GARAVINI SCHIRÒ E UNGARO (PD): LA FARSA DELL'AUMENTO DELLE PENSIONI MINIME

GARAVINI SCHIRÒ E UNGARO (PD): LA FARSA DELL

ROMA\ aise\ - "Abbiamo denunciato a più riprese l'esclusione dei pensionati italiani residenti all'estero dall'aumento delle pensioni minime previsto dalle nuove norme inserite dal Decreto su Reddito e Pensione di cittadinanza attualmente in discussione al Parlamento. Esclusione dovuta al requisito richiesto dei due anni di residenza continuativi in Italia al momento della presentazione della domanda per la pensione di cittadinanza". Lo dichiarano i parlamentari PD eletti in Europa Laura Garavini, Angela Schirò e Massimo Ungaro.
"In realtà però", precisano i tre colleghi del PD, "la presa in giro non riguarda solo i residenti all'estero ma anche i residenti in Italia. Infatti", spiegano, "non è in programma nessun aumento delle pensioni minime a 780 euro come sbandierato ancora oggi dall'attuale Governo. Le cose stanno in maniera molto diversa: la pensione di cittadinanza, anche per coloro che ne hanno diritto, non aumenta l'importo della pensione, che resta invece invariato, ma consiste in una integrazione al reddito familiare di durata e ammontare limitati".
"Con la pensione di cittadinanza, infatti", continuano Garavini, Schirò e Ungaro, "il nucleo familiare (che deve essere composto esclusivamente da persone over 67 non necessariamente titolari di una pensione) riceve una somma a titolo di integrazione del reddito familiare di cui non si ha completa disponibilità e che deve essere spesa utilizzando la carta acquisti di Poste Italiane; somma che deve essere consumata entro il mese di fruizione, altrimenti questa sarà ridotta del 20%".
"La pensione di cittadinanza quindi non ha nulla a che fare con le pensioni minime che quest'anno per effetto della perequazione scattata dal 1° gennaio, saranno di 513 euro. La beffa", osservano i parlamentari PD, "consiste nel fatto che con una comunicazione martellante ed ingannevole il Governo ha fatto credere a decine di migliaia di pensionati che sarebbero state aumentate le pensioni minime, a partire da quelle degli invalidi i quali non hanno ancora compiuto i 67 anni e che perciò non potranno richiedere il beneficio".
"Al contrario", proseguono i tre eletti all’estero, "la pensione di cittadinanza non ha nulla che fare con l'integrazione al minimo delle pensioni che innalza, per chi ne ha diritto, l'importo della pensione ai 513 euro. Per fare un esempio concreto: due pensionati ultra 67enni membri di un nucleo familiare i quali percepiscono entrambi una pensione di 513 euro non potranno avere diritto alla pensione di cittadinanza (e cioè all'aumento fino a 780 euro della loro pensione) perché il loro reddito complessivo familiare supera il limite previsto dalla norma di 10.584 euro".
"Inoltre se i due pensionati avessero comunque diritto alla pensione di cittadinanza perché titolari di redditi inferiori alla soglia di 10.584 euro, ma nel nucleo familiare ci dovesse essere anche una terza persona con età inferiore ai 67 anni, non potrebbero farne richiesta perché il nucleo familiare deve essere composto solo di ultra 67enni. Quindi", concludono Garavini, Schirò e Ungaro, "niente aumento della pensione minima ma solo un provvedimento di evidente natura propagandistica che deluderà e scontenterà tantissime persone". (aise)


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