"INSIEME OLTRE IL BUIO DI QUESTI MESI": LA NUOVA NEWSLETTER DI LA MARCA (PD)

"INSIEME OLTRE IL BUIO DI QUESTI MESI": LA NUOVA NEWSLETTER DI LA MARCA (PD)

ROMA\ aise\ - “Sono stati mesi difficili, anzi, difficilissimi. L’Italia, dopo il trauma iniziale e il drammatico numero di vittime causate dal Covid-19, è riuscita a contenere il diffondersi del contagio e lentamente sta cercando di tornare ad una certa "normalità". Per gli italiani, sono stati mesi di sacrifici impensabili, ma le misure rigorose messe in campo sembrano aver dato i risultati sperati, almeno fino ad ora. Purtroppo il virus resta ancora molto diffuso in altre realtà, come gli USA, il Messico e Panama, per quanto riguarda la nostra ripartizione, sia pure con intensità diversamente distribuita sul territorio. Come italiani all’estero, abbiamo tutti il dovere di darci una mano di solidarietà e di guardare con determinazione e coraggio al domani”. Questa la premessa della nuova newsletter della deputata del Pd eletta in Centro e Nord America, Francesca La Marca, dove ha parlato, oltre che della lenta e difficile uscita dall’emergenza sanitaria ed economica legata al Covid-19 e alle misure che ancora, attualmente, impongono restrizioni, anche del Referendum costituzionale dei prossimi 20 e 21 settembre sul taglio dei parlamentari e della proposta dell’istituzione della “giornata nazionale per gli italiani nel mondo”.
“Il mio pensiero costante - ha spiegato la deputata - va prima di tutto alle vittime dirette e indirette della pandemia e a chi ha perso il lavoro come conseguenza di essa. Un pensiero non meno intenso va ai nostri connazionali dei paesi più colpiti, che non solo sono stati esposti a un maggiore pericolo, ma, per il blocco dei voli, sono stati privati dalla possibilità di rientrare in Italia. Fino a quando il contagio non si sarà ristretto e un vaccino efficace non sarà disponile su ampia scala, dovremo responsabilmente accettare le misure di sicurezza imposte. Il tentativo da fare con convinzione, e io lo sto facendo, è quello di convertire le misure di sicurezza previste per chi arriva e rientra nel paese di residenza (misure che di fatto riassorbono il tempo della eventuale permanenza in Italia) in controlli efficaci e brevi, come i tamponi. Ho scritto ai ministri della Salute e degli Esteri per sollecitarli in tal senso e continuerò a farlo finché non ci sarà qualche esito positivo”.
“In questo momento - ha proseguito -, anche la legge sulla istituzione della “Giornata nazionale per gli italiani nel mondo”, una mia proposta già dalla scorsa legislatura arrivata finalmente all'esame dell'Aula, acquista un più forte significato. L'ho concepita come un riconoscimento verso i milioni di italiani che hanno collocato altrove le loro vite e che con i loro sacrifici hanno dato un contributo essenziale sia ai paesi di insediamento che all'Italia quando ne ha avuto bisogno. Oggi, nelle difficili condizioni determinate dalla pandemia, può diventare l'annuncio di un nuovo patto tra l'Italia e la sua diaspora, vecchia e nuova, matura e giovane. Tutti insieme per costruire il futuro, come è accaduto quando le cose si sono fatte difficili. E poiché il futuro ha bisogno di azioni positive e di impegni concreti, sto puntando con insistenza sul turismo di ritorno, che porta ogni anno milioni di persone nel nostro Paese. Per sostenerlo, si possono fare diverse cose che ho già proposto agli interlocutori giusti. Non mi fermerò prima di averle viste nell'agenda del Governo”.
“Intanto - ha evidenziato la deputata dem arrivando alla delicata questione referendum -, tra poche settimane, ci arriverà a casa il plico per votare per il referendum costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari, anche quelli eletti all’estero, che sono già pochi. Mi sono già espressa, dentro e fuori il Parlamento, numerose volte, contro questa riduzione, per cui il mio voto sarà NO. Ridurre ulteriormente la nostra rappresentanza - conclude - è ingiusto e sbagliato in sé e rappresenta, inoltre, un rischio di destabilizzazione per le ripartizioni più piccole come la nostra, quella del Nord e Centro America. Nonostante le difficoltà organizzative dovute alla pandemia, credo che dovremmo farci sentire con un NO forte. Di questo, comunque, torneremo a parlare a settembre”.
“Coraggio - ha concluso La Marca -, dunque, ce la faremo”. (aise) 

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