Il Central and South Asia Connectivity Summit e le nuove potenzialità della logistica internazionale - di Domenico Letizia

ROMA\ aise\ - Nonostante non sia stata una notizia diffusa con la dovuta importanza, recentemente la regione centroasiatica ha riscritto la geopolitica e l’economia della nostra attualità, evidenziando l’importanza della sostenibilità, della logistica e della strategia diplomatica per il futuro delle relazioni tra Europa e Medio Oriente.
Il Forum internazionale “Central and South Asia Connectivity Summit” è stato occasione per tornare a riflettere sulle urgenze politiche, economiche e sanitarie dell’attualità, evidenziando che la storica Via della Seta è tornata al centro della scena internazionale e sta inseguendo un ruolo di leadership sempre più rilevante, soprattutto grazie agli sforzi dell’Uzbekistan che mira ad avere un ruolo di centro di coordinamento della politica economica regionale.
I programmi economici, la sostenibilità dei processi industriali, il rafforzamento della logistica e dei trasporti sono le priorità che sono state evidenziate dai numerosi stati dell’Asia centrale per la crescita della connettività e dei processi produttivi e commerciali della regione. I programmi economici regionali collettivi, tra cui il Central Asia-South Asia 1000, il Central Asia Regional Economic Cooperation Program (CAREC), il Turkmenistan–Afghanistan–Pakistan–India Pipeline (TAPI), il Quadrilateral Traffic in Transit Agreement (QTTA) e i corridoi economici con il Pakistan hanno spalancato un’autostrada per una più ampia cooperazione in molti campi, offrendo una grande opportunità per le nazioni senza sbocco sul mare dell’Asia centrale di poter accedere ai porti marittimi.
L’idea di collegare le potenzialità della blue economy e del trasporto marittimo con una potenziata rete ferroviaria è una chiave di volta per il futuro della regione centroasiatica, che rimarca l’importanza di un percorso ferroviario programmato tra Uzbekistan, Pakistan e Afghanistan e una linea di 573 km progettata per collegare Tashkent con la capitale afghana Kabul e la città settentrionale del Pakistan di Peshawar. Il forum internazionale “Central and South Asia: Regional Connectivity. Challenges and Opportunities” svoltosi nella capitale uzbeka, a Tashkent il 15-16 luglio, per iniziativa del presidente Shavkat Mirziyoyev ha generato un profondo interesse per il protagonismo geopolitico dell’Uzbekistan e per gli analisti dell’export, dell’internazionalizzazione e della logistica internazionale. La conferenza ha riunito diversi capi di Stato, tra cui il presidente dell’Afghanistan, Ashraf Ghani, il primo ministro del Pakistan, Imran Khan, nonché membri del governo e ministri degli affari esteri dei paesi dell’Asia centrale e meridionale, Stati Uniti, Russia, Turchia e rappresentanti di istituzioni, ONG e organizzazioni internazionali, quali le Nazioni Unite e l’Unione Europea.
La delegazione italiana era guidata dal Viceministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Manlio Di Stefano. La ferrovia Termez-Mazar-i-Sharif-Kabul-Peshawar è destinata a diventare un elemento chiave dell’intera rete di collegamento delle regioni dell’Asia Centrale e Meridionale, il cui progetto di costruzione ha già ricevuto ampio sostegno, anche da parte delle principali istituzioni finanziarie e bancarie internazionali.
La costruzione di questa ferrovia consentirà di realizzare opportunamente il potenziale di transito delle due regioni, permettendo di ridurre significativamente i tempi e i costi di trasporto delle merci tra l’Asia meridionale e l’Europa attraverso l’Asia Centrale. Un patrimonio di investimenti che necessita delle migliori conoscenze in ambito di digitalizzazione delle economie locali, dei trasporti e delle infrastrutture, che può generare importanti opportunità commerciali anche per le imprese europee e per il know how che caratterizza le aziende italiane. (domenico letizia\aise)