Rapporto Procurement Onu: aumenta la quota delle imprese italiane

ROMA\ aise\ - È stato pubblicato il Rapporto Annuale sul procurement delle Nazioni Unite, che offre una dettagliata analisi sulla gestione dell’imponente volume di beni e servizi acquistati dall’intero sistema onusiano. Il 2021, come rivela la Farnesina in una nota, ha segnato un record, con un volume complessivo di 29,6 miliardi di dollari, in aumento del 32,5% rispetto all’anno precedente. Come prevedibile, la spinta principale si è registrata nel settore sanitario, ma crescite significative si sono registrate anche in altri settori.
In questo contesto si segnalano i dati positivi relativi alle imprese italiane, che registrano un volume annuale pari a 351 milioni di dollari in favore di 39 entità onusiane, in aumento rispetto all’anno precedente.
L’Italia si colloca globalmente al 20° posto quale Paese fornitore delle Nazioni Unite coprendo l’1,19% del procurement complessivo. Le principali aree di intervento sono state: “Management and Administration Services” (57,9 milioni), “Transportation, Storage, Mail Services” (47,4 milioni), “Medical Equipment and Supplies” (38,4 milioni), “Engineering and Research Services” (34,3 milioni), “Building and Maintenance Services” (28,4 milioni). Le principali entita’ onusiane acquirenti dalle imprese italiane sono, nell’ordine: WFP (81,3 milioni), Segretariato (pari a 57,7 milioni, che include il DOS e forniture alle Missioni di Peace-Keeping, tra le altre), FAO (39, 7 milioni), WHO (32,7 milioni), IFAD (26,5 milioni).
Complessivamente, sono 7.193 le imprese italiane accreditate presso il procurement delle Nazioni Unite, di cui 1899 quelle che hanno effettuato forniture e 69 quelle che hanno effettuato forniture per volumi superiori a 1 milione di dollari. (aise)