Andar per caffè: il viaggio dell’IIC di Amburgo prosegue al Caffè Tommaseo di Trieste

© Caffè Tommaseo

AMBURGO\ aise\ - Dopo Torino e Milano, “Andar per caffè, un viaggio virtuale attraverso alcuni dei caffè storici d’Italia”, il nuovo progetto virtuale dell’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo ci porta a Trieste per conoscere il Caffè Tommaseo.
Lanciato il 1° giugno scorso, il progetto si inserisce nella ampia programmazione digitale dell’Istituto e segue i successi dei progetti del 2020 (Piccole fughe e Tesori di mare) alla scoperta di mete nascoste e di borghi pittoreschi e del 2021 (Andar per castelli, Piazza Dante e Andar per isole) e dopo l’appena terminato Andar per giardini, un viaggio attraverso l’Italia per scoprire alcuni dei giardini storici che da secoli arricchiscono e definiscono il territorio della Penisola.
Inaugurato nel 1830, il Caffè Tommaseo è il più antico caffè ancora in funzione nella città di Trieste. Il caffè fu uno dei centri del movimento irredentista triestino, sviluppatosi in Italia a partire dal 1866, e ancora oggi è un luogo di ritrovo per commercianti, artisti e intellettuali triestini. Il palazzo ospitante il Caffè Tommaseo fu costruito nel 1824 su iniziativa di due mercanti mantovani: i fratelli Felice e Vitale Vivante commissionarono infatti all'architetto triestino Antonio Buttazzoni il progetto in piazza dei Negozianti, oggi chiamata piazza Niccolò Tommaseo. Sei anni più tardi, il padovano Tomaso Marcato aprì il Caffè Tomaso al piano terra dell'edificio, abbellendo la caffetteria con sedie realizzate dall'ebanista Michael Thonet e specchi da parete belgi; inoltre commissionò al pittore friulano Giuseppe Gatteri la decorazione murale. Marcato organizzò anche numerosi concerti e mostre d'arte di noti pittori e fu il primo a introdurre la tradizione del gelato a Trieste. Nel 1844 nel caffè venne introdotta l'illuminazione a gas, che per l'epoca era considerata all'avanguardia della tecnica. Nel 1848 il locale fu ribattezzato Caffè Tommaseo, in onore dello scrittore e patriota dalmata Niccolò Tommaseo. Dopo l'esecuzione a morte di Guglielmo Oberdan nel 1882, apice del movimento irredentista triestino, il nome della caffetteria fu cambiato in Caffè Tomaso per paura della reazione delle autorità austro-ungheresi. Solo quando le prime truppe italiane sbarcarono al molo Audace di Trieste il 3 novembre 1918, unendo così la città all'Italia, il locale venne nuovamente ridenominato Caffè Tommaseo. Il 7 aprile 1954 il locale è stato ufficialmente dichiarato monumento storico e artistico. Negli anni 1984-1986 il palazzo fu ristrutturato dalle assicurazioni Generali, mentre nel 1997, su iniziativa del nuovo proprietario, i locali sono stati completamente ristrutturati e gestiti secondo l'originale tradizione della caffetteria viennese. La decorazione interna originale è stata in gran parte conservata.
Il nuovo progetto online dell’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo racconta un affascinante pezzo di storia italiana: luoghi dal libero accesso e preziosi scrigni di memoria collettiva, i caffè hanno rappresentato cruciali punti di incontro e importanti luoghi di elaborazione culturale per artisti e letterati, oltre che una tappa fondamentale per la definizione della nuova società borghese italiana. Attraverso la loro storia, gli arredi originali, le testimonianze fotografiche e letterarie, i caffè storici restituiscono un osservatorio sulla sfera pubblica del Paese, sulla definizione e sul cambiamento della percezione del tempo libero, sulla storia di imprese familiari e sul difficile tentativo di preservare l’identità storica e culturale. In questi luoghi di ritrovo, punti di riferimento di piccoli paesi o iconici istituzioni di grandi città, è possibile gustare una tazza fumante di caffè, insieme a squisite delizie regionali, immersi in un’atmosfera d’altri tempi.
Il progetto “Andar per caffè” è fruibile attraverso i canali social dell’Istituto e si avvale di una importante galleria di immagini, frutto del coinvolgimento degli enti proprietari, e della piattaforma openstreetmap, per offrire al pubblico una consultazione “geografica” delle tappe (13 in tutto con appuntamento fino alla fine di agosto una volta la settimana il mercoledì) e ancora un suggerimento per il prossimo viaggio italiano!
Il progetto e i testi sono stati curati da Anna Vittoria Aiello, studentessa del Corso di laurea Magistrale in Lingue Straniere per la Comunicazione Internazionale presso l‘Università degli studi di Torino, che ha svolto un periodo di tirocinio presso l’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo nell‘ambito della convenzione Maeci-Miur-Crui.
Le prossime tappe del viaggio alla scoperta dei caffè storici italiani saranno: Caffè Florian a Venezia; Caffè Pedrocchi a Padova; Café Pasticceria Gamberini a Bologna; Caffe Gilli a Firenze; Caffè Meletti ad Ascoli Piceno; Antico Caffè Greco a Roma; Gran Caffè Gambrinus a Napoli; Caffè Pasticceria Stoppani a Bari; Gran Caffè Renzelli a Cosenza; e Caffè Sicilia a Noto. (aise)