Premio strega 2021/ Di Maio: così l‘Italia si racconta nel mondo

ROMA\ aise\ - “La lettura è in primo luogo strumento di libertà e indipendenza personale”, ma è anche “uno dei modi in cui il nostro Paese si racconta all’estero, offrendosi nella sua complessità, nella sua ricchezza intellettuale e nella sua contemporaneità”. Per questo la Farnesina, all’interno del proprio progetto di promozione integrata, sostiene il Premio Strega e, più in generale, il libro italiano nel mondo, consapevole che l’editoria è la “prima industria culturale del nostro Paese”, che ha saputo mantenere il suo “primato” anche in questo ultimo anno di pandemia e di crisi economica. Lo ha detto il ministro degli Affari Esteri, Luigi di Maio, aprendo questa mattina la conferenza stampa di presentazione della cinquina finalista del Premio Strega 2021.
Con il ministro, in diretta streaming dalla Sala Conferenze Internazionali del Ministero, fra gli altri anche il direttore generale per la Promozione del Sistema Paese, Lorenzo Angeloni, Melania Mazzucco e Giuseppe D'Avino per lo Strega e da remoto i cinque finalisti: Emanuele Trevi con “Due Vite” (Neri Pozza), Edith Bruck con “Il pane perduto” (La Nave di Teseo), Donatella Di Pietrantonio con “Borgo sud” (Einaudi), Giulia Caminito con “L’acqua del lago non è mai dolce” (Bompiani) e Andrea Bajani con “Il libro delle case” (Feltrinelli).
I cinque autori sono stati scelti, tramite voto online, da 600 tra persone singole e voti collettivi tra gli Amici della domenica insieme ai voti espressi da studiosi, traduttori e intellettuali italiani e stranieri selezionati da 30 Istituti italiani di cultura all’estero e i voti dei lettori forti selezionati dalle librerie indipendenti distribuite in tutta Italia e voti collettivi espressi da scuole, università e gruppi di lettura, tra cui i circoli costituiti presso le Biblioteche di Roma.
Ai finalisti del Premio Strega Luigi Di Maio ha rivolto le proprio congratulazioni e “un grande in bocca al lupo”.
Citando i dati dell’AIE, che attestano la vendita di libri in Italia al 26% e la crescita delle piccole e medie case editrici al 54,1%, il ministro Di Maio ha poi confermato: “l’editoria italiana è sana e vitale” e rappresenta una delle “importantissime” componenti del tessuto produttivo italiano. “La Farnesina”, ha proseguito, “continua a fare la sua parte sostenendo il percorso del libro italiano nel mondo con diversi strumenti” e “con nuovi mezzi digitali”, come il sito in tre lingue Newitalianbooks.it, realizzato con la collaborazione di Enciclopedia Italiana Treccani, Cepell e Aie, nato per promuovere la vendita dei diritti all’editoria a livello internazionale e che “già sta dando i suoi frutti”.
In attesa di tornare a incontrarci in presenza, Di Maio ha ricordato gli appuntamenti “importantissimi” che attendono l’Italia nei prossimi anni. “L’Italia sarà Paese ospite d’onore sia al Salone del libro di Parigi sia alla Buchmesse di Francoforte. In Farnesina stiamo lavorando per arrivare preparati a questi eventi e cogliere appieno le opportunità” che offrono alla nostra editoria.
La Farnesina, ha rammentato Di Maio, sostiene l’industria creativa italiana anche contribuendo, “con incentivi ad hoc, alla traduzione e divulgazione di opere letterarie e scientifiche italiane all’estero e alla produzione di doppiaggio e sottotitolatura di lungometraggi, cortometraggi e serie televisive”: 127 le traduzioni letterarie e scientifiche sostenute dal Ministero nel solo 2020, cui si aggiungono, grazie al decreto Salva Italia, altri 238 contributi erogati per traduzioni nella sola editoria.
“Abbiamo una collaborazione strutturata con il Cepell anche tramite gli Istituti Italiani di Cultura”, ha ricordato ancora Di Maio, “ed è proprio attraverso la rete degli 82 IIC che prende forma un altro pilastro della strategia della Farnesina per il sostegno del libro italiano nel mondo”: la collaborazione con il Premio Strega. Ci sono poi altri premi, come il De Santis e il Flaiano e, ha annunciato il ministro, presto prenderà il via una “nuova collaborazione con un altro importante riconoscimento, il Premio Campiello”.
“Con la promozione del libro cerchiamo di dare una risposta attuale fresca e mai banale alla domanda d’Italia che vi è nel mondo”, ha detto il ministro Di Maio, concludendo: “Le visioni della nostra letteratura contribuiscono ogni giorno a comporre la narrazione creativa, libera e coraggiosa dell’Italia nel mondo”.
Ad illustrare più nel dettaglio come si sia sviluppata la collaborazione tra lo Strega, il più importante premio letterario italiano, e la rete degli Istituti Italiani di Cultura è intervenuto il DG della Farnesina Angeloni, che ha definito gli IIC “antenne”, “diffusori” attraverso cui passa la promozione culturale del nostro Paese nel mondo, una “vetrina permanente” di ciò che l’Italia produce.
Oggi gli IIC sono membri della giuria del Premio Strega, un compito “delicato” di “responsabilità” perché il premio è uno dei più importanti strumenti per far conoscere i nostri autori e le nostre autrici nel mondo. Da quest’anno il numero degli IIC coinvolti è stato ampliato: sono 30 in diverse aree del mondo per un totale di 240 voti che si sommano a quelli degli Amici dello Strega. Il loro ruolo però, ha sottolineato Angeloni, va oltre la dimensione della giuria. Gli incontri, anche multimediali, con i finalisti del premio hanno infatti moltiplicato le occasioni di incontro con il pubblico, amplificando di fatto la conoscenza del libro italiano nel mondo.
Il DG Angeloni ha confermato quanto detto dal ministro Di Maio: “l’editoria è un pilastro dell’industria creativa italiana”, cui la Farnesina ha rivolto negli ultimi anni una “attenzione crescente” e continuerà a sostenerla nei “processi di internazionalizzazione” in una “logica di promozione integrata del nostro Paese”, che, ha concluso Angeloni, “è quella che ci guida e che ci ispira”.

