RICERCATORI E AGENZIA DELLE ENTRATE: UNGARO (PD) INTERROGA TRIA

RICERCATORI E AGENZIA DELLE ENTRATE: UNGARO (PD) INTERROGA TRIA

ROMA\ aise\ - “Tutelare gli interessi dei lavoratori rientrati in Italia”. Questa, in estrema sintesi, quanto richiesto dal deputato Pd Massimo Ungaro in una interrogazione al Ministro dell’economia Tria. Il parlamentare eletto in Europa – insieme ai colleghi Fregolent, Colaninno, Del Barba, Fragomeli, Librandi, Mancini, Topo e Mor – chiede al Ministro di fare chiarezza sulla normativa fiscale da applicare ai ricercatori rientrati in Italia con gli incentivi previsti dalla legge “Controesodo”.
Ricercatori ai quali ora l’Agenzia delle entrate sta chiedendo di rimborsare gli sconti fiscali di cui hanno beneficiato nel corso degli anni.
“Negli ultimi anni – scrive Ungaro nella premessa – si sono succedute diverse misure per attrarre risorse umane in Italia, prevedendo agevolazioni fiscali condizionate al trasferimento della residenza con l'obiettivo di sostenere lo sviluppo economico, scientifico e culturale del Paese; in particolare l'articolo 44 del decreto-legge n. 78 del 2010, come modificato dalla legge di conversione 30 luglio 2010, n. 122, ha agevolato il rientro di docenti e ricercatori, prevedendo che per i quattro periodi di imposta successivi al trasferimento in Italia solo il 10 per cento del loro reddito fosse assoggettato ad imposizione fiscale;
???in un primo momento l'accesso al beneficio era consentito ai ricercatori e docenti che trasferivano la residenza fiscale in Italia nel periodo compreso tra il 31 maggio 2010 e i sette anni solari successivi (30 maggio 2017) ma con la legge di bilancio 2017 l'agevolazione è stata resa permanente (ferma restando la fruibilità dell'agevolazione quadriennale) non essendo più prevista una data ultima utile per poter far rientro in Italia”.
“Migliaia di lavoratori hanno messo in discussione le loro vite e il futuro rinunciando ad attività gratificanti all'estero per tornare in Italia”, annota il deputato prima di ricordare che “la risoluzione n. 146/2017 e la circolare n. 17 del 2017 dell'Agenzia delle entrate hanno stabilito in modo retroattivo che all'agevolazione fiscale avevano diritto solo coloro che si erano iscritti all'Aire, l'Anagrafe degli italiani residenti all'estero; tuttavia la citata legge istitutiva del 2010 prevedeva solo che gli interessati al beneficio fossero stati residenti all'estero non in maniera occasionale senza alcun riferimento al requisito dell'iscrizione all'Aire; secondo notizie di stampa, l'Agenzia delle entrate starebbe richiedendo a molti ricercatori e docenti rimpatriati di rimborsare gli sconti fiscali per cifre importanti, considerandoli di fatto fiscalmente residenti in Italia anche quando svolgevano l'attività all'estero perché non iscritti all'Aire”.
“Con applicazione disomogenea sul territorio nazionale, - aggiunge Ungaro – alcuni uffici territoriali starebbero richiedendo il pagamento della somma annullando le sanzioni, mentre altri uffici avrebbero inviato accertamenti anche per sanzioni e interessi”. Dunque, secondo il parlamentare Pd, “l'interpretazione restrittiva della legge del 2010 rischia di punire, far tornare fuori dai confini, lavoratori che sono rientrati in Italia per contribuire, non senza sforzi, al progresso del Paese”.
Per questo, Ungaro chiede a Tria “se non ritenga opportuno adottare le iniziative di competenza per chiarire urgentemente questa inconcepibile situazione e tutelare gli interessi dei lavoratori rientrati in Italia in virtù dell'agevolazione prevista dall'articolo 44 del decreto-legge n. 78 del 2010 nonché per chiarire, per quanto riguarda coloro che si sono iscritti all'Aire, se il periodo di imposta si consideri dall'atto della domanda di iscrizione o dall'avvenuta iscrizione, stante il fatto che può passare oltre un anno dall'iscrizione effettiva all'Aire rispetto alla data richiesta”. (aise) 

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