FONDO “CONTROESODO”: BILLI (LEGA) INTERROGA GUALTIERI

Fondo “controesodo”: Billi (Lega) interroga Gualtieri

ROMA\ aise\ - Accelerare i tempi per l’emanazione del decreto che definirà i criteri necessari per la richiesta di accesso alle prestazioni del “Fondo controesodo” e chiarire la posizione dei contribuenti “impatriati” che hanno trasferito la residenza in Italia tra il 30 aprile 2019 ed il 2 luglio 2019. A chiederlo è Simone Billi, deputato della Lega eletto in Europa, che ha presentato una interrogazione in merito al Ministro dell'economia Gualtieri.
“Con la pubblicazione della circolare n. 33/E del 28 dicembre 2020, l'Agenzia delle entrate ha elaborato una serie di indicazioni operative in merito al regime speciale dei cosiddetti “lavoratori impatriati” di cui all'articolo 16 del decreto legislativo n. 147 del 2015 così come modificato dall'articolo 5 del decreto-legge n. 34 del 2019 («Decreto Crescita») convertito, con modificazioni, dalla legge n. 58 del 2019”, scrive Billi nella premessa. “Successivamente, l'articolo 13-ter del decreto-legge n. 124 del 2019, convertito, con modificazioni, dalla legge 157 del 2019 – ha previsto che le stesse disposizioni avrebbero trovato applicazione a decorrere dal periodo d'imposta 2019 per coloro che, a norma dell'articolo 2 del Tuir hanno trasferito la residenza in Italia a decorrere dal 30 aprile 2019, contemplando altresì l'istituzione di un apposito «Fondo controesodo», con la dotazione di 3 milioni di euro a decorrere dal 2020 e demandando ad un decreto del Ministero dell'economia e delle finanze la definizione dei criteri”.
In tale contesto, riporta il parlamentare, “l'Agenzia delle entrate – all'interno della richiamata circolare n. 33/E/2020 (p. 13) – citando specifico parere conforme del Ministero dell'economia e delle finanze (registro ufficiale prot. 324497 del 9 ottobre 2020) ha dichiarato che, in carenza dell'emanazione del citato decreto del ministro dell'economia e delle finanze, i contribuenti che hanno trasferito la residenza in Italia nel periodo compreso tra il 30 aprile 2019 ed il 2 luglio 2019 non possono avvalersi del regime speciale così come risultante dalle modifiche introdotte dal “decreto Crescita”; da ultimo, la disciplina degli impatriati è stata modificata dalla recente legge di bilancio 2021, che ha inserito i commi 2-bis, 2-ter e 2-quater nell'ambito dell'articolo 5 del decreto-legge n. 34 del 2019; nello specifico, il nuovo comma 2-bis consente di prolungare l'ambito temporale del regime fiscale agevolato anche ai soggetti che hanno trasferito la residenza in Italia prima dell'anno 2020 e che, alla data del 31 dicembre 2019, risultino beneficiari del regime di favore ordinario previsto per i cosiddetti lavoratori impatriati”.
“Tuttavia la formulazione generica secondo la quale l'opzione è riservata ai contribuenti “diversi da quelli indicati al comma 2 dell'articolo 5” rende l'ambito soggettivo incerto, presumendosi tali contribuenti diversi da quelli che hanno trasferito la residenza in Italia dal 30 aprile 2019 al 2 luglio 2019”, annota Billi, prima di ricordare che “il 28 febbraio 2021 scadranno i termini per la presentazione delle dichiarazioni tardive o integrative/sostitutive relative al periodo d'imposta 2019, tanto per i singoli contribuenti interessati (Mod. Redditi PF 2020 (Redditi 2019)) quanto per i sostituti d'imposta eventualmente coinvolti nell'applicazione delle minori ritenute (Mod. 770/2020) e che, come specificato all'interno della stessa circolare n. 33/2020 (pp. 22-24), il termine di novanta giorni dalla scadenza ordinaria per la presentazione del Mod. Redditi PF debba intendersi quale termine ultimo per esprimere la volontà di accedere al richiamato regime speciale mediante comportamento concludente”.
Il deputato, quindi, chiede al Ministro “quali siano le ragioni del ritardo nell'emanazione del decreto per la definizione dei criteri per la richiesta di accesso alle prestazioni del “Fondo controesodo” citato in premessa e se intenda accelerarne l'adozione” e “se intenda adottare iniziative per far chiarezza, con riguardo alle criticità esposte in premessa, in merito ai contribuenti che hanno trasferito la residenza in Italia tra il 30 aprile 2019 ed il 2 luglio 2019 ai fini del beneficio del regime previsto per gli impatriati”. (aise) 

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