INAUGURATA LA 23^ EDIZIONE DI CINEMA!ITALIA!

INAUGURATA LA 23^ EDIZIONE DI CINEMA!ITALIA!

AMBURGO\ aise\ - Gli appassionati di cinema italiano quest’anno sono stati sulle spine in attesa dell’amato festival “Cinema!Italia!”, organizzato da Made in Italy di Roma e dalla casa di distribuzione tedesca di Göttingen Kairos Filmverleih, con il patrocinio dell’ambasciatore d’Italia in Berlino, Luigi Mattiolo, e il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali di Roma e degli Istituti Italiani di Cultura di Amburgo e Berlino.
Quest'anno la realtà vissuta a causa dell'emergenza sanitaria in seguito al CoVid 19 ha sorpreso un po‘ tutti e la situazione di lockdown imprevista ci ha costretti a cambiare le nostre abitudini quotidiane. Anche il tempo libero non poteva più essere organizzato spontaneamente e a piacere. In questa situazione anche le sale cinematografiche sono rimaste chiuse per mesi e molti cinema hanno temuto per la propria esistenza. È quindi stato quasi un vero miracolo che si sia potuta organizzare la ventitreesima edizione di “Cinema!Italia!” in ben 35 città e 40 sale cinematografiche in Germania.
Hanno contribuito a rendere possibile l'iniziativa gli organizzatori Francesco Bono, Franco Montini e Piero Spila di Made in Italy di Roma e Wilfried Arnold e Helge Schweckendiek della Kairos Filmverleih di Göttingen, ma anche i finanziatori del Festival (il Ministero e dei beni Culturali e gli Istituti Italiani di Cultura di Amburgo e Berlino) e tutti gli altri Istituti di Cultura, associazioni, sale cinematografiche, sostenitori dell’iniziativa e il grande pubblico.
Generalmente il Festival si tiene dalla metà di settembre fino alla prima settimana di dicembre. Quest’anno l’inaugurazione è avvenuta il 10 ottobre alle ore 19:30 come da tradizione presso il Cinema Metropolis di Amburgo con il film "Il colpo del cane" (2019) di Fulvio Risuleo, che è stato presente durante la proiezione e ha risposto alle tante ed interessanti domande del pubblico, che date le restrizioni, è stato molto limitato nel numero di presenze. La moderazione e traduzione della serata è stata curata da Francesca Bravi, lettrice presso l’Università CAU di Kiel.
La tournée, conclusasi ieri ad Amburgo, toccherà come anticipato ben 35 città tedesche, dal nord al sud, terminando poi a Berlino il 16 dicembre con la premiazione del film più piaciuto al pubblico, che verrà poi tradotto e mostrato nelle sale cinematografiche tedesche.
Anche quest’anno per il tradizionale appuntamento con il cinema italiano contemporaneo, sono stati scelti nuovi film di variegati generi e registi italiani, che in modo diverso trattano di situazioni di vita e problemi sociali della nostra società: Palazzo di Giustizia (2020) di Chiara Bellosi, La Dea Fortuna (2019) di Ferzan Ozpetek, Il sindaco del Rione Sanità (2019) di Mario Martone, Il colpo del cane (2019) di Fulvio Risuleo, La scomparsa di mia madre (2019) di Beniamino Barrese e Bangla (2019) di Phaim Bhuiyan.
Tutti i film sono proiettati in originale con sottotitoli in tedesco, grazie al contributo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per la traduzione e la sottotitolatura.
I sottotitoli del film "La scomparsa di mia madre" sono stati finanziati interamente dall’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo, come per il film "Bangla" sottotitolato in occasione della sua presentazione al Festival del Cinema di Amburgo del 2019.
Palazzo di Giustizia (2020) di Chiara Bellosi
Modella e icona degli anni ’60, Benedetta Barzini è stata la musa di Andy Warhol e Salvador Dalì e di fotografi come Irving Penn e Richard Avedon. Negli anni ‘70 abbraccia la causa femminista, diventando scrittrice e docente universitaria, in lotta con una società e un sistema della moda che per Benedetta Barzini significa sfruttamento del femminile. A 75 anni, stanca dei ruoli e degli stereotipi in cui la vita ha cercato di costringerla, desidera lasciare tutto, per scomparire. Turbato, suo figlio Beniamino Barrese comincia a filmarla, per conservarne la memoria. Il film si trasforma in una battaglia per il controllo della sua immagine, uno scontro tra opposte concezioni della vita e della rappresentazione di sé, ma anche un dialogo intimo, struggente, in cui madre e figlio si preparano insieme ad una separazione, difficile da accettare e forse impossibile da filmare.
