CONGO/GARAVINI (IV): L’AFRICA TORNI TRA LE PRIORITÀ DELLA POLITICA

Congo/Garavini (IV): l’Africa torni tra le priorità della politica

ROMA\ aise\ - La senatrice di Italia Viva eletta in Europa, nonché Vicepresidente della commissione Esteri del Senato, Laura Garavini, intervenendo oggi in aula per l’informativa (dove ha parlato il Ministro Di Maio), ha spiegato come l’Africa debba tornare ad essere “tra le priorità della politica italiana”, poiché “l’instabilità del continente africano è un problema anche nostra”. E inoltre, Garavini ha elogiato l’operato della Farnesina dopo l’attentato in Congo dove sono stati uccisi due italiani, l’Ambasciatore Attanasio e il Carabiniere Iacovacci, e il congolese, loro autista, Milambo.
Il Maeci, ha affermato l’eletta all’estero, ha “subito chiesto un rapporto dettagliato alle Nazioni Unite che chiarisca come mai l’Onu, presente nella zona con oltre 17mila soldati grazie all'operazione di peacekeeping Minusco, non sia stata in grado di assicurare protezione all’ambasciatore Attanasio e alla sua scorta. E chi abbia operato nel commando. Se le Forze democratiche di liberazione del Ruanda, come affermato dal governo congolese, o le milizie jadiste provenienti dalla Somalia”.
“Commemorare la scomparsa dei nostri due connazionali vuol dire anche avere l'onestà intellettuale, come legislatori, di ribadire quanto sia necessario mettere maggiormente in sicurezza le nostre donne e uomini impegnati nei contingenti di pace all’estero e in sedi consolari o d’ambasciata - ha evidenziato ancora la senatrice -. Attraverso risorse idonee per l’incolumità dei funzionari e il rifinanziamento delle missioni internazionali nei giusti tempi. E, al tempo stesso, riflettere sulla necessità di intervenire di più per promuovere lo sviluppo del continente africano, a livello italiano, europeo e internazionale. Investire in pace significa investire in sicurezza. L'Africa è alle soglie dell'Italia e la sua instabilità è un problema anche nostro”.
“La nostra vicinanza - ha concluso -, in questo momento va ai militari impegnati in missioni internazionali, a tutto il nostro corpo diplomatico e ai funzionari della Farnesina, ai tanti volontari e dipendenti delle organizzazioni umanitarie. Momenti drammatici come questo ci ricordano quanto il loro lavoro a servizio del nostro Paese sia prezioso. E in certi territori, anche molto pericoloso”. (aise) 

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