PRATICHE DI CITTADINANZA IN ARGENTINA E BRASILE: DI SAN MARTINO LORENZATO (LEGA) INTERROGA MOAVERO

PRATICHE DI CITTADINANZA IN ARGENTINA E BRASILE: DI SAN MARTINO LORENZATO (LEGA) INTERROGA MOAVERO

ROMA\ aise\ - Deputato della Lega eletto in Sud America, Luis Roberto di San Martino Lorenzato ha presentato una interrogazione al Ministro degli esteri Moavero Milanesi per avere un aggiornamento sullo stato delle pratiche di cittadinanza in Argentina e Brasile.
“La legge n. 89 del 2014 – ricorda il deputato nella premessa – ha introdotto alla tabella dei diritti consolari da riscuotersi dagli uffici diplomatici un diritto di 300 euro da riscuotere per il trattamento della domanda di riconoscimento della cittadinanza italiana di persona maggiorenne; in particolare, nei Paesi dell'America latina, l'accertamento della cittadinanza italiana jure sanguinis è diventato un percorso particolarmente complesso, tanto da richiedere il potenziamento delle ambasciate e delle sedi consolari”.
“Tale potenziamento – continua Di San Martino – sarebbe possibile anche considerando il fatto che, dei 300 euro incassati per ciascuna pratica di riconoscimento, il trenta per cento torna al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e dovrebbe essere reinvestito in servizi consolari”.
Lunga la lista dei chiarimenti chiesti al Ministro. Il deputato, infatti, chiede di sapere “a quanto ammontino le entrate in applicazione della legge n. 84 del 2014 nei consolati italiani in tutto il mondo e, in particolare, nei singoli Paesi; quante pratiche di riconoscimento di cittadinanza jure sanguinis siano state elaborate durante questo periodo in ciascuno dei consolati italiani in Argentina e Brasile”, ma anche “quante persone, in particolare in Argentina e Brasile, abbiano avviato ma non concluso la pratica di riconoscimento di cittadinanza e quanti siano ancora in lista d'attesa per iniziarla”.
E ancora, il parlamentare della Lega ha chiesto “a quanto ammonti il trasferimento di risorse in attuazione della legge n. 84 del 2014 e successive modifiche da parte del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale a favore dei consolati italiani in Argentina e Brasile; se i consolati di Argentina e Brasile, beneficiari di tali trasferimenti di risorse, abbiano mai restituito al Ministero parte delle risorse succitate; come i consolati di Argentina e Brasile abbiano utilizzato i fondi, a loro trasferiti in base alla succitata legge, al fine di rafforzare i servizi consolari per i cittadini italiani residenti o presenti all'estero” e, infine, “se i consolati abbiano destinato tali fondi prioritariamente alla contrattualizzazione di personale locale da destinare, sotto le direttive e il controllo dei funzionari consolari, allo smaltimento dell'arretrato riguardante le pratiche di cittadinanza presentate presso i medesimi uffici consolari in Argentina e Brasile, e, in tal caso, quale sia il numero dei contratti sottoscritti”. (aise) 

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