Omaggio alla musica barocca con Marta Rossi & La Ritirata a Madrid

MADRID\ aise\ - Italia e Spagna si danno di nuovo la mano nel terzo concerto del nuovo ciclo di musica in streaming Musica|acisùM, ideato dall’Istituto Italiano di Cultura di Madrid in collaborazione l’agenzia di Valencia ESOUND Music&Arts.
Dedicato alla musica barocca, il concerto di Marta Rossi, flautista e ottavinista dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma e dell’ensemble musicale spagnolo La Ritirata è disponibile da ieri, 12 maggio, sui canali dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid (YouTube, Vimeo y Facebook). Il programma include brani che rendono omaggio all’Italia e alla Spagna, tra cui, Vivaldi, Boccherini, Caldara... un nuovo e straordinario esperimento di incontro e di creazione artistica a distanza.
Il ciclo si è aperto il 15 aprile con il concerto dello straordinario binomio Musica Nuda (Petra Magoni e Ferruccio Spinetti) e Chano Domínguez dedicato alla canzone d’autore; dopo la jam session di Gianluca Petrella e Marco Mezquida del 30 aprile per la Giornata Internazionale del Jazz, Marta Rossi e l’ensemble creato dal violoncellista di Bilbao Josetxu Obregón, La Ritirata, rendono omaggio alle melodie barocche. Il gran finale del ciclo sarà il prossimo 26 maggio che vedrà protagonista la fusione tra la musica elettronica di Khalab e l’elegante zapateado di Rocío Molina.
Marta Rossi, flautista e ottavinista dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, svolge un’intensa attività concertistica presso importanti istituzioni musicali e ha collaborato alla registrazione di colonne sonore per film con i premi Oscar Ennio Morrricone, Nicola Piovani e Louis Bacalov. È docente di Ottavino presso l’Accademia Italiana del Flauto di Roma ed è membro dell’International Piccolo Academy.
La Ritirata prende nome dall’ultimo movimiento del quintetto “La Musica Notturna delle strade di Madrid” in onore al compositore e violoncellista Luigi Boccherini. Nei suoi 12 anni di carriera, il gruppo ha partecipato a numerosi festival e suonato in alcune tra le più prestigiose sale da concerto a livello internazionale, ha ricevuto il Premio alla Cultura della Comunidad de Madrid (edizione 2017), il Premio Ojo Crítico 2013 di RNE (Radio Nacional de España) di musica classica, il Premio Codalario al “Miglior prodotto musicale 2014” ed è stata premiata quattro volte dall’Asociación de Grupos Españoles de Música Antigua con il Premio GEMA.
L’innovativo format di Musica|acisùM si inserisce nel contenitore #iicenlinea #iicmadridenlinea, che raccoglie le attività culturali appositamente prodotte dall'Istituto Italiano di Cultura di Madrid per la fruizione online. “Il progetto non vuole essere un sostituto del concerto dal vivo, Musica|a?isùM è un esperimento di incontro e creazione artistica a distanza in cui la musica è protagonista e il risultato è davvero straordinario”, afferma Marialuisa Pappalardo, direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid.
“L’emozione degli artisti nei video è fortissima e sono sicura che questa energia sia in grado di attraversare lo schermo e “contagiare” il pubblico. A questo abbiamo aggiunto un eccellente montaggio di immagini, con scatti che avvicinano lo spettatore al luogo in cui si trovano gli artisti, anche più vicino di quello che sarebbe stato possibile dal vivo”. Tutti i concerti hanno un grande protagonista: il Teatro dell’Istituto Italiano di Cultura che ha ospitato le riprese degli artisti spagnoli. Spettacolari anche le sedi scelte in Italia, che accompagnano il pubblico in un’immersione nella musica e nel patrimonio culturale e artistico italiano.
Il progetto punta sulle possibilità dello streaming: vedere l’artista da vicino, essere guidato visivamente dalla telecamera, osservare altri dettagli che potrebbero sfuggire nelle presentazioni dal vivo senza, tuttavia, dimenticare che l’emozione di un artista davanti al pubblico è insostituibile.
“L’Italia e la Spagna hanno una lunga storia in comune: sono entrambi paesi mediterranei, vivono fortemente la cultura come parte fondamentale della loro identità. Per questo motivo, continuare ad alimentare e a diffondere la cultura è una parte essenziale del nostro lavoro comune”, conclude Pappalardo. (aise)