Fornara (Maeci): il futuro è nella cooperazione scientifica e tecnologica tra Stati

ROMA\ aise\ - “Il futuro è nella cooperazione scientifica e tecnologica tra Stati”: questo il titolo dell’intervista che Domenico Fornara, responsabile delle Politiche e attività bilaterali per l’internazionalizzazione della ricerca scientifica e tecnologica del Ministero degli Affari Esteri, ha rilasciato ad APREmagazine.
Nel corso del colloquio Fornara fa il punto sull’impegno della Farnesina nel potenziamento delle relazioni con i sistemi scientifici e tecnologici degli altri Paesi.
“La pandemia, con la sua drammatica capacità di incidere sulle nostre vite e sulle nostre economie, ci ha mostrato quanto sia importante potenziare la cooperazione internazionale in campo scientifico e tecnologico”, spiega Fornara. “È solo grazie alla scienza che abbiamo oggi la speranza di superare questo periodo”.
“La società globalizzata pone delle sfide globali che richiedono risposte coordinate e condivise”, prosegue Fornara. “Le grandi competizioni non si vincono da soli, occorre unire le forze”. Non a caso, ricorda il responsabile della Farnesina, negli ultimi 2 anni sono aumentati del 60% gli addetti scientifici e spaziali in servizio presso le nostre sedi all’estero. Inoltre protocolli esecutivi di collaborazione sono stati sottoscritti con l’Africa, oltre che con i Paesi europei e con gli Usa. È stata poi rafforzata anche la presenza italiana nei Paesi latinoamericani, mediorientali e asiatici.
“Dobbiamo tuttavia anche investire sul piano nazionale”, insiste, “e proteggere la nostra proprietà intellettuale nei settori chiave della nostra società: biotecnologie per la salute, sistemi produttivi forti e resilienti, filiere agroalimentari e dell’energia sostenibile, telecomunicazioni e sistemi aerospaziali, ambiente e clima, inclusione e sicurezza sociale senza dimenticare la grande opportunità dell’introduzione in tutti questi sistemi dell’intelligenza artificiale declinata in chiave europea”.
Fornara evidenzia poi l’importanza della Space Diplomacy, divenuta per l’Italia “una priorità” e “un formidabile strumento per le relazioni tra Stati, con ricadute anche in campo politico e commerciale”. Un comparto che conta più di 200 aziende e 7 mila addetti con un fatturato complessivo di 1,5 miliardi l’anno. Un settore che ci consente, sottolinea, di essere un attore di primissimo piano in ambito europeo e non solo. La partecipazione dell’Italia al progetto Artemis, il programma con il quale la Nasa punta a riportare gli uomini sulla Luna, garantisce, infatti, il nostro posizionamento a livello internazionale, aggiunge Fornara.
È infine il tema della “circolazione dei cervelli” che il diplomatico affronta nell’intervista, sottolineando che se sono tanti i ricercatori italiani che operano all’estero, più di 33 mila, “è importante fare in modo che non si produca un saccheggio sistematico di risorse umane”. Per Fornara “occorre, dunque, creare vie privilegiate per facilitare il ritorno e per attrarre nel nostro Paese ricercatori stranieri”. E conclude: “abbiamo davanti a noi anni di grande impegno sociale e di grande responsabilità per il rilancio del Paese e per il futuro delle prossime generazioni”. (aise)