COVID-19/CONTE: NUOVE LIMITAZIONI DIFFERENZIATE

COVID-19/CONTE: NUOVE LIMITAZIONI DIFFERENZIATE

ROMA\ aise\ - Ci saranno “nuove limitazioni” in Italia, perché “la curva dei contagi impone un nuovo corpus delle misure restrittive da adottare prima di mercoledì”. A riferirlo è stato, questa mattina in Parlamento, il Primo Ministro Giuseppe Conte, che ha ribadito la volontà di attivare un tavolo permanente anche con le opposizioni (che nei giorni scorsi avevano respinto un invito in tal senso) per affrontare al meglio l’escalation della pandemia da Covid-19.
“Il dialogo con tutte le forze politiche rappresentate in Parlamento è fondamentale”, ha sottolineato il Premier. Soprattutto in un contesto in cui il “quadro epidemiologico nazionale ed europeo appare particolarmente critico. E anche nel nostro Paese la situazione è in peggioramento, la recrudescenza ha condotto ad una moltiplicazione significativa dei contagi”. E dunque, ha spiegato Conte, “il quadro epidemiologico è in via di transizione verso lo scenario 4 con particolare riferimento ad alcune regioni”.
Lo scenario 4, il più grave secondo il piano “Prevenzione e risposta a Covid-19” redatto dall’Istituto Superiore di Sanità, prevede diverse situazioni con relative misure da mettere in campo in base all’andamento dell’epidemia. Questo scenario si verifica in casi di trasmissibilità non controllata con criticità nella tenuta del sistema sanitario nel breve periodo. Uno dei parametri tenuti in considerazione è l’indice di Rt regione per regione. Si entra in allarme quando viene superato 1,5. E, al momento, sono 13 le regioni che nell’ultimo report dell’ISS risultano oltre la soglia: due di queste superano anche il 2, Piemonte e Lombardia.
Facendo il punto sulla situazione, Conte ha sottolineato che “gli italiani contagiati sono di numero ben più elevato rispetto alla prima ondata anche se la qualità dei contagi è diversa e inferiore: oggi fino al 96% delle persone sono asintomatiche o presentano sintomi lievi”. Tuttavia, ha rilevato ancora il Premier, è preoccupante l’affollamento generale degli ospedali, in particolare quello dei reparti non Covid e delle terapie subintensive. Quanto alle terapie intensive, invece, Conte ha spiegato che l’Italia affronta la nuova emergenza potendo contare, tra posti già attivati e posti attivabili in base alle esigenze delle diverse aree, 10.841 posti, sostanzialmente più di un raddoppio rispetto alla scorsa primavera. “Esiste la possibilità che 15 Regioni superino le soglie critiche di terapie intensive nel prossimo mese - ha ammonito il Primo Ministro -, anche se questa previsione non tiene ancora conto dell’impatto che immaginiamo positivo delle misure introdotte con gli ultimi dpcm”.
E per questo c’è bisogno, secondo il Premier, di “misure differenziate”, che verranno introdotte in via “cautelativa e prudenziale”. La decisione di rimettere mano alle limitazioni - ha informato ancora Conte - è stata presa dopo la presentazione dei dati di monitoraggio di venerdì scorso per garantire “la tenuta dei servizi sanitari”. Conte ha sottolineato la necessità di introdurre un regime di restrizioni differenziato a seconda della criticità delle diverse zone del Paese.
Quindi, non è previsto un lockdown generalizzato come quello del marzo/aprile scorso, ma un “piano modulabile a seconda del tasso di contagio Rt e di altri 20 parametri tecnico-scientifici”, che varierà dunque da regione in regione in base alla situazione. Il premier ha parlato di automatismi e di interventi ad altalena, con restrizioni e allentamenti tarati sulle singole zone e sulle situazioni contingenti. “Questo per introdurre misure adeguate nelle zone più a rischio e restrizioni meno pesanti per le aree dove minore è l’emergenza”.
Il nodo del tutto è il cosiddetto “coefficiente di rischio”, che sarà individuato di volta in volta sulla base di tre aree con tre diversi scenari, a cui corrisponderanno misure via via sempre più restrittive.
“L’inserimento di una regione in una delle tre aree di rischio - ha precisato - avverrà con un’ordinanza del ministero della Salute”, scongiurando così, apparentemente, l’eventualità che a decidere siano solo le Regioni, ipotesi che i governatori avevano fatto capire di non gradire.
A livello nazionale saranno introdotte solo alcune specifiche misure per rafforzare piano di mitigazione del contagio già avviato con i tre precedenti dpcm. Questo l’elenco presentato dal premier, sapendo che, in contemporanea al suo intervento, era in corso la riunione delle Regioni. In ogni caso, il quadro prospettato risulta questo: “Chiusura nei giorni festivi e prefestivi dei centri commerciali, ad eccezione di spazi di vendita alimentari e tabaccai. Chiusura oltre che delle sale giochi anche dei corner di scommesse e videogiochi ovunque si trovino”. E ancora: “Chiusura di musei e mostre, riduzione del 50% della capienza dei mezzi di trasporto pubblico locale, limitazioni agli spostamenti tra regioni salvo ragioni di necessità”. Sono stati previsti anche limiti alla circolazione delle persone “nella fascia serale più tarda” (ma non è stato indicato l’orario preciso del “coprifuoco”, ancora oggetto di confronto tra le forze della maggioranza e con le Regioni), sempre al netto delle situazioni di necessità. Infine è stata prevista la possibilità di un passaggio integrale della didattica a distanza nelle scuole secondarie.
“Faremo tutti gli sforzi finanziari che servono per costituire elementi di stabilità e certezza per il mondo del lavoro - ha detto Conte -. Siamo consapevoli della frustrazione e del senso di smarrimento e anche della rabbia che si sta manifestando in questi giorni. E siamo anche coscienti delle ripercussioni sull'attività economica, ma non ci può essere dilemma nella difesa della salute e nella tutela dell'economia. Più piegheremo i contagi, più allenteremo le restrizioni. Ai cittadini va la nostra gratitudine”.
“Questa è la terza crisi che stiamo vivendo e stavolta si può imprimere una svolta - ha concluso il Capo del Governo -. L'Europa l'ha colta con il programma NextGeneration Eu. Non possiamo permetterci di distogliere lo sguardo dal futuro, sappiamo con certezza che le trasformazioni in atto lo cambieranno, noi dobbiamo accompagnare la transizione, nessuno può sentirsi esonerato, rivolgo ancora un invito alle forze e alle energie del Paese: restiamo unti in questo drammatico momento in nome dell'unità e dei valori che sono alla base della nostra Costituzione”. (aise) 

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