"L'ULTIMO ROMANO. LIUTISTI E CHITARRISTI A ROMA TRA ‘600 E ‘700": SIMONE VALLEROTONDA IN CONCERTO IN SLOVENIA

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LUBIANA\ aise\ - Mercoledì 14 agosto la Devil’s tower di Soteska, in Slovenia, ospiterà a partire dalle ore 20.30 il concerto "L'ultimo romano. Liutisti e chitarristi a Roma tra ‘600 e ‘700" di Simone Vallerotonda. Il Maestro eseguirà con il suo arciliuto e con la chitarra barocca branoi di Lorenzino , Hieronimus Kapsberger, Anonymus (17.cent.), Ferdinando Valdambrini, Tommaso Marchetti e Giovanni Zamboni.
L’evento è realizzato dal Seviqc Brežice Festival in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Lubiana.
"Il rigore contrappuntistico della “scuola romana”, la leggerezza immediata delle canzoni alla moda suonate sulla chitarra, il virtuosismo fulmineo e la grazia galante e melodiosa: questi sono i colori che dipingono il grande affresco sulla città eterna", spiega Simone Vallerotonda. "Partendo dalla fine del ‘500 fino ad arrivare al ‘700 autori come Lorenzino, Kapsberger, Valdambrini, Zamboni, che si firmano orgogliosamente con l’aggettivo “romano” accanto al proprio nome, si dimostrano, pur nelle loro caratteristiche individuali e specifiche, accomunati da uno stesso spirito compositivo, fatto di densità, rigore, maestosità e schiettezza espressiva. Per capire la musica romana dobbiamo guardare la città: le numerose chiese, la maestosità dei ruderi della civiltà antica, perfettamente inseriti nel tessuto urbano e nella stratificazione dei secoli, gli enormi spazi verdi, la generosità della luce, il colore dei palazzi, la limpidezza abbagliante del cielo… Tutti questi elementi, la commistione tra barocco ed età romana, fanno sì che i vicoli del centro storico siano lo specchio esatto della gravità del contrappunto unita alla limpidezza melodica delle voci. Ricchezza, solennità e leggerezza ironica sono le basi su cui la scuola romana si forma. E così dal rinascimento fino al barocco, seppur con le peculiari caratteristiche dei differenti stili, possiamo ritrovarvi sempre questo codice basilare: solennità, gravità e leggerezza sorniona e scanzonata. L’arciliuto e la chitarra, strumenti principi del barocco, rievocano queste facce, questi volti eterni che han passato i secoli senza mai invecchiare perché da sempre antichi, restituendo i suoni perduti di una città che ancora oggi, forse in maniera più soffusa e nascosta, si rispecchia in essi".
Nato a Roma, Simone Vallerotonda ha iniziato gli studi musicali sulla chitarra moderna. Affascinato dalla musica antica ha intrapreso lo studio del liuto con Andrea Damiani al Conservatorio Santa Cecilia di Roma, dove si è diplomato col massimo dei voti. Ha successivamente conseguito il diploma di Master su Tiorba e Chitarra barocca con il massimo dei voti presso la Staatliche Hochschule für Musik di Trossingen, sotto la guida di Rolf Lislevand. Si è laureato in Filosofia col massimo dei voti presso l’Università Tor Vergata di Roma e si è specializzato in Estetica col massimo dei voti e la lode, dedicandosi ai rapporti tra la musica del ‘700 e gli Enciclopedisti.
Ha suonato nei più importanti Festival e Istituzioni concertistiche d’Europa, USA, Australia, Sud America, Oriente. Ha registrato per emittenti radio e televisive quali: RAI, BBC, ABC, Mezzo, France Musique, Radio4, Arte, Kulturradio, Radio Classica, RSI, e ha inciso per Naïve, Sony, Erato, EMI, Decca, Amadeus, Brilliant, Aparté, E Lucevan Le Stelle Records, Arcana Outhere Music.
Oltre alla sua attività di solista, collabora come continuista con vari ensemble tra cui: Modo Antiquo, Les Ambassadeurs, Mare Nostrum, Imaginarium Ensemble, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Il Pomo d’Oro. Aperto anche alla sperimentazione, collabora con l’ensemble Soqquadro Italiano.
È docente di Liuto a tempo determinato presso il Conservatorio di Musica “Antonio Scontrino” di Trapani. Collabora con i Conservatori “G. B. Martini” di Bologna e “L. Refice” di Frosinone, con cattedra a progetto.
Nel 2014 fonda “I Bassifondi“, suo ensemble con cui propone il repertorio per Chitarra, Tiorba e Liuto del ‘600 e ‘700 con il basso continuo. Il loro debutto discografico “Alfabeto falso” è stato nominato negli ICMA 2018 (International Classical Music Award) tra i migliori dischi di musica strumentale barocca.
È sostenuto dal CIDIM – Comitato Nazionale Italiano Musica, sia nell’attività solistica che in quella con I Bassifondi Ensemble. (aise)


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