VACCINI E RIAPERTURE: DRAGHI IN PARLAMENTO

Vaccini e riaperture: Draghi in Parlamento

ROMA\ aise\ - La risposta alla pandemia di Covid-19, l'azione sul mercato unico, la politica industriale, la trasformazione digitale, le relazioni con la Russia e la situazione nel Mediterraneo orientale. Questi i temi toccati dal Presidente del Consiglio Mario Draghi nelle sue comunicazioni al Parlamento in vista del Consiglio europeo che inizierà domani. Nel suo intervento di questa mattina in Senato, che replicherà oggi pomeriggio alla Camera, Draghi ha fatto il punto sulla vaccinazione, richiamando ancora una volta l’importanza di viaggiare compatti, “uniti”, per contenere l’epidemia.
“Vorrei che il messaggio di oggi a voi fosse un messaggio di fiducia, un messaggio di fiducia a tutti gli italiani”, dice Draghi prima di ricordare che, con 4 vaccini disponibili, tutti “sicuri ed efficaci” – il premier annovera nell’elenco a Johnson & Johnson disponibile da aprile – il Governo “è determinato a portare avanti la campagna vaccinale con la massima intensità e siamo già all'opera per compensare i ritardi di questi mesi”. Cresciuta la media giornaliera delle somministrazioni – ora quasi 170.000 dosi al giorno – “nonostante il blocco temporaneo delle somministrazioni di AstraZeneca”, l’obiettivo è “portare presto il ritmo delle somministrazioni a mezzo milione al giorno”. questo perché “accelerare con la campagna vaccinale è essenziale per frenare il contagio, per tornare la normalità e per evitare l'insorgere di nuove varianti”. L’Italia, in Europa, tiene un ritmo secondo solo alla Spagna, ma “l'Unione europea si colloca dietro a molti altri Paesi”. “Quel che abbiamo da imparare è che, una volta che abbiamo una logistica efficiente, e l'abbiamo, con meno requisiti formali e con un maggior pragmatismo si arriva anche ad una maggiore velocità”.
Se “procedere spediti con le somministrazioni è importante”, è “cruciale vaccinare prima i nostri concittadini anziani e fragili, che più hanno da temere per le conseguenze del virus”. Se i dati delle RSA sono confortanti – “l'86 per cento degli ospiti delle residenze sanitarie assistenziali ha già ricevuto una dose di vaccino e oltre due terzi ha completato il ciclo vaccinale” – ci sono “importanti differenze” tra le Regioni sulla copertura agli over 80. “Dobbiamo essere uniti. Dobbiamo essere uniti nell'uscita della pandemia, come lo siamo stati soffrendo insieme nei mesi precedenti. Tutte le Regioni devono attenersi alle priorità indicate dal Ministero della salute”, sottolinea Draghi auspicando “sincera collaborazione”.
Anche in vista delle riaperture, a cominciare dalle scuole dopo Pasqua: “cominceremo a riaprire almeno le scuole primarie e la scuola dell'infanzia, anche nelle zone rosse, allo scadere delle attuali restrizioni, ovvero speriamo - sottolineo che è una speranza - di poterlo fare, subito dopo Pasqua”.
In sede europea, “dobbiamo esigere dalle case farmaceutiche il pieno rispetto degli impegni”. L'Ue “deve fare pieno uso di tutti gli strumenti disponibili, incluso il Regolamento dell'Unione europea per l'esportazione dei vaccini, approvato il 30 gennaio”, cioè quello che “fa chiarezza sulla distribuzione dei vaccini al di fuori dell'Unione europea, in particolare verso Paesi che non versano in condizioni di vulnerabilità e riteniamo - e l'abbiamo dimostrato - vada applicato quando è necessario”.
L’Ue deve lavorare ad una sua “filiera” produttiva “che non sia vulnerabile rispetto agli shock e alle decisioni che vengono dall'esterno”.
“Abbiamo già iniziato a stabilire, sostenuti dal Governo, accordi di partnership con case internazionali per la produzione in Italia”, ricorda il Premier prima di sottolineare l’importanza di avere una “autonomia strategica” in fatto di vaccini.
“Con un virus così insidioso, nessuno sarà davvero al sicuro finché non lo saremo tutti”, aggiunge prima di citare il dispositivo Covax grazie al quale vengono distribuiti vaccini nei Paesi più bisognosi. Un piano che vede il nostro Paese in prima linea, anche alla luce del fatto che “la Presidenza italiana del G20 ha posto al centro della sua agenda la salute globale e il rafforzamento della cooperazione internazionale in materia sanitaria”.
