Conte: abbiamo lavorato per il bene del Paese

ROMA\ aise\ - Il Governo “ha lavorato per il bene del Paese. sono qui a sostenerlo a testa alta, non per arroganza, ma con la consapevolezza di chi ha impegnato tutte le sue energie per la migliore protezione possibile alla comunità nazionale”. Così Giuseppe Conte che questa mattina è andato alla Camera per il primo voto di fiducia al suo Governo all’indomani della crisi, da lui definita “incomprensibile”, aperta da Matteo Renzi.
Il premier ha iniziato il suo intervento sostenendo di essere sempre stato “consapevole” delle difficoltà di guidare un governo con più “anime”, espressione di partiti con “storie diverse” che, nel passato, si sono anche confrontati anche “aspramente”.
Il premier ha quindi elencato quanto fatto dal suo Governo, dalla nascita fino al febbraio dell’anno scorso quando l’Italia, così come il mondo intero, si è trovata di fronte alla pandemia da coronavirus.
Una sfida enorme che il Governo ha affrontato con “collaborazione, condivisione e responsabilità” di tutte le forze politiche che lo componevano. La pandemia “ci ha restituito un forte senso di unità della nostra alleanza e delle ragioni dello stare insieme”. Una “responsabilità manifestata anche dalle forze di opposizione, che hanno contribuito ad affrontare alcuni passaggi critici”, ha riconosciuto il premier.
Sottolineata la necessità di “ritrovare le ragioni nobili e alte della politica”, intesa come “servizio alla comunità nazionale”, Conte ha definito “incomprensibile” la crisi aperta da Renzi, arrivata alla fine di una settimana di “attacchi mediatici, scomposti”, che hanno portato all’astensione di Bellanova e Bonetti al voto della bozza finale di Recovery Plan “motivata dall’assenza del Mes, che è uno strumento che non ha nulla a che vedere con il Recovery”.
“È stata aperta una crisi che deve trovare qui, in Parlamento, il proprio chiarimento”, ha affermato Conte. Una crisi che arriva “in una fase cruciale del nostro Paese, in piena pandemia, con tante famiglie che soffrono per la perdita dei propri cari. Confesso un certo disagio”, ammette il Premier. “Non sono qui per annunciare nuove misure o presentare l’ultima bozza del Recovery Plan, ma per provare a spiegare una crisi, che io stesso non capisco, che non ha alcun plausibile fondamento”, ha accusato Conte, tra molti applausi ma anche tante proteste.
“Le nostre energie devono essere sempre, tutte concentrate a dare risposte alla crisi del Paese”, mentre ora “agli occhi di chi guarda, appaiono dissipate in polemiche, spesso sterili”.
“Rischiamo tutti di perdere contatto con la realtà”, accusa Conte, prima di chiedersi: “c’era davvero bisogno di aprire una crisi in questa fase? No. Ministri e alleati che hanno seguito da vicino questi passaggi sono testimoni di ogni sforzo fatto per evitarla” nonostante “continue pretese, critiche calzanti e continui rilanci concentrati guarda caso sui temi più divisivi nelle forze di maggioranza”, continua Conte.
La crisi ha “aperto una ferita profonda all’interno della compagine di Governo e tra la maggioranza e profondo sgomento nel Paese, che è la cosa più gravi”.
“Rischiamo danni notevoli”, continua Conte: “è già salito lo spread”, afferma tra le proteste delle opposizioni, e “abbiamo attirato l’attenzione dei media internazionali e delle cancellerie straniere. Non si può cancellare quel che è accaduto, né recuperare fiducia e affidamento”, che sono “imprescindibili per lavorare insieme nell’interesse del Paese”.
Occorre “voltare pagina”, conferma Conte tra le proteste dell’Aula. L’Italia “merita un Governo coeso, dedito al benessere” del Paese per “favorirne una “pronta ripartenza”. Tra i “compiti urgenti” il premier elenca la “messa in sicurezza del Paese” per portarlo “fuori dalla pandemia” e all’approvazione del Recovery plan.
Nel suo intervento, Conte cita le priorità del suo Governo, tra cui la riforma della legge elettorale "di stampo proporzionale", ma anche le relazioni bilaterali – a cominciare da quelle con Usa e Cina - la presidenza del G20 e gli altri appuntamenti internazionali che vedranno l’Italia in prima linea.
Serve quindi “massima coesione” e il “più ampio consenso in Parlamento”; servono, ha aggiunto, “un Governo e forze parlamentari volenterose, consapevoli delle difficoltà e capaci di rifuggire egoismi e di guardare all’utile personale”.
Il Governo ha un “progetto politico ben preciso per modernizzare l’Italia: chi vuole, sappia che questo è il momento giusto per contribuire a questa prospettiva”.
L’invito di Conte è rivolto a forze politiche dalla “imprescindibile vocazione europeista”, da partiti che “abbiano fatto una chiara scelta di campo contro derive nazionaliste e logiche sovraniste”.
L’alleanza di Governo “è solidamente alimentata da Pd, Movimento 5 Stelle e Leu”, sarebbe “un arricchimento poter acquisire il contributo politico di chi si colloca nel solco della tradizione europeista, liberale, popolare e socialista”. Da questi partiti il Governo vuole un “appoggio limpido e trasparente”, una “convinta adesione” al suo progetto politico.
“A chi ha a cuore il destino dell’Italia chiedo: aiutateci a ripartire e a rimarginare la ferita che la crisi ha prodotto nel patto di fiducia con i cittadini”.
Il premier si è quindi rivolto proprio ai cittadini dicendo: “avete ragione, la fiducia tra voi e le istituzioni deve essere reciproca; vi stiamo chiedendo sacrifici piccoli e grandi, perché necessari, e la vostra risposta dimostra la responsabilità, la grandezza della Nazione. Confido che con il loro voto anche le istituzioni possano ripagare la vostra fiducia” contro la “irresponsabilità” di chi “ci ha fatto precipitare in questa incertezza”.
Alle forze di maggioranza, Conte conferma che “nei prossimi giorni ci sarà un confronto per un patto di fine legislatura e per concordare insieme la forma più utile per rafforzare la squadra di governo. Vi annuncio che non intendo mantenere le deleghe alla agricoltura oltre lo stretto necessario e che, avendone facoltà, intendo designare un’autorità delegata per l’intelligence, di mia fiducia, che possa seguire l’operato quotidiano delle donne e degli uomini che vi operano”.
“Assicuro la massima disponibilità a guidare il Governo con il contributo di tutti, in questa fase decisiva per il rinnovamento del Paese”, conferma Conte prima di citare il passo del discorso di fine anno in cui il Presidente Mattarella ha sostenuto che “la fiducia si ottiene tenendo connesse le responsabilità istituzionali con il sentimento delle persone”.
“Se sarà accordata la fiducia al Governo, garantisco ai cittadini che saranno indirizzate allo scopo tutte le nostre energie ma anche il nostro cuore. L’alleanza è aperta a tutti quelli che hanno a cuore il destino dall’Italia”, ha concluso. “Io sono disposto a fare la mia parte. Viva l’Italia”. (m.c.\aise)