“Antichi abitatori delle grotte in Friuli” attendono di svelarsi al pubblico del Castello di Udine

UDINE\ aise\ - Nel biennio della manifestazione ESOF 2020 “Science of citizens”, il Museo Archeologico di Udine e il Museo Friulano di Storia Naturale propongono la mostra “Antichi abitatori delle grotte in Friuli”, che aprirà non appena le condizioni lo rederanno possibile presso il Castello di Udine, attuale sede del Museo Archeologico.
L'esposizione si prefigge di raccontare l’utilizzo delle grotte a partire dalla Preistoria in Friuli, attraverso le tracce lasciate dagli animali e dagli uomini che le hanno visitate, dal Paleolitico inferiore (c. 500.000) ad oggi, secondo un approccio interdisciplinare, una comunicazione accessibile e un uso eco-sostenibile dei materiali impiegati nell’allestimento.
Numerosi i soggetti che collaborano al progetto voluto dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Udine; oltre alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, ai Musei Provinciali di Borgo Castello di Gorizia, al Museo della Grotta, Grotta Gigante, Biblioteca Civica “V. Joppi, Archivio Egidio Feruglio e al Circolo Speleologico e Idrologico Friulano di Udine, che forniscono gran parte del materiale espositivo, portano un contributo il Dipartimento di Studi Umanistici – Sezione di Scienze Preistoriche e Antropologiche, Università degli Studi di Ferrara, il Dipartimento di Studi Umanistici, Università di Trieste e il Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli.
L’esposizione si articolerà in quattro sale, su un’estensione di circa 250 mq e sarà collegata, attraverso una scala interna, all’esposizione permanente del Museo Archeologico. La prima sala racconterà il carsismo della regione e i contatti e le interazioni delle aree friulane soprattutto nel III millennio a.C.; la seconda sala narrerà la ricerca archeologica e speleologica; la terza si concentrerà sulle Valli del Natisone nella preistoria più antica e in particolare sul Riparo di Biarzo, una cavità che si apre nei conglomerati fluviali affioranti lungo la sponda sinistra del torrente Natisone che venne scoperta come località di frequentazione preistorica; infine, nella quarta sala, si troveranno di nuovo elementi delle Valli del Natisone ma del III millennio a.C., del Medioevo con un approfondimento relativo alle faune che vengono rinvenute in grotta.
Uno degli intenti del progetto è quello di coinvolgere un pubblico il più ampio possibile per far promuovere il patrimonio culturale e ambientale del Friuli-Venezia Giulia. In tal senso, va la scelta di affiancare alla fruizione dei materiali originali, postazioni multimediali e/o multisensoriali che consentono una modalità personalizzabile per il visitatore a seconda della sua condizione fisica, della sua preparazione culturale e sensibilità. Altra scelta fatta in tal senso è quella di una App in italiano e inglese che accompagna il visitatore lungo tutto il percorso espositivo.
La mostra fa parte della manifestazione Trieste capitale europea della scienza per il biennio 2020 e 2021 e dell’Euro Science Open Forum – ESOF 2020 Trieste, che si è svolto nel capoluogo giuliano dal 2 al 6 settembre ed è considerato il principale evento interdisciplinare in Europa dedicato alla scienza, all’innovazione e al loro rapporto con la società e si svolge a cadenza biennale.
La chiusura della mostra, che avrebbe dovuto aprirsi il 3 marzo, è stata programmata peri 27 febbraio 2022, ma date e orari potranno subire variazioni sulla base delle eventuali misure disposte in base all’indice di rischio Covid stabilito dalle autorità di governo. (aise)