I grandi maestri dell’arte italiana: focus su Michelangelo degli IIC di Amburgo e Colonia

AMBURGO\ aise\ - Continua il ciclo di conferenze online organizzate dagli Istituti Italiani di Cultura di Amburgo e Colonia in collaborazione con la Società Italo-tedesca Dante Alighieri di Düsseldorf e la Federazione delle Associazioni italo-tedesche della Germania su “I grandi maestri dell’arte italiana” tenute dallo storico dell’arte Francesco Di Ciaula.
Dopo il primo incontro tenutosi il 24 marzo scorso su Botticelli, il secondo appuntamento, che si terrà mercoledì prossimo, 14 aprile, dalle ore 16 alle ore 17 sui canali YouTube degli IIC di Colonia e Amburgo, sarà dedicato a Michelangelo, l'artista che, forse più di qualunque altro, incarna il mito di personalità geniale e versatile, capace di portare a termine imprese titaniche, nonostante le complesse vicende personali e le difficoltà del momento storico.
La fama di Michelangelo, grande scultore e pittore, nonché scrittore, non si è mai affievolita col passare dei secoli, al contrario è più che mai viva e sintetizza in modo significativo l’arte del Rinascimento italiano. È intorno all’idea di bellezza del corpo umano che l’artista costruisce i suoi principali fondamenti stilistici.
Michelangelo, influenzato profondamente dalla statuaria antica di tipo ellenistico, dominante nella cerchia di Lorenzo de‘ Medici da lui frequentata nel periodo fiorentino, nella sua arte ha espresso una visione personalissima e uno stile molto originale. La caratteristica più forte è la tensione, l'energia che si trova sempre nelle sue opere, dovuta alla sua continua ricerca di autosuperamento e insoddisfazione.
Con il David, capolavoro assoluto dell’arte italiana, il Buonarroti crea una nuova e moderna figura eroica, la cui splendida e gigantesca bellezza virile si dissocia dal culto della forza bruta degli artisti precedenti come il Pollaiolo. L’ispirazione va piuttosto ricercata nell’opera del grande Donatello, la cui interpretazione in chiave elegante e drammatica dell'arte classica aveva segnato profondamente il primo Rinascimento. Il David, creato dall’Artista demiurgo, incarna un’idea di umanità che non si nutre delle certezze filosofiche e spirituali del Quattrocento, ma affronta con coraggio la propria inquietudine interiore all’alba di una nuova era.
Nelle successive opere scultoree, dove il corpo si presenta come insieme di potenza e sensualità, mosso da un implacabile dinamismo nel tentativo di liberarsi dalla materia, Michelangelo si ispira al titanismo della scultura della Roma imperiale. Nella parte finale della sua lunga vita, Michelangelo, scolpisce due Pietà che costituiscono il suo testamento artistico, chiudendo simbolicamente la grande storia del Rinascimento.
Francesco Di Ciaula nasce a Bari il 16 marzo del 1973. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo storico-artistico nel 1999, conseguita a pieni voti, completa la sua formazione iscrivendosi alla Scuola di Specializzazione in Storia dell'Arte dell'Università di Siena. Nello stesso periodo ottiene una Borsa di Studio presso la prestigiosa Fondazione di Studi di Storia dell'Arte Roberto Longhi di Firenze. Nel corso degli anni avvia importanti progetti editoriali e pubblicazioni scientifiche, si occupa della curatela nel mondo delle mostre, e lavora come project manager nel settore museale. Il suo profilo si arricchisce con docenze di Museografia e Beni Culturali in ambito accademico e attività di conferenziere a livello internazionale, partecipando alla Conferenza Annuale di Storia dell'Arte degli Atenei Americani di New York (CAA). Nel 2018 viene nominato Esperto Valutatore per la Cultura della Comunità Europea (ACEA). (Testo: IIC Colonia)
La partecipazione alle conferenze online è gratuita.
Gli appuntamenti seguenti con Di Ciaula saranno poi: il 6 maggio (Tiziano); il 20 maggio (Caravaggio) e infine il 24 giugno (Tiepolo). (aise)