La Dea Fortuna (2019) di Ferzan Ozpetek
Alessandro e Arturo sono una coppia consolidata, ma il loro rapporto sta mostrando la corda: Alessandro, idraulico dal fascino animalesco, porta a casa il pane e cede volentieri ai piaceri della carne; Arturo, traduttore, non è diventato né uno scrittore famoso né un cattedratico e patisce particolar-mente la crisi con il suo partner sfuggente. Nella routine cristallizzata dei due irrompono Annamaria, ex compagna di Alessandro, e i suoi due figli nati da padri diversi e tutti gli equilibri saltano. Annamaria deve esser ricoverata in ospedale per alcuni giorni e affida i figli alla coppia di amici, che dovranno fare i conti con una responsabilità genitoriale forse mai nemmeno immaginata.
Il sindaco del Rione Sanità (2019) di Mario Martone
Napoli, oggi. Antonio Barracano, "uomo d'onore" che sa distinguere tra "gente per bene e gente carogna", con la sua carismatica influenza e l'aiuto dell'amico medico amministra la giustizia secondo suoi personali criteri, al di fuori dello Stato e al di sopra delle parti, "sistema le cose" e risolve problemi. Chi "tiene santi" va in Paradiso e chi non ne tiene va da Don Antonio, questa è la regola, e chi ha bisogno si rivolge a lui perché interceda in suo favore e Barracano, soprannominato "il sindaco", si presta volentieri a fare da mediatore, sulla forza della sua reputazione e del timore che sa incutere anche nei malviventi più incalliti del Rione Sanità. Quando gli si presenta disperato Rafiluccio Santaniello, figlio del fornaio, deciso a uccidere il padre, Don Antonio riconosce nel giovane lo stesso sentimento di vendetta che da ragazzo lo aveva ossessionato e poi cambiato per sempre. E decide di intervenire per riconciliarlo con il padre, salvandolo.
Il colpo del cane (2019) di Fulvio Risuleo
Rana e Marti, due ragazze spiantate, trovano lavoro come dog sitter per conto di un'anziana signora, che ha bisogno di qualcuno che si prenda cura, nel weekend, del suo bulldog francese Ugo. Ma mentre Marti è al parco con il cane, uno strano veterinario, il dottor Mopsi, le si avvicina proponendole un affare: far accoppiare Ugo con la sua cagnolina della stessa razza. Dopo un iniziale tentennamento, le ragazze accettano. Ma forse, si renderanno presto conto, non è stata una buona idea.
La scomparsa di mia madre (2019) di Beniamino Barrese
Modella e icona degli anni ’60, Benedetta Barzini è stata la musa di Andy Warhol e Salvador Dalì e di fotografi come Irving Penn e Richard Avedon. Negli anni ‘70 abbraccia la causa femminista, diventando scrittrice e docente universitaria, in lotta con una società e un sistema della moda che per Benedetta Barzini significa sfruttamento del femminile. A 75 anni, stanca dei ruoli e degli stereotipi in cui la vita ha cercato di costringerla, desidera lasciare tutto, per scomparire. Turbato, suo figlio Beniamino Barrese comincia a filmarla, per conservarne la memoria. Il film si trasforma in una battaglia per il controllo della sua immagine, uno scontro tra opposte concezioni della vita e della rappresentazione di sé, ma anche un dialogo intimo, struggente, in cui madre e figlio si preparano insieme ad una separazione, difficile da accettare e forse impossibile da filmare.
Bangla (2019) di Phaim Bhuiyan
Phaim è un giovane musulmano di origini bengalesi nato in Italia 22 anni fa. Vive con la sua famiglia a Torpignattara, quartiere multietnico di Roma, lavora come steward in un museo e suona in un gruppo. È proprio in occasione di un concerto che incontra Asia, suo esatto opposto: istinto puro, nessuna regola. Tra i due l'attrazione scatta immediata e Phaim dovrà capire come conciliare il suo amore per la ragazza con la più inviolabile delle regole dell'Islam: la castità prima del matrimonio. (aise)


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