e Carbonia e si è rivelato un importante strumento per realizzare qualcosa di concreto a favore di una delle fasce della popolazione che in questo momento ha maggiormente bisogno di aiuto e sostegno”.
Neet Equity” è il progetto con cui l’UNICEF Italia ha inteso migliorare la capacità del territorio di fare sistema nel costruire politiche attive partecipate a favore dell’inclusione dei giovani, partendo dal coinvolgimento attivo dei ragazzi e delle ragazze. Il progetto, avviato a maggio 2018, ha visto una prima fase di coinvolgimento di giovani ed esperti culminata con la realizzazione della ricerca “Il Silenzio dei NEET. Giovani in bilico tra rinuncia e desiderio”. I dati e le domande emerse sono stati fondamento per i Laboratori Urbani di Partecipazione (LUP) online - momenti di formazione e confronto - durante i quali i giovani hanno ricevuto formazione sulla progettazione sociale e sulle tecniche e regole della comunicazione per realizzare progetti di riattivazione e riprogettazione del loro futuro, nella convinzione che sia responsabilità condivisa della cosiddetta Comunità educante lavorare per ridurre le disuguaglianze e gli ostacoli per il pieno sviluppo delle potenzialità dei ragazzi e delle ragazze, come sancito nell’art. 29 della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.
In seguito ai Laboratori Urbani Partecipati (LUP4.0), dei tanti che hanno partecipato, 32 ragazzi e ragazze di Napoli, Taranto e Carbonia, di età dai 17 ai 22 anni, hanno presentato 9 progetti, “idee per la ripartenza”, che, attraverso diverse attività - dalla moda, alla lettura, allo studio, alla riqualificazione urbana - hanno l'obiettivo di rendere i giovani protagonisti di opportunità di crescita e lavorative, per uscire fuori dalla condizione di NEET e costruire un futuro migliore per se stessi e la società in cui vivono.
Nel corso di tre forum territoriali, svoltisi online il 14, il 16 e il 18 dicembre, sono stati selezionati 4 progetti dei 9 proposti, che oggi sono stati presentati nell’evento conclusivo dai ragazzi e dalle ragazze di Napoli, Taranto e Carbonia insieme ai partner del territorio. Oggi è stato lanciato anche il video conclusivo, con protagonisti i 4 progetti vincitori, disponibile online a questo link.
Questi i 4 progetti selezionati: per Napoli "Ricomincio da qui. Dialoghi di ripartenza" per creare, nel quartiere Scampia, un centro dove i giovani si possano incontrare, parlare, leggere, stare insieme, un luogo aperto ai giovani con i giovani; per Taranto, ex aequo, “Teatro Abbàsch”, per creare una Compagnia Teatrale Giovani capace di autogestirsi, formarsi e attrarre altri coetanei al fine di prevenire e contrastare il disagio sociale che porta i ragazzi e le ragazze all’abbandono scolastico, all’autoesclusione dalla società, e “l’Accademia Pubblica della Moda”, che ha l’obiettivo di realizzare un’istituzione con connotazioni lavorative e formative, in cui convogliare le tante competenze specifiche presenti sul Territorio, recuperando un edificio scolastico abbandonato nel quartiere Paolo VI; per Carbonia, “Rigeneriamo. La Carbonia che vorremmo!” per realizzare uno spazio aperto attraverso un gruppo ON-LINE che documenti attraverso foto e video la presenza di spazi inutilizzati o abbandonati e indichi suggerimenti e possibilità di riutilizzo e rigenerazione urbana.
L’evento conclusivo, diviso in sue sessioni moderate da Andrea Iacomini, portavoce dell’UNICEF Italia, e da Virginia Meo, coordinatrice nazionale del progetto, si è aperto con gli indirizzi di saluto di Carmela Pace, presidente dell’UNICEF Italia, e Flavio Siniscalchi, capo Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio Civile Universale del Ministero per le Politiche giovanili e lo Sport, e ha visto il contributo dei ragazzi e delle ragazze di Carbonia, Taranto e Scampia a Napoli nonché gli interventi di numerosi rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali. Tra questi: Paola Massidda e Loredana La Barbera, sindaco e assessore alle Politiche Sociali e Giovanili del Comune di Carbonia; Domenico Mazzella di Bosco, dirigente I.S.I.S. “Melissa Bassi” di Scampia; Alessandra Clemente, assessore alle Politiche Giovanili, Creatività e Innovazione Comune di Napoli; Eva Degl'Innocenti, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Taranto – MarTA; Gabriella Ficocelli, assessore alle Politiche Sociali e Giovanili del Comune di Taranto; Adriana Ciampa, dirigente della Divisione IV della Direzione generale per la lotta alla povertà e per la programmazione sociale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; Tullia Passerini del Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri; Federico Scriva della Segreteria Tecnica del capo Dipartimento per le risorse umane, finanziarie e strumentali del Ministero dell’Istruzione; e Anna Riatti, coordinatrice del Programma UNICEF-ECARO per i minorenni migranti e rifugiati in Italia.
Nessuno escluso” è lo slogan che ben traduce l’impegno dell’UNICEF nel mondo a favore dell’inclusione sociale dei più giovani e che è stato recentemente consolidato attraverso due iniziative in particolare: la partnership globale “Generation Unlimited”, lanciata nel 2018 con l’obiettivo di inserire entro il 2030 tutti i giovani compresi tra i 10 e 24 anni in percorsi scolastici, lavorativi o di formazione; e il programma europeo della “Child Guarantee”, ovvero il programma pilota per il contrasto alle diseguaglianze e alla povertà minorile che recentemente l’UNICEF è stato incaricato dalla Commissione Europea di testare in alcuni Paesi, tra cui l’ Italia, in stretto coordinamento con il Governo. (aise)


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