Creatività è cultura: la Farnesina pronta per la Settimana della Lingua Italiana

ROMA\ aise\ - “700 anni fa le sue parole. Oggi le nostre”. Con questo slogan si chiude il video di presentazione della XXI edizione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, presentata questa mattina alla Farnesina. Il video, realizzato dallo stesso Ministero degli Affari Esteri insieme al Salone Internazionale del libro di Torino, che pure si apre oggi al Lingotto finalmente in presenza, rappresenta un compendio di ciò che la Settimana vuole essere in questo 2021 di graduale ritorno alla normalità: un’occasione per veicolare nel mondo, attraverso la lingua, una cultura multiforme, basata sulla creatività italiana, fortemente radicata e consapevole della propria tradizione, ma desiderosa di mostrarsi in tutte le sue sfaccettature e improntata alla modernità e al futuro. Un concetto, questo, illustrato da un parterre completamente al femminile riunito oggi alla Farnesina per l’evento di presentazione della Settimana, che si terrà dal 18 al 24 ottobre e sarà dedicata quest’anno al tema “Dante, l’italiano”.
Moderata dalla giornalista Rai Serena Bortone, la conferenza ha visto gli interventi del vice ministro agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale, Marina Sereni, e della direttrice centrale per la promozione della cultura e della lingua italiana, Cecilia Piccioni, insieme a importanti attori del Sistema Paese che hanno contribuito, nei diversi ambiti di attività, a far rivivere e interpretare l’opera di Dante nel mondo contemporaneo, attualizzandone i contenuti: da ENI alla Fondazione Alda Fendi – Esperimenti; dalla Divisione Calcio Femminile della FIGC a Giunti Editore – Divisione Disney.
Ha parlato di appuntamento “tradizionale” e “iconico” Marina Sereni, che ha introdotto la conferenza ringraziando innanzitutto gli enti coinvolti nella rassegna: l’Accademia della Crusca, in primo luogo, e poi la rete diplomatico-consolare e degli Istituti Italiani di Cultura, gli enti promotori e le scuole italiane all’estero, il MiC, il MUR, il Governo svizzero e gli altri partner della promozione linguistica. Tutti impegnati “per celebrare ad ogni latitudine la nostra lingua e, grazie ad essa, valorizzare le molteplici sfaccettature della nostra Italia”.
La Settimana, ha spiegato il vice ministro, avrà quest’anno una “duplice collocazione”: da un lato è una “ideale conclusione” delle celebrazioni “Dante700 nel mondo”, pure lanciate alla Farnesina nel marzo scorso in occasione del Dantedì; dall’altro è un “l’avvio di una fase di riflessione ad ampio raggio”, che culminerà con gli Stati generali della cultura, in programma sempre alla Farnesina il prossimo 29 novembre, alla presenza del capo dello Stato, Sergio Mattarella. Stati generali che, per la prima volta, quest’anno cambiano nome e veste: non si parlerà più, come nelle passate edizioni, di Stati generali della lingua e della cultura italiana, bensì di Stati generali della lingua e della creatività italiana. A segnare il passo verso un nuovo concetto di cultura italiana, quello appunto affidato alla Settimana della lingua italiana nel mondo 2021.
La stessa Sereni ha parlato di un “formato inedito” della manifestazione “rispetto alla tradizione”, ma “in linea con la rinnovata strategia di promozione integrata” della Farnesina: si passerà dunque “dalla valorizzazione della lingua e della cultura italiana” a quella delle “multiformi espressioni del genio e della creatività del nostro Paese”, per le quali la lingua rappresenta un collante, un “elemento capace di tenere insieme i fili del softpower italiano”.
La lingua, ha osservato ancora il vice ministro Sereni, “è importante non solo per i nostri connazionali all’estero e per gli italodiscendenti”, che attraverso lo studio della lingua mantengono o recuperano i legami con le proprie origini, “ma anche per chi sceglie di avvicinarsi al nostro Paese, attratto dalla sua storia, dalla sua cultura e dal suo made in Italy”. La lingua, dunque, è “la prima ambasciatrice del Sistema Italia” nel mondo. Un “filo sapientemente tessuto da Dante oltre 700 anni fa e che da allora tiene insieme le diverse anime del nostro Paese”.
In quest’ottica, ha chiosato Marina Sereni, “celebrare il padre della nostra lingua significa farlo in ogni forma, per raccontare il genio del nostro Paese oggi”, quel genio che “ancora si lascia ispirare dalla complessità dell’opera dantesca per riviverla e reinterpretarla nella modernità”.
Di “evento davvero straordinario e innovativo” e di “rinnovata strategia di promozione integrata” ha parlato anche la direttrice centrale Cecilia Piccioni, che ha evidenziato l’importanza di valorizzare “le caratteristiche tipiche dell’eccellenza italiana” nel momento in cui “celebriamo la nostra lingua e la sua capacità di affermarsi ad ogni latitudine e sotto ogni cielo”. L’intento è quello di lanciare un processo che, partendo dalla “incredibile occasione” offerta della celebrazioni dantesche e attraverso la multidimensionalità del genio creativo italiano, arrivi a concludersi con gli Stati Generali della lingua e della creatività italiana - un “evento singolare, a cadenza biennale, che quest’anno”, ha spiegato Piccioni, “vogliamo riproporre dopo lo stop imposto dall’emergenza pandemica” - e con l’adozione di un “manifesto” che contenga alcune “linee guida della promozione dell’Italia nel mondo”.
