UNICEF/OMS/GAVI: la Siria riceve 256.800 dosi di vaccino contro il COVID-19 da COVAX Facility

© UNICEF/UN0446399/Nader

GINEVRA\ aise\ - La Siria ha ricevuto 256.800 dosi del vaccino contro il COVID-19, la prima consegna di vaccini COVAX a raggiungere il paese devastato dalla guerra. Questa consegna di vaccini AstraZeneca (del Serum Institute of India) sarà data agli operatori sanitari di prima linea in tutta la Siria, compresi il nord-est e il nord-ovest. È quanto riferiscono UNICEF, OMS e GAVI in una nota congiunta in cui definiscono la consegna delle dosi “un raggio di luce per il popolo della Siria. Aiuterà gli operatori sanitari a continuare a fornire servizi salvavita in un sistema sanitario già stremato a causa della guerra decennale”.
I vaccini contro il COVID-19 sono stati consegnati oggi attraverso due spedizioni: 203.000 dosi sono arrivate a Damasco, mentre altre 53.800 dosi sono state consegnate nel nord-ovest, un'area che continua ad essere teatro di conflitti armati e di persone sfollate. Altre consegne sono previste per la Siria nelle prossime settimane e mesi.
Ad oggi, la Siria ha registrato 51.580 casi di COVID-19. Il numero reale è probabilmente molto più alto a causa della limitata o mancata disponibilità di forniture di test. Questo rende la consegna dei vaccini fondamentale e tempestiva. È necessario un sostegno molto maggiore per aiutare gli operatori sanitari della Siria, ovunque si trovino nel paese, e la sua popolazione più a rischio, compresi gli anziani e coloro che hanno problemi di salute, a ricevere i vaccini contro questo virus.
“I vaccini sono una misura preventiva fondamentale”, ricordano UNICEF, OMS e GAVI. “Tuttavia sono lontani dall'essere sufficienti. Ottenere i vaccini non garantisce una protezione completa. Questo è il motivo per cui è assolutamente fondamentale che tutti noi continuiamo a lavarci le mani, indossare le mascherine e mantenere il distanziamento sociale per aumentare la protezione dal virus”.
Le tre organizzazioni continueranno “a lavorare per fornire più vaccini in tutta la regione, compresi i paesi devastati dalla guerra come lo Yemen e la Siria”, ma intanto chiedono “l'equità dei vaccini. I paesi più ricchi dovrebbero considerare di condividere le dosi extra con la COVAX Facility, in modo da poter raggiungere più persone, più velocemente e insieme. Trasformiamo le parole in azione. Ora è il momento della vera solidarietà e della condivisione del peso collettivo di questa pandemia”.
Dal 3 marzo, la COVAX Facility ha consegnato più di 5 milioni di dosi in Medio Oriente e Nord Africa. Oltre alla consegna di oggi in Siria, ha raggiunto 18 paesi in totale, tra cui Iran, Iraq, Libano, Stato della Palestina, Sudan e Yemen, tra altri paesi fragili e colpiti da conflitti.
“Quando diciamo “non siamo al sicuro finché tutti non sono al sicuro”, crediamo ad ogni parola”, concludono lL'UNICEF, l'OMS e Gavi, che sono impegnati a continuare a lavorare per consegnare più vaccini ai paesi della regione in modo da raggiungere il maggior numero possibile di operatori in prima linea e di comunità a rischio con i vaccini contro il COVID-19. “Nel frattempo, continueremo a fornire supporto nella condivisione di informazioni credibili sulle misure preventive e sanitarie e a consegnare dispositivi di protezione individuale e aiuti per l'igiene per proteggere il maggior numero di persone possibile“.
La COVAX Facility è l'azione globale per accelerare lo sviluppo e l'accesso ai vaccini contro il COVID, guidata da CEPI (Coalition for Epidemic Preparedness Innovations), Gavi, l'Alleanza per i vaccini, e l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in collaborazione con l’UNICEF. È l'unica iniziativa globale che sta lavorando con i governi e i produttori per garantire che i vaccini contro il COVID-19 siano disponibili in tutto il mondo sia per i paesi a reddito più alto che per quelli a reddito più basso. (aise)