IL SENATO VOTA LA FIDUCIA A NOTTE FONDA

IL SENATO VOTA LA FIDUCIA A NOTTE FONDA

ROMA/ aise / - Dopo una lunga giornata e mezza nottata di lavoro, che, oltre al merito di aver fatto approvare la legge di bilancio, avranno quello di aver fatto entrare le dirette tv dal Senato tra le top-ten dell’auditel – merito da non sottovalutare - , l’assemblea di Palazzo Madama ha approvato il maxi-emendamento, accordando la fiducia al Governo con 167 sì, 78 no, 3 astenuti.
Il testo finale della legge finanziaria 2019, dunque, recepisce le modifiche concordate in sede europea dal premier Giuseppe Conte e conferma le principali misure annunciate dai due vice premier Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Contiene pertanto il reddito di cittadinanza e il superamento della Fornero, ma spuntano anche elementi nuovi, inediti.
Intanto, per quanto riguarda quota100 e reddito di cittadinanza il decreto con le misure nel dettaglio è atteso dopo la manovra. Fino a 1 miliardo servirà per il potenziamento dei centri per l’impiego, dove il disoccupato dovrà stipulare un patto di servizio con il tutor. Un single in affitto con Isee pari a zero percepirà l’importo complessivo di 780 euro, se proprietario di casa avrà il sussidio ridotto di 280 euro.
Tra le altre novità, al via la possibilità di estinguere i debiti con il fisco sia per persone fisiche che per i contributi dovuti dagli iscritti alle casse previdenziali professionali o alle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi dell’Inps. Ancora, un intervento di riduzione del cuneo fiscale, attraverso il taglio delle tariffe che le aziende devono versare all’Inail per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni,che vale 600 milioni.
Stop, poi, ai nuovi ingressi nella Pa centrale fino al 15 novembre e proroga per tutte le graduatorie dei concorsi pubblici, ma a scalare. I risparmi per il rinvio dei nuovi ingressi ammontano a 100 milioni.
I 950 milioni aggiuntivi, invece, dalle dismissioni immobiliari messi a preventivo dopo i correttivi alla manovra necessari a trovare l’intesa con Bruxelles si aggiungono ai 640 milioni già in programma a legislazione vigente. L’obiettivo reale per la vendita del mattone di Stato l’anno prossimo, quindi, sfiora gli 1,6 miliardi. Arriva, inoltre, un automatismo per i rimborsi dei risparmiatori coinvolti nelle crisi bancarie scoppiate tra il 16 novembre del 2015 e il 1° gennaio 2018. Il fondo a disposizione è di 525 milioni l’anno per i prossimi tre anni.
Il 15% degli introiti statali da utili e dividendi delle partecipate del ministero dell’Economia (a partire dal bilancio 2018) dovranno essere reinvestiti in fondi di venture capital.
Per gli atenei le facoltà assunzionali ordinarie sono bloccate fino al 1 dicembre 2019. Sono tuttavia esclusi da questo blocco i ricercatori universitari di tipo B che durante il 2019 si presume conquisteranno la cattedra come professore associato. L’alternanza scuola-lavoro si chiamerà “percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento” e dimezza i fondi (da 100 milioni l’anno si passa a circa 50), con una riduzione drastica delle ore minime da trascorrere “on the job” che nei licei scendono da 200 ad almeno 90. Una digital tax ad ampio raggio che colpirà non solo la pubblicità on line e la cessione di dati, ma anche il marketplace di Amazon, eBay o Alibaba che offrono la loro piattaforma digitale per la cessione di beni e servizi. E non solo. Il prelievo del 3% si applicherà alle imprese attive nel B2B e con ricavi, ovunque realizzati, non inferiori a 750 milioni e ricavi digitali oltre i 5,5 milioni di euro. Nel 2019 sono attesi 150 milioni.Il gettito a regime 600 milioni. Quanto all’editoria, cancellate dal 1° gennaio 2020 tutte le riduzioni tariffarie (spese telefoniche, trasporto delle rese etc.) per le società editrici e radiotelevisive con un risparmio di 28,5 milioni di euro. Aboliti i contributi alle radio private che svolgono attività di informazione di interesse generale: Radio radicale rinuncerà a 4 milioni di euro (prorogata per sei mesi la sola convenzione da 5 milioni per la trasmissione dei lavori parlamentari). Confermata, infine, anche se progressiva, la scomparsa dei contributi diretti a quotidiani e periodici (34 milioni nel 2017) con l’esclusione dalla norma della stampa italiana all’estero. (aise)



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