L’innovazione tanto della strategia di promozione integrata del Ministero quanto, di conseguenza, della Settimana della Lingua si rispecchia, ha fatto notare il direttore centrale, nella qualità degli ospiti della presentazione odierna, tutti provenienti da “mondi diversi dalla linguistica pura”, a sottolineare la volontà di “approfondire il rapporto tra la lingua italiana e le tre dimensioni del sistema Italia: innovazione, cultura e ingegno imprenditoriale”.
“La lingua permea il nostro Sistema Paese, ne difinisce l’unicità e riesce a tenere insieme le anime più eterogenee della nostra cultura, intesa nel senso più ampio”, ha detto ancora Piccioni. “Lingua e creatività sono la linfa vitale del nostro Paese” e se “Dante parla ancora oggi a tutti noi”, “tutti noi riusciamo a declinare in modo contemporaneo il suo messaggio”, attraverso quel “genio creativo” che è “cosciente del proprio passato, attivo e resiliente nel presente e che guarda con ambizione al futuro”.
In rappresentanza di quello stesso genio creativo hanno partecipato alla conferenza odierna, con i loro contributi video, Alda Fendi, Lucia Nardi, Ludovica Mantovani, Veronica di Lisio e Giovanna Frosini.
Alda Fendi proveniva proprio da uno di quegli ambienti creativi che hanno fatto grande il nome dell’Italia nel mondo, la moda, ma poi ha scelto un’altra via, quella dell’arte e del mecenatismo. Così sono nate la Fondazione Alda Fendi - esperimenti e la Rhinoceros Gallery di Roma, che ha partecipato alle celebrazioni dantesche con una mostra, “Dante in a private dream”, di Raffaele Curi. La galleria ha inoltre avviato quest’anno una collaborazione, di cui Alda Fendi si è detta particolarmente “orgogliosa”, con l’Accademia della Crusca, che negli spazi di via dei Cerchi a Roma ha proposto una propria installazione: “Parola di Dante fresca di giornata”.
Un progetto artistico ha sponsorizzato nell’anno dantesco anche l’Eni, come ha illustrato in collegamento video la responsabile iniziative culturali dell’azienda, Lucia Nardi. “Dante, il poeta eterno” è il titolo del progetto in questione, realizzato da Felice Limosani, artista che lavora nell’ambito delle digital humanities per amplificare e rendere più semplice la percezione delle opere d’arte. E così è stato per Dante, con un intervento museale immersivo in Santa Croce a Firenze, che ha riscosso un tale successo da essersi assicurato, al termine della mostra, il 12 gennaio, uno spazio tutto per sé nella Digital Library di Harvard. Anche le scuole, ha aggiunto, Nardi, saranno coinvolte nel progetto di Limosani per fare scoprire loro - come al mondo - Dante attraverso la creatività italiana di oggi.
Un principio non dissimile ha ispirato Ludovica Mantovani e la Divisione femminile della FIGC, che, dopo una positiva collaborazione con il Cepell, hanno ideato “La divina finale”: il calcio e le immagini del gioco praticato dalle atlete italiane associati alle terzine del viaggio che Dante ha compiuto lungo Inferno, Purgatorio e Paradiso, per diffondere la cultura attraverso lo sport e il sentimento.
Andando oltre, Dante è giunto sino alla Disney e si è trasformato in Topolino, per raccontarsi ai più piccoli - e non solo - con “Paper Dante. La prima storia illustrata Disney che omaggia il sommo poeta”. Con lui tutte le star disneyane, come ha raccontato oggi Veronica di Lisio della Divisione Disney di Giunti editori. Con la Disney “Dante è sceso dal piedistallo” ed è diventato “pop”; il libro, però, ha spiegato di Lisio, resta “sempre aderente all’opera del sommo poeta”, i suoi “personaggi sono al passo coi tempi”, ma in una “dimensione epica e senza tempo”, in cui tutti si possono ritrovare. E soprattutto l’incontro tra Dante e Topolino dà vita ad un “ingaggio tale da farti venire voglia di riprendere subito in mano la Divina Commedia e rileggerla”.
A proposito di libri, “Dante, l’italiano” è il tema della Settimana, ma anche della consueta pubblicazione dell’Accademia della Crusca che l’accompagna, curata quest’anno da Giovanna Frosini e Giuseppe Polimeni. Come la Settimana, anche il libro si presenta quest’anno con una vesta innovativa, perché, ha spiegato Frosini, “accanto ai classici contributi linguistici e sull’iconografia dantesca, abbiamo scelto di presentare anche sguardi convergenti”: dalle opere per ragazzi alla lirica ai fumetti, per una “generale riconsiderazione di Dante” in chiave - eccola di nuovo - “pop”, cioè “popolare”. Per la stessa ragione accanto ai saggi di illustri linguisti i curatori hanno scelto di dar spazio ai contributi di giovani ricercatori. Infine un “augurio”: che il volume possa essere “utile per una fruizione didattica” e che l’immagine in copertina, donata da una giovane artista con disabilità, Federica Mauro, e intitolata “Dante e le stelle”, “possa portare questo libro in tutto il mondo”. Insieme alla Settimana della lingua italiana.
“Buon Dante a tutti”, allora, come ha augurato Serena Bortone, chiudendo la conferenza. (raffaella aronica\aise)