BREXIT: SETTLED STATUS A 372.000 ITALIANI

BREXIT: SETTLED STATUS A 372.000 ITALIANI

ROMA\ aise\ - Gli ultimi dati disponibili dell’Home Office britannico dicono che, ad agosto, il numero delle pratiche concluse per il riconoscimento del “settled status” è stato di 3,6 milioni, di cui circa 372.000 avanzate da parte di italiani. È quanto riportato dal sottosegretario agli esteri Ricardo Merlo nella risposta alla interrogazione di Massimo Ungaro, deputato di IV eletto in Europa, sul potenziale impatto dell'emergenza sanitaria rispetto alla procedura di riconoscimento del “settled status” ai connazionali nei Regno Unito.
“La nostra rete diplomatico-consolare nel Regno Unito sta portando avanti ogni iniziativa possibile per assicurare, in collaborazione con il Governo britannico, un livello ottimale di informazione e orientamento di tutti i connazionali residenti circa l'ottenimento dello European Union Settled Status (EUSS). Su circa 420.000 italiani ufficialmente residenti nel Regno Unito, già a fine maggio risultavano aver ottenuto l'Euss almeno 363.000 connazionali”, si legge nella risposta di Merlo. “Sull'introduzione dell'Euss e sulle modalità per aderirvi, le autorità britanniche e le ambasciate dei Paesi europei nel Regno Unito stanno portando avanti da tempo un'ampia campagna informativa, finalizzata a raggiungere anche le fasce più “deboli” della popolazione residente. Una campagna che ha condotto ben oltre il risultato atteso, superandosi la soglia dei tre milioni di cittadini europei iscritti al nuovo sistema di registrazione. La nostra ambasciata a Londra è impegnata in una capillare azione informativa in tutto il Paese attraverso i media nazionali, i canali online e con iniziative ad hoc organizzate sul territorio con la collaborazione di associazioni ed enti locali”.
Citato lo sportello dedicato avviato dal Comites in collaborazione con il consolato generale a Londra e l’attività informativa del Consolato a Edimburgo, Merlo ha anche ricordato che “l'Ambasciata d'Italia a Londra insieme ai rappresentanti degli altri 26 Stati membri e della Commissione Europea fa parte dell'apposito user group dello Home Office britannico che si occupa del riconoscimento del settled status: “in quella Sede il governo britannico ha indicato di voler rinnovare rilevanti finanziamenti ad una rete di 57 destinatari fra enti e istituzioni locali che seguono ed assistono, sul territorio, i cittadini europei invitandoli a programmare nuove modalità di assistenza ed iniziative compatibili con l'emergenza COVID-19”.
Merlo ha quindi confermato che “i tempi di trattazione delle domande di registrazione da parte dell'Home Office hanno subito dei ritardi a causa della emergenza COVID”, ma anche che “i numeri delle registrazioni hanno continuato a crescere, anche in questa fase, per tutti i cittadini europei ed in modo particolare per gli italiani”.
“Interpellate sui casi di rifiuto – peraltro in numero alquanto limitato rispetto al totale delle domande – le Autorità britanniche hanno fatto riferimento alle reiterate lacune nella documentazione prodotta dagli interessati a sostegno della loro richiesta, aggiungendo che il rigetto della domanda non preclude comunque una sua ripresentazione”, aggiunge Merlo. “La nostra Ambasciata continua ad adoperarsi con un helpdesk che include anche un servizio di consulenza legale, rivelatosi un prezioso strumento a sostegno delle numerose richieste pervenute da parte dei connazionali durante i mesi di lockdown nel Regno Unito. Sul sito istituzionale dell'Ambasciata e della Delegazione dell'Unione europea a Londra sono disponibili molte informazioni necessarie a guidare i cittadini, tra cui linee guida in tutte le lingue dell'Unione europea in modo da rendere il più possibile uniforme ed efficace la campagna di sensibilizzazione sull'adesione all'Euss. La oramai prossima apertura del consolato generale a Manchester, competente in una circoscrizione di circa ottantamila connazionali residenti, consentirà inoltre di favorire una distribuzione dell'informazione ancora più capillare e approfondita connazionali residenti”.
In ogni caso, nonostante i disagi e i ritardi dovuti alla pandemia, “ad agosto è stato raggiunto il tetto di 3,6 milioni di pratiche concluse, di cui circa 372.000 avanzate da parte di italiani. Pur in mancanza di attività di informazione e sensibilizzazione “in presenza” dirette alle categorie più vulnerabili (minori e over 65), il tasso di registrazione di queste ultime è rimasto sostanzialmente invariato”.
“Il Governo – conclude Merlo – continua comunque a sensibilizzare le Autorità britanniche sulla necessità di proseguire col sostegno alle Ong che si adoperano proprio al fine di agevolare il processo di iscrizione dei più vulnerabili, ricevendo dalle stesse Autorità disponibilità a collaborare in questo senso”. (aise) 

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