APERTA A SHANGHAI RASSEGNA “MAESTRI DEL CINEMA ITALIANO”

APERTA A SHANGHAI RASSEGNA “MAESTRI DEL CINEMA ITALIANO”

SHANGHAI\ aise\ - Sull’onda della fioritura neorealista, il cinema italiano degli anni Cinquanta e Sessanta conosce una stagione di eccezionale fecondità. Sono gli anni in cui il cinema, non ancora ridotto in subordine dal trionfo della televisione, è il mezzo di comunicazione meglio in grado di parlare tanto alle élite colte che al grande pubblico.
In questo periodo il cinema italiano riesce a rappresentare la realtà del Paese in ampiezza e in profondità, rielaborandola in linguaggi artistici che vengono apprezzati non solo dal pubblico locale, ma anche dalle platee internazionali. Sono anni in cui il cinema italiano è per l’Italia un punto di riferimento sociale e culturale di assoluta centralità.
Di questa stagione, tra la ricostruzione post bellica degli anni Quaranta e il dilagare della contestazione operaia e studentesca degli anni Settanta, i film che hanno fatto la storia del cinema italiano, e non solo, come “Ladri di biciclette”, “Miracolo a Milano”, “La strada”, “Le notti di Cabiria”, sono in cartellone a Shanghai per la rassegna “Maestri del cinema italiano”, organizzata dall'Istituto Italiano di Cultura in collaborazione con Shanghai Film Distribution and Exhibition Association.
La rassegna, aperta presso lo Shanghai Film Center dal console generale d'Italia a Shanghai, Michele Cecchi, insieme ai rappresentanti delle autorità locali, presenta le opere salienti di una grande stagione del cinema italiano, esplorando il rapporto complesso che in particolare quattro tra i maggiori registi della storia del cinema ebbero con le premesse neorealiste.
De Sica, Fellini, Pasolini e Bertolucci: prolifici e variegati, autori tanto di opere sperimentali che di successi di botteghino, proprio nella loro diversità è forse possibile cogliere molti tratti condivisi del grande cinema classico italiano, che da un lato faceva uso dello stesso bacino di professionalità (dai fotografi ai truccatori, dai costumisti ai tecnici del suono, dagli assistenti di produzione agli sceneggiatori), dall’altro rispondeva a esigenze, paure e speranze comuni alle generazioni che uscivano dal fascismo e dalla guerra.
La rassegna, che si è aperta ieri con “La Strada” di Fellini, del Maestro presenterà con tre capolavori, omaggio nel centenario della nascita. Le proiezioni proseguiranno sino all'1 novembre. (aise)

Newsletter
Notiziario Flash
 Visualizza tutti gli articoli
Archivi