CON PAOLO SABBATINI DANTE ALIGHIERI A BRUXELLES TRIONFA ANCHE SULLA PANDEMIA

Con Paolo Sabbatini Dante Alighieri a Bruxelles trionfa anche sulla pandemia

BRUXELLES\ aise\ - La pandemia non ha arrestato il grande dinamismo e lo stacanovismo del Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles, Paolo Sabbatini, il quale, assieme al suo piccolo ma efficace ed appassionato staff, non manca occasione per valorizzare la storica sede della Rue di Livourne che incarna la cultura italiana nella capitale europea. Una bella sede, peraltro in una via che porta il nome di una città italiana, che avrebbe tuttavia bisogno di maggiore attenzione, soprattutto per il restauro, da parte della Farnesina.
É quello almeno che si augura la numerosa comunità italiana in Belgio, che la considera un po’ la sua casa. Perché sede delle principali manifestazioni culturali, compresa la proiezione di opere d’autore del cinema italiano. E per un Paese come l’Italia, nella capitale europea, quale migliore biglietto da visita e di promozione anche dell’economia nazionale può esserci della cultura?
Paolo Sabbatini, da autentico uomo di cultura e di passione, non poteva permettere alla pandemia di ostacolargli in terra europea la celebrazione del 700° anniversario della morte di Dante Alighieri che, guarda il caso, cade nel ventunesimo anno del ventunesimo secolo dell’era cristiana. E ricordo questo fatto perché i primi versi della Divina Commedia, come noto, sono 21. E sono un compendio di tutta l'opera. Ma anche perché il 21 é un numero magico, 3 volte 7, ed é, ad esempio, quello dei Tarocchi. Dante era un mistico ed appassionato di scienze esoteriche, quindi ha voluto condensare in 21 versi il concetto generale della Divina Commedia, riassumibile in maniera riduttiva nel seguente schema: l'illuminazione dopo un periodo di confusione, attraverso un percorso personale di sacrificio.
Resta solo da chiedersi perché il raffinato Sabbatini (forse per scaramanzia in anno di pandemia?) non abbia scelto il 21 gennaio, ma il 22, cioè oggi, per inaugurare l’anno dantesco a Bruxelles con la mostra “Scrivendo la Divina Commedia” che è il risultato di un grande progetto internazionale che ha personalmente curato e lanciato nel 2016 al Cairo: la trascrizione calligrafica e grafica dei primi 21 versi della Divina Commedia in varie lingue, ad opera di maestri calligrafi di vari Paesi interessati e di appassionati.
Il progetto si avvale della collaborazione con altri Istituti italiani di cultura nel mondo e coinvolge inoltre le istituzioni culturali di altri Paesi.
Negli anni sono state raccolte opere grafiche e calligrafiche, anche composte ex tempore in sessioni speciali in Egitto e in altri Paesi, rigorosamente eseguite a mano, nella tecnica e nello stile più libero e nella dimensione minima di un piccolo foglio da disegno. Tre grandi tradizioni calligrafiche compongono in larga parte la mostra: quella italiana; quella araba e quella cinese.
Queste tre civiltà condividono la passione per la calligrafia come forma di arte, e formano un triangolo equilatero, come le piramidi, che hanno dato a questa mostra, concepita proprio durante il periodo di servizio in Egitto di Sabbatini, un'ulteriore ispirazione esoterica. Un’opera di grandi dimensioni (10 x 2 m) è stata inoltre realizzata a più mani da alcuni artisti di varie nazionalità: si tratta di un dazebao multiculturale - nome scelto in omaggio alla storia cinese - che mescola lingue, tecniche e grafismi diversi.
L’edizione belga della mostra comprende anche calligrafie in neerlandese, francese e inglese e un’opera a tecnica mista con la traduzione in ebraico del primo verso: “Nel mezzo del cammin di nostra vita”, a cura di Ermanno Tedeschi, raffinato mediatore artistico tra varie culture.
“Vista l'importanza del poema di Dante nella storia della letteratura e del pensiero”, ci ha precisato il Direttore Sabbatini, “questo progetto vuole essere un ponte ideale tra le varie culture ma anche una riscoperta dei valori dello spirito, assumendosi come un percorso ideale per l'esperienza umana in generale, al di là delle storie personali”.
Una mostra da non perdere, dunque, e che è possibile a tutti visitare a partire dal 25 gennaio, dal lunedì al venerdì dalle ore 9.30 alle ore 17.00, previa prenotazione all'indirizzo mail: com.iicbruxelles@esteri.it. (alessandro butticé\aise) 

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