Imprese, Lavoro, Giovani e Salute/ Draghi: un decreto che guarda al futuro

ROMA\ aise\ -“Oggi il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto “Imprese, lavoro, giovani, sanità e servizi territoriali”; è un decreto in parte diverso dal passato perché guarda il futuro, guarda ad un Paese che riapre e che, allo stesso tempo, non lascia indietro nessuno. Quindi assiste, aiuta”. Così il Presidente del Consiglio Mario Draghi che oggi pomeriggio, insieme ai ministri dell’economia e del lavoro, Franco e Orlando, ha illustrato il decreto “Imprese, Lavoro, Giovani e Salute”.
Prima, però, il premier ha voluto affermare la sua “soddisfazione per la decisione del Consiglio dei Ministri di lunedì scorso di procedere a delle riaperture graduali con rischio calcolato”; riaperture “frutto, in gran parte, della campagna vaccinale” che negli ultimi mesi ha fatto un balzo in avanti, “sia per la disponibilità di vaccini” sia grazie ad una diversa gestione della logistica, riuscendo così a vaccinare di più e soprattutto i più fragili.
“Se sconfiggiamo la pandemia torniamo a crescere”, ha aggiunto il Premier, e “più di prima”. Per farlo non bisogna abbassare la guardia ma continuare a rispettare, innanzitutto, tutte le misure di contenimento.
“Ci aspettiamo che la nostra economia abbia un rimbalzo, già in questo trimestre”, ha aggiunto Draghi. “Quindi le cifre di crescita di quest'anno probabilmente saranno riviste al rialzo e altrettanto si pensa faranno gli altri Paesi europei” ma, ha precisato, “è presto per poter parlare di crescita sostenuta; ci sarà un rimbalzo ma questa crescita per diventare “sostenuta”, per affermarsi nel tempo, avrà bisogno del PNNR, cioè di quello sforzo di investimenti e di riforme strutturali che sono contenute nel piano”.
Inoltre “vediamo in questo periodo un aumento dei prezzi, vediamo tassi di inflazione che per certi comparti aumentano rapidamente. La convinzione degli economisti, in particolare del capo economista della Bce che è uscito oggi con un'intervista, è che questi saranno dei rimbalzi di prezzi temporali, perché ancora vediamo tanta disoccupazione, la domanda per ora è ancora bassa e i salari non hanno una dinamica da far pensare alla necessità di provvedimenti correttivi di natura monetaria correttivi”.
Arrivando al decreto, esso stanzia circa 40 miliardi di cui, ha spiegato Draghi, “17 vanno a sostegno di imprese e professioni; 9 vanno di nuovo le imprese per aiuti sul credito e sulla liquidità; 4 ai lavoratori e alle fasce difficoltà, in parte per supplire la continua situazione di emergenza in cui si trovano, in parte per accompagnare i lavoratori in un processo che nei prossimi mesi che sarà complicato”.
È, dunque, una congiuntura “positiva ma difficile allo stesso tempo”.
Quanto alle “novità del decreto rispetto al passato”, Draghi ha sostenuto che “per la prima volta, accanto al criterio del fatturato, si usa anche il criterio dell'utile, che ovviamente è un criterio molto più giusto; il problema è che ci vuole più tempo per poter distribuire i sussidi perché accertare l’utile è più complesso rispetto all’accertamento del fatturato”. L’altra novità riguarda “l'arco temporale che abbraccia il decreto che include anche 370.000 partite IVA”. C’è poi “un altro provvedimento molto importante per favorire la ricapitalizzazione delle imprese, cioè favorire la decisione dell'imprenditore a mettere più capitale nelle imprese; anche per l'occupazione il decreto mette in campo delle misure molto molto significative; infine, c'è un'ampia parte del decreto che riguarda i giovani, prevedendo la possibilità per i giovani fino a 35 anni, tutti, di comprare una casa in cui l'imposta di registro e l'imposta sul mutuo sono state cancellate; mentre per quelli meno abbienti - cioè con un parametro ISEE fino a 40mila euro - c'è anche la garanzia dello Stato per l’80% dell'esposizione bancaria”. Misure che hanno come obiettivo quello di “dare una sicurezza che oggi manca, anche in funzione del desiderio di aver famiglia”. I giovani, ha ribadito Draghi, “hanno bisogno di una casa, di un lavoro sicuro, e invece spessissimo è solo precario, e poi hanno bisogno di un sistema di welfare che li sostenga. Stiamo camminando su tutti e tre questi fronti”.
Nel decreto anche una parte “molto importante” per la ricerca: “per la prima volta – ha detto Draghi – c'è un fondo stabilito per la ricerca di base. Questo fondo si chiamerà “Fondo italiano per la scienza” e stanzia 50 milioni quest'anno e 150 per ogni anno a venire del futuro”.
Si tratta di “un investimento molto significativo, che serve anche un po' per ritornare in Italia i nostri ricercatori giovani e meno giovani che sono andati via perché qui non trovavano possibilità”.
Quindi, la scuola: “si anticipa il concorso ordinario per le discipline in cui c'è più carenza di insegnanti, così da poter appunto partire in regola a settembre” all’inizio dell’anno scolastico. “L'ambizione è quella di tornare ad un sistema di concorsi annuali, accessibili a tutti i giovani anche appena laureati”.
Dunque, ha concluso, “è un decreto che vuole un'Italia che guardi al futuro, ma che non lascia indietro nessuno”. (m.c.\aise)