Diritti LGBTI violati in Cecenia: la dichiarazione della Coalizione per la parità dei diritti

ROMA\ aise\ - Gravi violazioni e abusi dei diritti umani della Russia contro le persone LGBTI in Cecenia. È quanto denuncia la Coalizione per la parità dei diritti di cui l’Italia fa parte in una dichiarazione congiunta siglata oggi da 29 Paesi (oltre al nostro, Albania, Australia, Austria, Belgio, Canada, Capo Verde, Cile, Costa Rica, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Islanda, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Regno Unito, Stati Uniti d'America).
Dopo aver citato il rapporto indipendente redatto nel dicembre 2018 dall’Osce (Moscow Mechanism) da cui emergevano "una chiara prova di diverse epurazioni contro le persone LGBTI" in Cecenia nonché di numerose altre gravi violazioni dei diritti umani, la coalizione ricorda che lo stesso rapporto ha accertato che “le persone LGBTI in Cecenia sono state oggetto di molestie sistematiche, persecuzioni, arresti e detenzioni arbitrarie, torture, sparizioni forzate ed esecuzioni extragiudiziali”.
Da allora sono passati due anni, ma le cose non sembrano cambiate: “nei due anni trascorsi dalla sua pubblicazione - si legge infatti nella dichiarazione della Coalizione – non c'è stata alcuna risposta costruttiva né al rapporto né alle sue raccomandazioni da parte delle autorità federali russe. Nel frattempo, continuano ad emergere nuove credibili accuse di gravi violazioni dei diritti umani in Cecenia, compresi il continuo arresto sistematico e la tortura di persone LGBTI e di oppositori della leadership cecena”.
Per questo, la Coalizione chiede alla Russia “di attuare le raccomandazioni dell’Osce senza ulteriori indugi. In particolare, quella di avviare un'indagine efficace, imparziale e trasparente sulla persecuzione sistematica delle persone LGBTI in Cecenia e porre fine all'impunità per i suoi autori”. (aise)