Giornata dell'Archeologia italiana all'estero

ROMA\ aise\ - Valorizzare la pluridecennale eccellenza del lavoro degli archeologi italiani in tutto il mondo. Con questo obiettivo la Farnesina ha organizzato oggi a Roma la "Giornata dell’Archeologia italiana all’estero" ospitata dal Campidoglio alla presenza dei Ministri degli Affari Esteri e della Cultura, Antonio Tajani e Gennaro Sangiuliano.
All’evento, che si concluderà nel pomeriggio, partecipano gli Ambasciatori dei Paesi nei quali operano le missioni, qualificati rappresentanti del mondo istituzionale e accademico e 180 Direttori di missione archeologica.
L’Italia è impegnata da anni nell’organizzazione e nel co-finanziamento di Missioni archeologiche, antropologiche ed etnologiche fuori dei confini nazionali. Sono attività presenti in tutti i continenti (66 Paesi) e coprono diversi ambiti disciplinari, dalla paleoantropologia alla preistoria, dalle civiltà palaziali all’archeologia classica, medievale, bizantina e islamica.
Solo nel 2022 la Farnesina ha finanziato 246 missioni.
La Giornata della archeologia italiana all'estero "rappresenta innanzitutto un doveroso riconoscimento a tutti coloro che ogni giorno con dedizione portano avanti il testimone di questa eccellenza italiana nel mondo", scrive il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo messaggio inviato per l’occasione. Una giornata definita dal Presidente "preziosa" per confrontare l'esperienza maturata all'estero e "rafforzare il ruolo delle missioni archeologiche sotto il coordinamento del ministero degli Affari Esteri e la promozione dell'Italia sotto il profilo culturale e scientifico".
Ad aprire i lavori è stato il sindaco di Roma Roberto Gualtieri che si è detto “davvero felice e onorato che questa prima Giornata dell'Archeologia Italiana all'estero si svolga qui in Campidoglio”, la sede “più appropriata e densa di significati”, ha aggiunto il sindaco, “per incontrare un'eccellenza straordinaria italiana come le missioni archeologiche di italiani all'estero. Siamo in un luogo la cui straordinaria e incredibile stratificazione storica riverbera il passato sul presente, uno dei più importanti siti del mondo archeologico, ma siamo anche a pochi passi da Palazzo Caffarelli dove, nel 1829, fu fondato l'Istituto di corrispondenza archeologica”. L'Italia “ha questa capacità straordinaria di mettere a servizio un sapere denso, ricco e stratificato e di farlo per aiutare a comprendere e conoscere la propria storia, attraverso un dialogo, una cooperazione culturale che è funzionale a far aiutare ciascuno ad assumere maggiore consapevolezza di se stesso. È un bellissimo modello di multilateralismo fondato sul rispetto, sulla valorizzazione di tutti i soggetti ma anche sulla consapevolezza che tutte le storie hanno dietro radici e legami complessi”.
Salutando i direttori delle 246 Missioni archeologiche che l'Italia sostiene in oltre 60 Paesi, Tajani li ha definiti “ambasciatori del nostro saper fare e attori fondamentali della diplomazia culturale promossa dal Governo”. Un Governo, ha aggiunto, che intende “coordinare di più tutti gli organi dello Stato per ottimizzare i risultati e permettere di raggiungere obiettivi ambiziosi, per permettere di esportare il vostro sapere fare", perché "serve che abbiate alle spalle un sistema Italia che vi permetta di lavorare al meglio".
Assicurato che tutte le Ambasciate “sono a vostra diposizione", Tajani ha infine ringraziato il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale che “riesce spesso a recuperare parte del nostro patrimonio artistico grazie a un attenta azione di indagine".
L'archeologia, ha sottolineato il Ministro Sangiuliano, “ha un valore storico grandissimo: come diceva Andrea Carandini non ci dobbiamo schiacciare sul presente perché se lo facciamo viviamo una vita sola. Se invece apriamo il nostro sguardo al dipanarsi della nostra storia possiamo vivere più vite". In essa “ritroviamo le nostre radici, la nostra identità. È un tassello dell'immaginario italiano che vogliamo proiettare nel mondo".
I lavori sono proseguiti con una Tavola Rotonda moderata dal direttore generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale, Pasquale Terracciano, dedicata ad illustrare gli elementi maggiormente rilevanti e i punti di forza delle missioni italiane finanziate dal ministero degli Esteri.
Nel pomeriggio, si riprenderà con otto sessioni tematiche parallele, articolate in aree geografiche e fasi crono-tematiche, moderate dai direttori specializzati in ciascun ambito di ricerca. Dopo la presentazione delle relazioni finali, l’intervento di chiusura sarà affidato al sottosegretario Maria Tripodi. (aise)