21Art apre a Montecarlo la prima sede estera

MONTECARLO\ aise\ - Dopo la recente apertura della sede di Roma, 21Art espande ulteriormente la propria geografia, inaugurando a Montecarlo la prima sede internazionale e rafforzando la presenza in Italia con una nuova galleria a Jesolo (VE), che si affianca agli spazi già operativi di Treviso e di Padova.
Nel mese di giugno, la società benefit fondata da Alessandro Benetton su un progetto dell’imprenditore Davide Vanin compie un ulteriore passo nel percorso di espansione e internazionalizzazione, confermando il proprio impegno a sostegno dell’arte e della cultura.
“La crescita di 21Art si inserisce in una strategia di sviluppo organica e di lungo periodo, che identifica nell’internazionalizzazione uno dei principali driver di espansione del gruppo, funzionale anche alla valorizzazione degli artisti italiani che rappresentiamo nel mondo”, dichiara Davide Vanin. “Parallelamente, resta centrale il radicamento nel Veneto, spina dorsale del modello 21Art, come conferma l’apertura della sede di Jesolo. La distribuzione geografica delle gallerie riflette un’impostazione basata sulla corresponsabilità progettuale: ogni spazio espositivo è infatti affidato a un socio che aderisce al progetto e ne assume la gestione operativa, contribuendo alla declinazione territoriale della visione complessiva e allo sviluppo del member club locale. La selezione degli artisti è affidata ad un Comitato Scientifico, mentre la programmazione centrale e la circuitazione dei progetti espositivi assicura coerenza e qualità. Al centro del modello di 21Art si collocano inoltre i members di 21Art Club e gli artisti rappresentati, le cui esigenze e opportunità di crescita orientano ogni nostra scelta”.
21Art sceglie Montecarlo come prima sede estera, in un momento in cui il Principato si sta affermando sempre più come polo strategico per l’arte contemporanea. Negli ultimi anni, la città ha visto consolidarsi una presenza significativa di gallerie internazionali, superando il ruolo di semplice mercato stagionale satellite. Oggi Montecarlo è riconosciuta come una destinazione artistica di primo piano e un importante hub culturale per l’arte contemporanea.
Le mostre inaugurali di Montecarlo e di Jesolo sono dedicate rispettivamente a Jan Fabre e Mario Ceroli, protagonisti riconosciuti del panorama artistico internazionale.
Jan Fabre. Allegory of Caritas (An Act of Love)”, a cura di Melania Rossi, apre ufficialmente la sede di Montecarlo. Visitabile dall’11 giugno all’11 settembre 2026, l’esposizione si compone di più di quaranta opere attraverso le quali l’artista racconta la vita, la sua origine e il suo mistero, tra opposti, armonie e bellezza.
Nella ricerca di Fabre, considerato una delle figure più innovative nel panorama dell’arte contemporanea internazionale, ogni lavoro assume un forte valore allegorico: i disegni realizzati con il suo sangue narrano la gestazione del figlio Django; gli albori dell’esistenza sono restituiti attraverso le ecografie del figlio nascituro, trasformando l’esperienza privata in universale, in una tensione carica di spiritualità.
Una sezione importante della personale è dedicata ai lavori in corallo rosso, concrezioni rosso fuoco che sembrano emergere direttamente dagli abissi della mente dell’artista, in cui materia naturale e dimensione simbolica si intrecciano in forme complesse e stratificate. Lavori particolarmente apprezzati come dimostra l’asta Modern & Contemporary Art di Sotheby’s a Milano tenutasi alla fine del 2025, dove l’opera in corallo A spiritual space (Shrine) aveva realizzato un’aggiudicazione superiore ai 500.000 euro.
La sede di 21Art a Montecarlo si trova nel nuovo eco-quartiere Mareterra di Monaco (Quai du Petit Portier, 22), importante estensione sul Mediterraneo progettata da Renzo Piano.
Jan Fabre è un artista visivo e performativo, creatore teatrale e autore belga, tra le figure più influenti della scena contemporanea internazionale. Nato ad Anversa nel 1958, si forma presso l’Istituto di Arti Decorative e successivamente alla Royal Academy of Fine Arts della sua città. Fin dagli esordi, negli anni Ottanta, sviluppa una pratica multidisciplinare che attraversa disegno, scultura, performance, installazione, film e teatro, con una forte tensione verso il concetto di metamorfosi. La sua ricerca esplora i confini tra vita e morte, bellezza e vulnerabilità, eros e spiritualità, dove il corpo ha un posto centrale, utilizzando anche materiali inconsueti come gusci di scarabeo, sangue, ossa e fluidi corporei. L’opera di Fabre si distingue per una dimensione visionaria e teatrale, in cui l’elemento estetico convive con una riflessione etica ed esistenziale. Fabre ha esposto in importanti istituzioni internazionali, tra cui la Kunsthaus di Bregenz (2008), il Kröller-Müller Museum (2011), il MAXXI di Roma (2013), il MAC di Lyon (2016), Leopold Museum a Vienna (2017) etc.; è stato il primo artista vivente ad avere una mostra personale al Louvre di Parigi (2008) e al Museo di Stato Ermitage di San Pietroburgo (2016). Ha inoltre partecipato più volte alla Biennale di Venezia, a Documenta a Kassel e ad altre rassegne internazionali. Le sue opere fanno parte di prestigiose collezioni pubbliche e private in Europa, Stati Uniti e Asia. In occasione della 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, Jan Fabre ha presentato tre nuove sculture in bronzo in dialogo con il monumentale ciclo pittorico di Tintoretto alla Scuola Grande di San Rocco (in corso fino al 22 novembre 2026).