Quanto al “certificato verde digitale” proposto dall’Ue “l'obiettivo è dare, entro tre mesi, un certificato digitale a coloro che sono stati vaccinati, che hanno effettuato un test diagnostico per il SARS-CoV-2 o che sono guariti. La libertà di movimento deve andare di pari passo con la garanzia della salute. Occorre però raggiungere questo obiettivo senza discriminazioni e nel rispetto della tutela dei dati sensibili dei cittadini. È un progetto complesso; la Commissione dovrà presentare delle linee guida dettagliate e gli Stati membri dovranno essere in grado di renderle operative”.
Chiusa la parentesi – covid, Draghi ricorda che in Consiglio europeo “verranno trattati anche temi relativi al mercato unico, alla politica industriale e alla digitalizzazione. Per me non c'è veramente bisogno di ribadire l'importanza del mercato unico per il nostro sviluppo e il processo di integrazione europea. Dovremmo gradualmente dipendere sempre meno dal resto del mondo per le nostre esportazioni, così come avviene per tutti i grandi mercati e Paesi. Sono inoltre cresciute moltissimo le catene del valore attraverso i vari Paesi europei. Anche gli investimenti diretti esteri dal resto dell'Unione europea verso l'Italia, con il rafforzarsi del mercato unico, sono aumentati. In sostanza, - rimarca – difendere l'unicità del mercato significa difendere le aziende italiane che ne beneficiano in grande misura”.
In Italia, prosegue il Premier, “il programma Next Generation EU offre un'enorme opportunità. Come ricordato dal ministro Colao nella sua audizione parlamentare, il 20 per cento dei fondi destinati a finanziare i Piani europei di ripresa e resilienza riguarda proprio la trasformazione digitale. Tuttavia, lo sviluppo di questi nuovi settori non può prescindere da un'equa distribuzione dei loro proventi. Riteniamo che il Consiglio europeo debba procedere verso una soluzione globale consensuale sulla tassazione digitale internazionale entro metà 2021 nell'ambito dell'OCSE”.
Il Consiglio “farà anche un punto informativo sul futuro dei rapporti tra l'Unione europea e la Federazione Russa. Dibatteremo anche sullo stato del Mediterraneo orientale e sarà un'opportunità per fare il punto sulle relazioni tra l'Unione europea e la Turchia”.
Per il Governo italiano “occorre che l'Ue lavori a proposte concrete per un'agenda positiva che favorisca una dinamica costruttiva anche in chiave di stabilità regionale. In altre parole, è facile coltivare le contrapposizioni in questi campi; è molto meglio cercare di costruire i rapporti futuri. Ci sono molti temi su cui questo atteggiamento positivo è importante: il primo è lo spazio di collaborazione sulle migrazioni, sulla lotta al terrorismo e sull'unione doganale. A questo proposito ho esaminato ieri con il presidente Erdogan l'importanza di evitare iniziative divisive e l'esigenza, però, di rispettare i diritti umani. L'abbandono turco della Convenzione di Istanbul rappresenta un grave passo indietro. La protezione delle donne dalla violenza, ma in generale la difesa dei diritti umani in tutti i Paesi sono un valore europeo fondamentale. Io direi anche di più: solo un valore identitario per l'Unione europea”, sottolinea.
“Dobbiamo ribadire l'impegno come Governi e Parlamenti nazionali a costruire un'Europa che accolga i giovani e li formi come figli, non come riserva di lavoro, spesso sottopagato. Un futuro migliore per l'Europa unita – sostiene il Premier – passa attraverso un'azione concreta sull'occupazione, soprattutto giovanile, sulle parità, sulle pari opportunità, sui diritti sociali. Vogliamo occuparci di questi temi in un vertice sociale che sarà organizzato il 7 e l'8 maggio della Presidenza di turno portoghese del Consiglio dell'Unione europea. Ed è il tema che dobbiamo mettere al centro della conferenza sul futuro dell'Europa, che prenderà il via il 9 maggio: i giovani, l'occupazione giovanile; questo è il centro del futuro dell'Europa. Per questo appuntamento sollecitiamo la partecipazione attiva di tutti i cittadini europei e dei Parlamenti nazionali”.
“L'uscita dalla pandemia rappresenta la principale sfida di tutti i Governi europei, ma non è l'unica, e noi abbiamo ora l'atteggiamento di coloro che spronano gli altri partner e sono essi stessi consapevoli della necessità di agire urgentemente, con efficacia, senza perdere un attimo, come ho detto nel discorso”, conclude Draghi. “Sono certo che, grazie al vostro sostegno, potremo meglio indirizzare e sicuramente rendere molto più forte la voce dell'Italia in Europa e negli altri contesti internazionali”. (aise) 

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