“CIAO! FEDERICO FELLINI”: PROSEGUE A PECHINO LA RETROSPETTIVA PER IL CENTENARIO DEL REGISTA

“CIAO! FEDERICO FELLINI”: PROSEGUE A PECHINO LA RETROSPETTIVA PER IL CENTENARIO DEL REGISTA

PECHINO\ aise\ - In occasione del Centenario della nascita del grande regista Federico Fellini, il China Film Archive, la prestigiosa cineteca ed istituzione di ricerca cinematografica cinese, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura e con il supporto dell’Ambasciata d’Italia a Pechino, ha organizzato una grande rassegna retrospettiva intitolata “Ciao Federico!”.
La retrospettiva, che si è aperta il 16 ottobre e proseguirà sino al 29 novembre presso il cinema del China Film Archive al 3 Wenhuiyuan road, nell'Haidian District di Pechino, comprende ben 19 film firmati dal regista e 3 documentari che lo riprendono dentro e fuori dal set. Da 8 emezzo a I vitelloni, da La dolce vita a La voce della luna, da Roma a Giulietta degli spiriti, da La strada a La città delle donne; e ancora: Luci del varietà, Le notti di cabiria, Il bidone, Lo sceicco bianco, I clowns, Amarcord, Ginger e Fred, E la nave va, Prova d'orchestra, Histoires extraordinaires e una Intervista.
Si tratta dunque della più grande rassegna felliniana mai tenutasi in Cina. È anche un’occasione unica per il pubblico cinese per vedere o rivedere le grandi opere di Fellini in versione restaurata ad alta risoluzione. Le pellicole originali sono state infatti restaurate dal Centro Sperimentale di Cinematografia, da Cinecittà e dalla Cineteca di Bologna, facendo ricorso alle più avanzate tecnologie anche per la riproduzione in formato digitale ad alta definizione (nella maggioranza in 4K).
Considerato uno dei maggiori registi della storia del cinema, Federico Fellini (Rimini, 20 gennaio 1920- Roma, 31 ottobre 1993) nell'arco di quarant'anni - da Luci del varietà del 1950 a La voce della Luna del 1990 - ha ritratto in decine di lungometraggi una piccola folla di personaggi memorabili. Definiva sé stesso "un artigiano che non ha niente da dire, ma sa come dirlo". Ha lasciato opere ricche di satira e velate di una sottile malinconia, caratterizzate da uno stile onirico e visionario, tragicamente ancorato tuttavia alla realtà del suo tempo. Nel suo cinema l'immagine glorifica la bellezza dell'illusione e contemporaneamente ne svela la natura di illusione. Lo smascheramento non sminuisce tuttavia la bellezza, l'incanto, la vitalità della creazione.
La poetica di Fellini, fin da Luci del varietà e da Lo sceicco bianco, appare legata allo stupore, alla capacità di creare stupore, di folgorare dall'interno e con effetti voluti, ora drammatici ora comici, le attese narrative dello spettatore.
All'arte del comico appare da sempre associata la vocazione di Fellini. Prima di essere sceneggiatore e regista, fu per alcuni anni gag man e collaborò al "Marc' Aurelio", quel giornale satirico tra i cui lettori era stato anche James Joyce. Fellini vi pubblicò disegni umoristici e brevi racconti, che sono vere anticipazioni dei suoi film e nei quali manifesta l'ironia mordace, che era già la sua, verso i cliché dell'attualità.
Tutti i classici del grande regista, oltre ad altri film importanti ma meno conosciuti in Cina, sono ora proiettati in tre sessioni presso la sala del China Film Archive (oltre 600 posti). L'acquisto dei biglietti avviene esclusivamente attraverso l'app Tao Piaopiao, scaricabile su telefono cellulare. Non è prevista infatti vendita di biglietti presso la sala cinematografica. (aise)


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