SCHIRÒ (PD): ACCELERARE E REGOLARIZZARE L’INVIO DEL PERSONALE SCOLASTICO ALL’ESTERO

SCHIRÒ (PD): ACCELERARE E REGOLARIZZARE L’INVIO DEL PERSONALE SCOLASTICO ALL’ESTERO

ROMA\ aise\ - In occasione dell’approvazione del disegno di legge di conversione del decreto-legge riguardante la Scuola, il Governo ha accolto l’ordine del giorno della Angela Schirò, deputata Pd eletta in Europa e sottoscritto anche dalla collega eletta in Centro e Nord America col Pd, Francesca La Marca, e dai deputati sempre Pd della VII Commissione Cultura, con il quale ha chiesto di riportare sotto la competenza unitaria ed esclusiva del Ministero degli Affari Esteri le operazioni inerenti alla formazione delle graduatorie e alla destinazione del personale scolastico all’estero.
A darne notizia è la stessa Schirò, che ha spiegato come “il Decreto n. 64/2017, che pure ha avuto il merito di riconoscere e valorizzare il sistema della formazione italiana nel mondo, queste competenze, in precedenza assolte per anni dal Ministero degli esteri, sono state divise tra il MAECI e il Ministero dell’istruzione, separando in due tronconi il contingente di 70 funzionari chiamati ad assicurarne lo svolgimento”.
“Alla prova dei fatti - sempre secondo l’opinione dell’eletta all’estero -, il nuovo sistema non ha dato i risultati sperati. I ritardi nella selezione del personale, nella formazione delle graduatorie e nella destinazione del contingente sono cresciuti in modo preoccupante, creando tensioni e disfunzioni tra gli utenti e nei rapporti con le autorità scolastiche locali. Basti pensare che a metà del corrente anno scolastico, a prescindere dagli effetti della pandemia, solo una metà del personale destinato all’estero ha raggiunto le sedi indicate e ci si trova oggi nella necessità di ricorrere alle graduatorie del 2013 per reperire docti di alcuni insegnamenti da ricoprire”.
Secondo Schirò, dunque, “non è possibile continuare in questo modo”. E ritiene “urgente ricostituire un assetto che si era consolidato e che aveva consentito di corrispondere a obiettive necessità. Ed è quello che ho chiesto e che il Governo ha accettato”.
Obiettivo della deputata, ora, è “fare in modo che questo orientamento non resti sulla carta ma diventi norma di legge”. Inoltre ha informato che lei stessa ha provveduto a presentare al successivo decreto, quello Rilancio, un emendamento non oneroso che tende a ripristinare la più collaudata gestione del MAECI in questo campo.
“Non si tratta di fare giochi di immagine o iniziative propagandistiche - ha concluso -, ma di corrispondere a un’esigenza reale di un’utenza che chiede regolarità ed efficienza e a un interesse di immagine e di ruolo del nostro Paese rispetto ai suoi interlocutori internazionali”. (aise) 

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