GARAVINI (IV): L'ITALIA TORNI A PARLARE IN EUROPA CON VOCE FORTE E CHIARA

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ROMA\ aise\ - “Le immagini che ci arrivano dalla Siria da giorni, a seguito dei bombardamenti della Turchia di Erdogan, sono devastanti: corpi dilaniati, bambini, donne e uomini sfollati, un intero popolo sotto attacco. L'ONU parla di oltre 100.000 sfollati, ma sono probabilmente già molti di più e soprattutto sono destinati ad aumentare ancora, dal momento che nell'area risiedono oltre mezzo milione di persone. Si tratta di quel popolo e di quei soldati curdi che si sono resi artefici, con il loro coraggio e la loro lotta, della sconfitta della formazione jihadista, che si era profilata attraverso l'uso del terrore e della violenza”. Così Laura Garavini, senatrice eletta all’estero, vicepresidente vicaria di Italia Viva, che oggi è intervenuta nell’Aula del Senato dove il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha riportato la posizione che l’Italia sosterrà al Consiglio europeo di domani e venerdì.
“È una situazione strettamente legata al destino della stessa Europa, Presidente, e dobbiamo prenderla molto sul serio, - ha sostenuto Garavini – non soltanto perché è probabile che, se non si procede a un immediato cessate il fuoco, quegli sfollati possano arrivare, con numeri anche importanti, come profughi in Europa, ma anche perché si pone il problema dei miliziani dell'ISIS, tenuti prigionieri nei campi profughi e finora controllati dai curdi”.
“Si parla di oltre 12.000 miliziani che sarebbero un pericolo concreto, se, approfittando del caos in atto, arrivassero in Europa, magari mischiati agli altri profughi, e rimettessero in moto quegli attentati terroristici di cui purtroppo abbiamo conosciuto bene l'orrore e le conseguenze negli anni passati”, ha aggiunto la senatrice eletta all’estero. “Pertanto, anche alla luce del fatto che si sono già verificate violente sommosse in alcuni campi ed è già nota la fuga di centinaia di questi miliziani, è assolutamente importante che il Consiglio d'Europa prenda decisioni il più possibile univoche e soprattutto vincolanti. Serve il cessate il fuoco immediato, ordinato con la massima urgenza dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Dopodiché è auspicabile che i componenti europei del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, nel corso dello stesso Consiglio, chiedano una delega attraverso cui attivare azioni di peace enforcement, peacekeeping e peacebuilding, anche ricorrendo a una forza posta sotto il controllo militare dell'Unione europea, sul modello UNIFIL, nel quadro della Cooperazione strutturata permanente (PESCO): tutti strumenti già in atto, nel rispetto dello statuto della stessa NATO, che possono dare un contributo concreto”.
“Allo stesso modo, - ha proseguito Garavini – la Turchia non può sentirsi libera di proseguire le sue attività di perforazione di petrolio al largo di Cipro. Anche su questo è opportuno che vengano imposte sanzioni europee alla Turchia. Poi vi è tutta la partita dei profughi, su cui già nel pre-vertice di Malta, in effetti, si è giunti a indicazioni importanti che vanno ribadite anche a livello europeo”.
“Abbiamo bisogno che l'Italia torni a parlare in Europa con voce forte e chiara”, ha sottolineato la senatrice, che al Premier ha detto: “noi la sosteniamo, Presidente, quando nelle sue dichiarazioni pubbliche dice che l'Europa non deve lasciarsi intimorire dalle minacce di Erdogan. Abbiamo ascoltato le dichiarazioni dei colleghi della Lega, che apparentemente parlano di politica, ma in realtà non affrontano i temi, non portano soluzioni e non danno risposte. Questo tipo di politica, quella che l'Italia rappresentava in Europa soltanto pochi mesi fa, non dà alcuna risposta e soprattutto non ci consente di essere protagonisti in Europa. Invece noi, Presidente, chiediamo - e siamo al suo fianco - che l'Italia torni a essere protagonista e dia indicazioni anche rispetto a questioni così drammatiche come quelle che stanno interessando la Siria e le aree a noi limitrofe”. (aise) 

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