Sistemi alimentari: l'intervento del Presidente Draghi al Pre-Vertice delle Nazioni Unite

ROMA\ aise\ - “Ero seduto e leggevo “in collaborazione con il Governo italiano”: la prima cosa che voglio dirvi è quanto orgoglioso io sia di questa collaborazione. Grazie”. Così il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha aperto oggi pomeriggio il Pre-Vertice delle Nazioni Unite sui sistemi alimentari in programma nella sede Fao fino a mercoledì.
“È per me un grande piacere darvi il benvenuto a Roma”, ha detto Draghi, prima di ricordare che “l’idea di questo vertice fu lanciata dal Segretario Generale Guterres in occasione della Giornata mondiale dell'alimentazione, nell'ottobre 2019. La sua – ha osservato – era una giusta preoccupazione per le numerose minacce alla sicurezza alimentare, ivi compresi i cambiamenti climatici, le malattie infettive e le interruzioni delle catene di approvvigionamento”.
La pandemia da COVID-19, ha aggiunto Draghi, “ha reso queste preoccupazioni ancora più urgenti. La crisi globale ha spinto milioni di persone al di sotto della soglia di povertà. Condizioni meteorologiche estreme e interruzioni degli approvvigionamenti hanno contribuito all'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari. L'indice dei prezzi delle materie prime agricole registra un incremento del 30 % rispetto al mese di gennaio 2020 ed è prossimo ai livelli massimi degli ultimi otto anni. Di conseguenza, la piaga della malnutrizione si sta diffondendo”.
“La malnutrizione in tutte le sue forme è diventata la causa principale di malattie e di morte”, ha sottolineato il Premier, prima di citare i drammatici dati sulla fame nel mondo: “nel 2019, erano circa 690 milioni nel mondo le persone che soffrivano di fame. Secondo l'Organizzazione per l'Alimentazione e l'Agricoltura, la pandemia farà crescere il numero delle persone che soffrono di malnutrizione di 130 milioni, portando il totale a oltre 800 milioni”.
Oggi, “la crisi sanitaria ha generato una crisi alimentare”, ha proseguito il Premier. “Abbiamo assunto impegni per garantire che i vaccini siano disponibili per i più poveri del mondo. Dobbiamo agire con la stessa determinazione per migliorare l'accesso ad una quantità adeguata di approvvigionamenti alimentari”.
Alla fine dello scorso anno, ha ricordato ancora Draghi, “l'Italia ha promosso una "Coalizione alimentare", qui in questa sala, cui hanno aderito più di 40 paesi. La coalizione ha l'obiettivo di raggiungere la "Sicurezza alimentare per tutti", combattendo la povertà estrema e l'insicurezza alimentare generate dalla pandemia. Abbiamo bisogno di maggiori finanziamenti da parte dei governi e delle banche di sviluppo, al fine di ridurre i rischi per gli investitori nel settore agricolo e di migliorare l'accesso al credito, soprattutto da parte dei piccoli agricoltori. È questo il tema del vertice finanziario “Finance in Common” che l'Italia ospiterà a Roma il prossimo mese di ottobre”.
Sotto Presidenza italiana, ha detto ancora il Premier, “il G20 ha individuato le priorità principali per il miglioramento della sicurezza alimentare a livello mondiale. La dichiarazione di Matera, firmata il mese scorso in occasione della riunione dei Ministri degli Affari Esteri - grazie Ministro Di Maio - ha sottolineato l'importanza delle politiche commerciali internazionali e di adattamento ai cambiamenti climatici. La produttività dell'agricoltura è inferiore del 21% a quella che sarebbe senza cambiamenti climatici”.
La triste previsione, quindi, è che “l'impatto negativo dei cambiamenti che si registrano nei modelli delle precipitazioni, delle siccità e delle inondazioni crescerà in modo esponenziale se non adottiamo adeguate politiche di mitigazione e di adattamento”.
Ricordato che “il tema sarà al centro delle discussioni della COP26 – che l'Italia presiede insieme al Regno Unito”, Draghi ha aggiunto: “quest'autunno a Glasgow vogliamo raggiungere un accordo sul clima ambizioso, che coinvolga sia le economie ricche che quelle emergenti. Qui dunque, per tutti voi, esperti della materia, “ambizione” è la parola chiave”.
“La lotta contro tutte le forme di malnutrizione va di pari passo con la salvaguardia dei regimi alimentari tradizionali e della diversità alimentare. Quasi 3 miliardi di persone in tutto il mondo non hanno accesso a regimi alimentari sani. Nell'Africa subsahariana e nell'Asia meridionale, quasi il 60 per cento della popolazione non può permettersi un’alimentazione sana. Dobbiamo promuovere abitudini alimentari sane preservando le culture alimentari tradizionali che sono state costruite nel corso dei secoli. Il G20 – ha concluso – ha aperto la strada per il summit di settembre. Questo Pre-Summit è l’occasione per trasformare il modo in cui noi pensiamo, produciamo e consumiamo il cibo globalmente. Sono certo che le vostre proposte susciteranno un grande interesse e vi auguro grande successo”. (aise)