“CANDITI AL VELENO”: L'ICONOGRAFIA DI DEMETRIO DI GRADO ALLA ROSSO20SETTE ARTE CONTEMPORANEA DI ROMA

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ROMA\ aise\ - Ironia grottesca e dolorose verità nei collage analogici di Demetrio Di Grado in mostra da Rosso20sette arte contemporanea a Roma. Si inaugura qui, il 5 settembre, la mostra “Canditi al Veleno” dello street artist siciliano e collagista impegnato da anni in una ricerca stilistica che racconta il presente attraverso un'iconografia, ormai riconoscibile come sua cifra artistica e che è il frutto di un lavoro attento sulle immagini analogiche degli anni '30 e '50 del suo archivio di riviste e libri dell'epoca.
Di Grado è reduce da un autunno ricco di soddisfazioni: dalla partecipazione come uno degli 8 artisti chiamati a realizzare l'overture della mostra di Bansky a Palermo, con alcuni interventi di street art tra le vie del centro storico, alle vetrine d'autore presso Bisso Bistrot, uno dei più rinomati e frequentati locali di Palermo all'interno di una rassegna di arte contemporanea con artisti italiani e internazionali; fino ad arrivare alla pubblicazione, nell'ottobre scorso, del libro a lui dedicato che racconta i 20 anni di carriera e che lo ha consacrato a pieno titolo nel novero degli artisti più influenti del panorama della street art italiana.
Nell’ultimo anno la produzione dei collage di Di Grado si confronta con un intenso processo di analisi interiore che lo ha portato a declinare molti dei suoi lavori su tematiche complesse a volte drammatiche, senza tralasciarne però quell'aspetto ironico che caratterizza ogni sua opera.
“Nella serie, dal titolo amaro e grottesco, Canditi al Veleno”, scrive il curatore della mostra romana, Francesco Piazza, “Di Grado rievoca un'atmosfera, quella degli anni '50, in cui la donna moglie premurosa, madre attenta, padrona di casa impeccabile, emerge sorridente e racconta di sé circondandosi di elementi rassicuranti e a volte fiabeschi: fiori, tessuti, ali d'angelo, corone regali. Egli manipola quelle immagini e le stravolge, sovvertendo e ricostruendone lo stereotipo, spegnendo quell’aura di perfezione da cui era avvolta e ricreando le ossessioni e le paure dell'universo femminile contemporaneo, fino a provocare, ancora una volta, un corto circuito nell’immaginario e nella coscienza. Una calma ed una soavità che viene interrotta bruscamente dalla consapevolezza di una vita solo all'apparenza dorata ma ricca di quelle contraddizioni e amarezze proprie del nostro tempo”.
La mostra sarà aperta sino al 23 gennaio con ingresso contingentato, secondo le normative vigenti. (aise)


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