“IL MEMORIALE DELLA SHOAH DI MILANO”: UNA CONFERENZA SUL PROGETTO A LISBONA CON L’IIC

“IL MEMORIALE DELLA SHOAH DI MILANO”: UNA CONFERENZA SUL PROGETTO A LISBONA CON L’IIC

LISBONA\ aise\ - Il prossimo 28 gennaio, a partire dalle ore 18.30, in occasione della Giornata della Memoria, l’Istituto Italiano di Cultura di Lisbona presenterà la conferenza “Il progetto del Memoriale della Shoah di Milano” a cura di Guido Morpurgo, architetto progettista, accompagnato dall’architetto Annalisa de Curtis. Il memoriale è l’unico luogo teatro di deportazioni in Europa ad essere rimasto intatto, vincolato dal Ministero per i Beni Culturali per il suo “interesse culturale storico particolarmente importante” e Premio Medaglia d’Oro all’Architettura Italiana 2015.
A moderare l’incontro João Rocha, Direttore del Dipartimento di Architettura dell'Università di Évora.
Situato nell’area di manovra della Stazione Centrale di Milano, dove dal dicembre 1943 al gennaio 1945 furono deportati ebrei e detenuti politici verso i campi di sterminio e concentramento, il Memoriale della Shoah, area di 7.000 mq su due livelli, formato da 5 campate di circa 100 mt di lunghezza, fortemente connotate dalle strutture in c.a. a vista che sostengono il piazzale dei binari – comprende 2 parti integrate: il Memoriale – ricordo e racconto – e il Laboratorio della Memoria –rielaborazione – sistema di spazi dedicati al dialogo e alla ricerca. Il piano terra di questa stazione nascosta, rivelata dal progetto, è collegato con l’interrato mediante la demolizione di parte del solaio della prima campata che si affaccia sull’ingresso e sulla città, a misurare il senso di sottrazione e vuoto. Il Memoriale integra una biblioteca su 3 livelli per 40.000 volumi, un auditorium da 200 posti e spazi per attività didattiche, ricerche e mostre temporanee. Una zona introduttiva formata dal sistema Muro dell’indifferenza-rampa di accesso, accoglienza e Osservatorio, prosegue nella Sala delle Testimonianze formata da 6 volumi metallici virtualmente cubici, “stanze” dedicate alla proiezione dei racconti dei sopravvissuti. Nell’area delle deportazioni –caratterizzata da binari paralleli, un traslatore e un montavagoni – sono localizzati un convoglio originale (Binario della destinazione ignota), il Muro dei Nomi e il Luogo di Riflessione, spazio del silenzio e del raccoglimento. L’utilizzo dei materiali della stazione riattualizzati attraverso i nuovi interventi e il principio di distanziamento tra il sistema dei dispositivi di documentazione-narrazione e l’esistente, rivelano l’edificio-documento quale immane “reperto archeologico” della modernità, ora aperto alla città con nuovi usi e significati per il presente.
Guido Morpurgo (1964) si laurea in Architettura al Politecnico di Milano, dove ha conseguito il Dottorato di Ricerca (1999) e insegna Progettazione architettonica dal 2011. È stato docente invitato dall’Università IUAV di Venezia (2015 e 2016). Nel 2018 ottiene l’Abilitazione Scientifica Nazionale come Professore Associato di Progettazione architettonica e urbana.
Avvia l’attività professionale nei primi anni ‘90 ottenendo riconoscimenti nell’ambito di diversi Premi nazionali di Architettura. Nel 2006 fonda con Annalisa de Curtis lo studio Morpurgo de Curtis Architetti Associati attivo nel campo della museografia, dell’edilizia residenziale e degli interni. L’opera cardine della ricerca progettuale dello studio -il Memoriale della Shoah di Milano- ha ricevuto il premio "Medaglia d’Oro all’Architettura Italiana” (2015) ed è vincolato dal Ministero dei Beni Culturali (2017). Progetti e opere dello studio Morpurgo de Curtis sono stati esposti in mostre internazionali, oltre che pubblicati e recensiti con continuità in Italia e all’estero. Tra le opere recenti dello studio si segnalano un complesso residenziale per 100 alloggi a Pioltello (Milano, 2016) e gli allestimenti delle mostre “Chagall e la Bibbia” (Museo Diocesano di Milano, 2014-15), “Comunità Italia” (curva della Triennale di Milano, 2015-16), “Ma poi, che cos’è un nome” (Triennale di Milano, 2018).
Guido Morpurgo è autore di saggi e monografie sulla ricerca progettuale in architettura e di contributi sulla didattica della progettazione architettonica.
Tra il 2000 e il 2008 Guido Morpurgo è stato Associato nello studio Gregotti Associati International (Milano e Shanghai) sul cui lavoro è autore di contributi e monografie (Milano 2003, New York 2008 e 2014) e curatore di diverse mostre, tra le quali “Il territorio dell’architettura. Gregotti Associati 1953-2017” allestita al PAC di Milano (2017-18) e presso la galleria Garagem Sul del Centro Cultural de Belém (Lisbona, 2018-19). (aise) 

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