A ROMA LE "RIVELAZIONI SOTTESE" DI DANICA ONDREJ

A ROMA LE "RIVELAZIONI SOTTESE" DI DANICA ONDREJ

ROMA\ aise\ - L’Istituto Slovacco a Roma, in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica Slovacca in Italia, ospita dal 23 gennaio scorso e sino al 21 febbraio la mostra personale "Rivelazioni sottese" della pittrice Danica Ondrej, a cura di Francesca Barbi Marinetti e Karima Ruzzi, in mostra presso la sede in Via dei Colli della Farnesina 144.
Un lungo percorso all’interno dell’intimità dell’artista che si rivela pian piano attraverso un filo sottile che collega l’uno a l’altro i numerosi lavori pensati e preparati per questa personale. Un tracciato artistico caratterizzato da una forte capacità nel coniugare connessioni empatiche a sperimentazioni tecniche e ricerca di nuovi linguaggi contemporanei.
La sua origine mista, l’infanzia e la giovinezza vissuta in un Paese dal forte cambiamento sociale come la Repubblica Slovacca, la successiva formazione artistica e personale a Milano in Italia; le ha permesso di maturare in sé tecniche e stili differenti, che ben racchiudono e riflettono le sue esperienze rendendo il suo linguaggio chiaro e riconoscibile.
L’intero spazio espositivo è suddivisibile in molteplici aree, come tasselli che vanno a comporre una pluralità di elementi familiari e omogenei. Costanti che si ripetono e che conservano i caratteri più intimi dell’artista.
Allumini e Collage: (2010 e 2017)
Tra le opere meno recenti sono state selezionate due serie di lavori che ben rappresentano la duplice influenza culturale dell’artista e il suo personale percorso di crescita della sua estetica.
Nella serie degli Allumini l’ispirazione slava è predominante. Lasciandosi cullare dalle scene oniriche che si susseguono in continue digressioni temporali, del film di Andrej Tarkovskij "Lo Specchio", Danica Ondrej vuole rappresentare il tempo sospeso del sogno. Attraverso l’utilizzo di una penna grafica su carta fotografica, sovrappone il ricordo infantile, lontano e sfuggevole, alla concretezza di un momento immortalato dalla fotografia.
Nella serie dei Collage nuovi modelli stilistici si uniscono a tecniche già acquisite, creando un nuovo dinamismo nelle opere. La pubblicità, l’utilizzo di nuovi supporti come i giornali, scene che rappresentano la smania di un mondo circostante in continuo movimento, il consumismo di una realtà occidentale e l’allontanamento sia temporale, sia spaziale dal luogo dell’infanzia. Nuovi modelli stilistici come la Pop art e la Street art permettono all’artista di sperimentare nuove tecniche che diventeranno dei tratti distintivi e ricorrenti anche nelle fasi successive.
Donne e Nuovi Lavori: (2017 – 2019)
Nella seconda sezione delle opere viene approfondita l’indagine sulla contemporaneità, la frenesia che la caratterizza, e il rapporto che l’uomo ha con essa, approfondendo la ricerca dal punto di vista femminile.
L’era del consumismo ha permesso alla pubblicità di rendere l’immagine della donna distorta, intrappolandola in nuovi canoni di bellezza tendenti ad una perfezione inesistente, rendendola impersonale e fredda come degli oggetti. Le Donne di Danica Ondrej sono rappresentate in pose naturali, custodi di una melanconia e di una nostalgia per i tempi ormai passati. Immortalate in nudità decadenti o in pose inconsuete rappresentano la femminilità nella sua quotidianità.
Dal figurativo si prosegue verso l’astrattismo, che forte, custodisce un simbolismo femminile. Nei Nuovi Lavori l’atmosfera si fa sempre più evanescente. L’utilizzo di oggetti desueti che rievocano la memoria culturale femminile, come pizzi, merletti e lenzuola permettono all’artista di richiamare, con vigore, quel tempo delle madri che sempre più si fa lontano. Al contempo il colore diventa protagonista e portavoce di un messaggio sotteso. Macchie vive o slavate, profonde pennellate accostate a leggeri tratti, segnano in modo indelebile la tela come ferite che riaffiorano in un inconscio che il tempo cerca di portare via rimuovendo.
A concludere la personale, l’ultimo lavoro dell’artista Danica Ondrej, un’installazione che porta il nome dell’intera mostra, Rivelazioni sottese. Con questa nuova esperienza artistica, Danica Ondrej vuole che il pubblico si senta immerso nella propria intimità, che si concentri sul proprio percorso fisico e allegorico e riesca a constatare come l’arte può diventare un simulacro della propria identità individuale e collettiva, un compagno che aiuta a scardinare e scomporre le certezze in echi che rimbombano nell’interiorità, rendendosi fautore di riflessioni più profonde. Ad accompagnare le parti pittoriche dell’installazione un video autoprodotto dall’artista.
Una mostra personale tutta al femminile dove il soggetto donna risulta il punto di riferimento di una indagine tortuosa, che riporta a galla questioni che risultano come costanti spinose dell’intera umanità, ovvero il personale rapporto umano con il tempo, con il deperimento ed il cambiamento; e l’intima relazione, che sottile, si insinua tra gli individui e che a tratti rimane sottesa. (aise)


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