La libertà di stampa ai "raggi X": storici e giornalisti a confronto a Pavia

PAVIA\ aise\ - "Sotto tiro - La libertà di stampa tra passato e presente" è il titolo del seminario di studi in programma domani, mercoledì 23 novembre, dalle 9.30 all'aula goldoniana del Collegio Ghislieri di Pavia. Il seminario intende sollecitare una riflessione tra storia e attualità sulle insidie che mettono a rischio o sovente azzerano questo diritto fondamentale delle democrazie moderne.
Gli scenari affrontati spaziano dall'illuminismo (Edoardo Tortarolo, Università del Piemonte Orientale) alla Grande Guerra, laboratorio di censure e autocensure (Barbara Bracco, Università Milano Bicocca), dalla macchina repressiva creata dalla dittatura fascista indagata da Salvemini (Elisa Signori), all'Italia repubblicana e ai filtri censori in tema di omosessualità (Francesco Torchiani, Università di Pavia).
Sul versante dell'attualità Mariangela Gritta Grainer, portavoce dell'Associazione Ilaria Alpi, Mario Calabresi, Giuseppe Giulietti, presidente della Federazione Nazionale della Stampa, e altri giornalisti, come Nello Scavo e Paolo Berizzi (vittime e testimoni di violazioni e intimidazioni) interverranno con approfondimenti su casi specifici o con bilanci a largo spettro dell'esercizio del diritto di informare e di essere informati.
Il seminario - patrocinato dall'Università di Pavia, dal Collegio Ghislieri, da Anpi e Istoretopv - intende rivolgersi alla comunità accademica e studentesca, ma anche a tutta la cittadinanza. Articolo21 promuove questo seminario in un momento che in Italia e fuori appare cruciale per la tenuta del diritto di espressione e di parola a mezzo stampa.
"Censure e autocensure, conformismo e denuncia si configurano come una dialettica che attraversa società di epoche diverse, alle prese con l'emergere di quel che chiamiamo "opinione pubblica" - spiega Elisa Signori, docente di storia contemporanea all'Università di Pavia e organizzatrice del seminario insieme a Danilo De Blasio, che promuove il Festival dei diritti umani a Milano. “Il Novecento in questo percorso sembra configurare un regresso formidabile, specie nella prima metà del secolo, con l'avvento di sistemi totalitari che monopolizzarono la comunicazione pubblica e raffinarono le strategie di manipolazione della realtà, creando consenso o almeno conformismo collettivo. I giornalisti e gli scrittori indocili affrontarono esilio, carcere, lager e gulag, alcuni persero la vita. Anche oggi, anziché alla vagheggiata "morte della censura", assistiamo a un'escalation della violenza che il mondo pre-internet non conosceva: a esserne vittime sono coloro che esercitano il diritto di informare e rendono per noi effettivo il diritto di essere informati". (aise)