D’altra parte, come ha sottolineato Melania Mazzucco, presidente del Comitato Direttivo del Premio Strega, intervenendo da remoto alla conferenza stampa, per la narrativa italiana “il premio è stato un trampolino per uscire dai confini italiani” e ciò grazie anche alla promozione degli IIC. Cosa piace ai lettori stranieri della nostra letteratura? Ciò che ha sempre funzionato e che amano ancora sono i racconti italiani che dipingono “un’Italia in cui possono riconoscersi, un’Italia rurale, del passato, spesso del sud”. Negli ultimi anni, però, si registra una maggiore “curiosità” verso l’Italia contemporanea, verso ciò che siamo diventati e stiamo diventando. Sta dunque cambiando la percezione del nostro Paese all’estero e della nostra letteratura contemporanea. Importante è dunque il ruolo dei tanti lettori, italianisti, filoitaliani all’estero in questa “operazione culturale” che ci proietta verso una “nuova modernità”, anche narrativa.
Presidente dello Strega-Bellonci Benevento, Giuseppe D’Avino, dopo aver ripercorso le tappe che portarono nel 1947 alla nascita del Premio Strega, ha rilevato come dopo 75 anni ci sia uno “spirito entusiastico e collaborativo” tra cultura e impresa grazie al quale “questa bellissima avventura” va avanti e si proietta ora in una dimensione sempre più internazionale. “C’è molto interesse per quello che esprime il nostro Paese”, ha confermato D’Avino.

“Sperimentare una condizione diversa dell’essere e dell’abitare”: questo il rapporto con l’estero per Andrea Bajani, autore de “Il libro delle case”, da un anno a Houston in Texas, dove è giunto dopo una “vita di vagabondaggio”.
Ha scelto invece l’Italia come “nido” e la sua lingua Edit Bruck, autrice ungherese de “Il pane perduto” e già designata vincitrice del Premio Giovani 2021, dal 1954 nel nostro Paese.
Si è definita “stanziale” Giulia Caminito “L’acqua del lago non è mai dolce”, la più giovane della cinquina. È stata la sua scrittura a portarla a toccare “l’estero”, quando i suoi libri sono stati tradotti e le hanno consentito di viaggiare in Europa, ospite degli Istituti Italiani di Cultura di Parigi, Berlino e Amburgo.
Europa ma anche Brasile e Turchia per Donatella Di Pietrantonio, autrice di “Borgo sud”, “di madrelingua dialetto”, che ha parlato della “straordinaria opportunità di essere tradotta” e di poter leggere in un’altra lingua ciò che ha scritto. “Non immaginavo che fosse così forte all’estero l’interesse per la nostra lingua” e “per il mio territorio”, ha detto, per quell’Italia “interna” che, insieme al dialetto, è molto presente nei suoi libri.
“L’esperienza delle traduzioni è importante” anche per Emanuele Trevi, autore di “Due vite”, che ha vissuto molte esperienze all’estero. “Gli IIC sono utilissimi e molto generosi quando si crea una sinergia con una casa editrice che traduce e un Istituto Italiano di Cultura che promuove sul posto”.
Il Museo Etrusco di Villa Giulia a Roma ospiterà il prossimo 8 luglio la cerimonia di proclamazione del vincitore della 75^ edizione del Premio Strega(r.a\aise)