Italia – Libia: Lamorgese e Giorgetti incontrano Najla al Mangush

ROMA\ aise\ - Incontri al Viminale e allo sviluppo economico per Najla al Mangush, ministra degli Affari Esteri del Governo di Unità nazionale libico, che oggi, al suo secondo giorno in Italia, ha incontrato il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e quello dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. Di ieri, invece, l’incontro alla Farnesina con il Ministro degli esteri Luigi Di Maio.
Sicurezza, flussi migratori e diritti umani i temi al centro dell’incontro al Viminale durante la quale Lamorgese ha ribadito ad al Mangoush, prima donna nella storia del suo Paese a ricoprire la carica di Ministro degli esteri, l’esigenza di conferire nuovo impulso alle relazioni italo-libiche, tradizionalmente privilegiate, confermando da parte italiana l’adozione di una strategia ampia e articolata nell’impostazione dei rapporti con il nuovo Governo di unità nazionale chiamato a gestire questa fase cruciale per la stabilizzazione del Paese nordafricano.
“Sono sicura che riuscirete a portare a termine con successo il vostro compito e, dal canto nostro, continueremo a sostenervi in tale percorso come abbiamo sempre fatto”, ha detto Lamorgese alla ministra libica.
L’incontro ha offerto l’occasione - anche alla luce della recente missione a Tripoli della titolare del Viminale – per analizzare tra i temi di comune interesse anche quello riguardante i flussi migratori, con particolare attenzione al contrasto delle organizzazioni criminali che sfruttano il traffico di esseri umani e al rispetto dei diritti umani dei rifugiati e dei migranti.
Da parte italiana, conclude il Viminale, è stata infine ribadita al ministro Al Mangoush la volontà di riservare ampio spazio e di intensificare i programmi di cooperazione e gli accordi bilaterali in materia di sicurezza e di contrasto alla minaccia terroristica.
Quello al Mise, si legge in una nota, è stato un colloquio “lungo e cordiale”, durante il quale sono stati affrontati i principali temi di cooperazione economica bilaterale.
Giorgetti, in particolare, ha espresso apprezzamento per il processo di riconciliazione nazionale avviato a poco più di un mese dall’insediamento dal nuovo governo di unità nazionale libico ed ha auspicato che possa procedere speditamente il percorso di transizione istituzionale che dovrebbe culminare nelle elezioni del prossimo dicembre. L’Italia, ha ribadito il Ministro, è pienamente disponibile a sostenere lo sforzo delle autorità libiche, nel pieno rispetto della loro sovranità, insieme alla comunità internazionale.
Riguardo ai temi economici, Giorgetti ha sottolineato che il governo e le imprese italiane vedono nella Libia un partner privilegiato e nella sua azione di ministro dello sviluppo economico intende consolidare e rilanciare ulteriormente tale partenariato nei settori di mutuo interesse, dal progetto dell'autostrada costiera all'aviazione civile, alla cooperazione economica industriale.
Rimane essenziale, ha aggiunto Giorgetti, che siano assicurate condizioni di sicurezza adeguate per le nostre imprese e per i lavoratori.
La stabilità della Libia favorirà inoltre la gestione dei flussi migratori irregolari e il controllo delle frontiere libiche che rimane per l’Italia un obiettivo prioritario, sia a livello bilaterale che nel quadro europeo.
La ministra al Mangoush, riporta il Mise, ha espresso la propria gratitudine per la calorosa accoglienza ricevuta dal ministro Giorgetti. Si è detta convinta che siano molti gli spazi di ulteriore crescita della collaborazione economica e industriale tra Libia e Italia, partner naturale del proprio paese. La ministra al Mangoush ha infine rivolto un invito al Ministro Giorgetti a compiere presto una visita ufficiale a Tripoli.
Di ieri, come detto, l’incontro con Di Maio alla Farnesina. In questa occasione, il ministro ha “ribadito l’impegno dell’Italia per una stabilizzazione duratura della Libia attraverso un processo guidato dai libici e sostenuto dall’azione delle Nazioni Unite e di Unsmil” e annunciato la riattivazione del consolato italiano a Bengasi e l’istituzione di un consolato onorario a Seba, nel Fezzan. (aise)