Mario Ceroli, il mare e il mito. Un diario di bordo tra le rotte di Omero” inaugura la sede di Jesolo. Curata da Cesare Biasini Selvaggi, l’esposizione è aperta al pubblico dal 6 giugno al 10 settembre 2026.
A Jesolo, la ricerca scultorea di Mario Ceroli trova un approdo naturale e trasforma lo spazio della galleria in un grande ecosistema installativo. Non una mostra antologica, ma un rinnovato diario di bordo che, attraverso la flotta riunita dall’artista, propone un viaggio epico attraverso la classicità mediterranea.
Opere storiche e preesistenti (tra le altre, Bagnanti, 1984; Tuffatore, 1990; Senza titolo, 1997) tornano in scena e divengono presenze attive, capaci di agire nello spazio e nella coscienza dello spettatore per guardare il mondo attraverso le lenti del gioco e della fantasia.
Il percorso espositivo si snoda tra confronti inediti e accostamenti irripetibili che svelano il mondo di un autore complesso e visionario, ininterrottamente protagonista della scena artistica dalla seconda metà del XX secolo.
Mario Ceroli nasce a Castel Frentano (Chieti) nel 1938 e si forma all’Istituto d’Arte di Roma. Dopo le prime esperienze nella ceramica, nel 1956 adotta il legno come materiale d’elezione. A partire dal 1964 espone alla Galleria La Tartaruga di Roma, consolidando la propria presenza nel panorama nazionale. Nel 1966 vince il Premio Gollin alla Biennale di Venezia. Dopo un soggiorno a New York, rientra in Italia e partecipa con il gruppo dell’Arte Povera a importanti esposizioni tra Roma e Genova. Dal 1968 estende la propria attività alla scenografia teatrale, cinematografica e televisiva. Partecipa alle rassegne romane Teatro delle mostre (Galleria La Tartaruga, 1968) e Vitalità del negativo nell’arte italiana 1960/70 (Palazzo delle Esposizioni, 1970). Tra i progetti antologici a lui dedicati, si annoverano quelli al Salone delle Scuderie della Pilotta (Parma, 1969) e Forte Belvedere (Firenze, 1983). È invitato a sei Biennali di Venezia e a quattro Quadriennali d’arte di Roma. Nel 2007, in occasione della riapertura del Palazzo delle Esposizioni di Roma, gli viene dedicata una grande retrospettiva. Nel corso della carriera realizza importanti allestimenti sacri e monumentali in diverse città italiane. Nel 2024 Palazzo Citterio a Milano apre al pubblico la Grande Brera con la mostra Mario Ceroli. La forza di sognare ancora. Nel 2025 la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma dedica a Mario Ceroli la grande retrospettiva Ceroli Totale. Presso la sede di 21Art Treviso è visitabile fino al 31 luglio 2026 la mostra Mario Ceroli: l’ultima Utopia. Ceneri e germogli, cronache dal Presente, a cura di Cesare Biasini Selvaggi.
Parallelamente all’apertura di due nuove sedi, 21Art amplia la propria attività oltre il contesto di galleria attraverso un programma di residenze d’artista sviluppato in collaborazione con importanti partner industriali. Con l’obiettivo di coinvolgere nuovi pubblici e sostenere la scena contemporanea, 21Art parteciperà, inoltre, all’inaugurazione di Ca’ del Chiostro, prestigioso intervento residenziale nel centro di Padova che restituisce alla città un luogo di forte valore identitario. Il progetto è promosso dalla joint venture tra Covivio e Carron SpA, commercializzato da Metroquadro Home Advisor e firmato dallo Studio di Architettura Salmaso. In occasione dell’opening dell’11 giugno 2026, 21Art curerà l’allestimento degli spazi comuni e di alcuni interni con opere di artisti internazionali. Nel corso della serata sarà infine presentata Feet of Clay (Piedi d’argilla), performance installativa di Vanshika Agrawa (Jalaun, India, 1999), a cura di Cesare Biasini Selvaggi. La ricerca dell’artista, sviluppata attraverso pittura, fotografia, installazione, video e performance, indaga con un approccio multidisciplinare tematiche universali dell’esistenza umana.
Con queste nuove aperture e progettualità, 21Art consolida la propria presenza nel panorama culturale europeo, confermando il proprio impegno nel coinvolgimento di nuovi pubblici attraverso la presentazione di artisti di primo piano, la promozione di progetti curatoriali e l’introduzione di innovativi strumenti di avvicinamento all’arte. (aise)