"ERA LA SERA DI SETTEMBRE, LA SERA DEL DÌ UNDICI" - DI FRANCESCO D’ARELLI

"ERA LA SERA DI SETTEMBRE, LA SERA DEL DÌ UNDICI" - di Francesco D’Arelli

MONTREAL\ aise\ - Prossimi oramai all’autunno e all’incedere del vero sovrano di queste terre, l’inverno, la vita dell’Istituto continua intensa, senza pause, anzi con un programma di eventi culturali fra i più ricchi e vivaci dell’anno. Ovunque settembre suona con l’inizio delle attività scolastiche: primarie, secondarie e universitarie. E similmente l’Istituto entra in questo solenne agone autunnale con un ricco programma di corsi di lingua e cultura italiana. 

È un’offerta variegata, che anno dopo anno risponde sempre alle domande e alla curiosità degli studenti locali, sensibilmente innamorati della favella italica, una lingua animata sovrattutto dall’innata vocazione alla bellezza della nostra civiltà. L’Istituto offre nella sessione autunnale (14 settembre-14 dicembre), fra le più frequentate, corsi di lingua per ben dieci livelli di apprendimento (debuttante, elementare, intermedio 1, 2, 3 e 4; avanzato 1 e 2; perfezionamento 1 e 2), nonché alcuni corsi monografici di cultura italiana, sempre diversi in ogni quadrimestre, e per l’occasione in particolare: L’Italia del Sud, Caravaggio e il secolo delle streghe, La letteratura italiana del Novecento, Fonetica e fonologia, Viaggio a Napoli: laboratorio di scrittura creativa. Le iscrizioni sono già numerosissime, merito dell’eccelsa qualità dell’offerta didattica e di un efficace battage comunicativo.
L’Istituto Italiano di Cultura è divenuto di recente anche un luogo di formazione in itinere, principalmente con i progetti degli artisti in residenza. Dal 17 agosto al 16 settembre ospita pertanto il talentuoso giovane musicista italiano Giovanni Perin, fra altro virtuoso vibrafonista invidiatoci da molti. Questa residenza d’artista nasce dal progetto “Artisti in Residenza” (AIR), ideato dall’Associazione Italiana dei Musicisti di Jazz (MIDJ) e sostenuto dalla Società Italiana degli Autori ed Editori (SIAE) e, nel Canada quebecchese, dall’Istituto Italiano di Cultura di Montréal. Il progetto in sé è un vero e proprio viaggio musicale di giovani jazzisti italiani – di età compresa tra i 18 e i 30 anni – favorito e promosso nel mondo dagli Istituti Italiani di Cultura, una rete di diplomazia culturale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Giovanni Perin, originario di Padova, ha studiato in Italia, specializzandosi in vibrafono e marimba al rinomato Jazz-Institut di Berlino (Universität der Künste) con David Friedman. A Montréal, per il progetto “Artisti in Residenza” (AIR), collabora con Christine Jensen, celebre sassofonista della Schulich School of Music di McGill University, cimentandosi nella composizione di nuovi pezzi e al contempo in un’appassionata attività concertistica.
Un altro giovane artista italiano, Francesco Camillo Giorgino, in arte “Millo”, lascia a Montréal, con il sostegno e la promozione dell’Istituto Italiano di Cultura, un segno inconfondibile e raffinato del suo genio di pittore di murali. Come Guido Nincheri (1885-1973), pittore toscano giunto a Montréal nel 1914 e autore di affreschi in numerose chiese del Québec e del Nord America, così Millo imprime una sua splendida e suggestiva opera dal titolo “Art Libre-Free Art” sulla parete del civico 168 di Avenue du Mont-Royal Est, via centralissima e storica della città. Un’opera che ha visto Millo sospeso energicamente fra immaginazione, creazione e poderose pennellate per svariati giorni, dal 30 agosto al 6 settembre 2018. Un’opera prodotta da MU – prestigiosa istituzione culturale di Montréal con la missione di trasformare la città in un “Musée à ciel ouvert” – e sostenuta, oltre che dall’Istituto Italiano di Cultura, dalla partecipazione attiva della Ville de Montréal con il programma “art mural”, dal Ministère de la Culture et des Communications, dalla municipalità del Plateau-Mont-Royal, dalla Société de Développement commercial de l’avenue du Mont-Royal…, insomma i principali attori della vita civile e culturale della città. Millo, architetto e artista di fama internazionale, oggi si distingue nel mondo della cosiddetta “arte di strada” (street art) sovrattutto per il suo stile, essenziale e puro, segnato in prevalenza di solo bianco e nero e con linee che si intersecano continuamente, ravvivando così spazi architettonici e urbani con figure dai tratti infantili e mosse da una sola discreta volontà: la centralità e naturalezza della vita – umana, animale e vegetale – in un mondo che per contro e a piè sospinto s’ingegna a dominarla, a svilirla quotidianamente, a ridurla a solo forza di consumo!
Temi e sensibilità non dissimili s’intrecciano con la stessa problematicità e fosca tensione nel programma delle due giornate di convegno internazionale (21-22 settembre), organizzate da Paolo Saporito, giovane dottorando in “Italian Studies” della McGill University, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura e il Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture della stessa università. Intorno al tema di “Violenza e alterità” si confrontano e discutono molti giovani studiosi per comprendere il senso della diversità, dell’alterità, dell’altro, non di rado percepito nella società contemporanea come nutrimento di violenza e diseguaglianza. Giornate vivacizzate anche dalla partecipazione singolare di Roberto Bui, noto come Wu Ming 1 e membro dell’omonimo collettivo di scrittori attivo in Italia sin dal debutto del nuovo millennio. Inoltre, Roberto Bui partecipa in Istituto all’incontro dedicato proprio al collettivo Wu Ming, con interventi di Eugenio Bolongaro e Giuliana Minghelli, professori della McGill University.
La violenza non di rado si abbatte pure sul patrimonio culturale, inerme e incapace di difendersi autonomamente dall’irruenza della natura e dalla forza distruttiva dell’uomo. L’Italia vanta nel mondo non solo la più varia ricchezza di beni culturali, ma anche un’unità dell’Arma dei Carabinieri specializzata nella tutela del patrimonio culturale. Il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, risalente al maggio 1969 come Nucleo Tutela Patrimonio Artistico, è alle dipendenze funzionali del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e svolge azioni per contrastare qualsiasi violazione perpetrata ai danni del patrimonio culturale, come ad esempio: scavi archeologici clandestini; furti, ricettazioni e commercio illegale di opere d’arte; esportazioni illegali di qualsivoglia bene culturale; falsificazioni di oggetti d’arte; riciclaggio e danneggiamento del paesaggio. Da ultimo, la stessa Task Force “Unite4Heritage”, costituita dall’Italia nel 2015, si avvale della presenza di personale specializzato del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale pronto a intervenire a favore dei Paesi impegnati nella protezione dei beni culturali. Il Generale di Brigata Fabrizio Parrulli, attualmente Comandante del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, arriva in Canada (Montréal, Ottawa, Toronto e Vancouver), grazie all’iniziativa dell’Ambasciata d’Italia a Ottawa, per presentare in un ciclo di conferenze i compiti e in particolare le azioni perseguite dall’Arma dei Carabinieri nel contesto internazionale. A Montréal, il Comandante Parrulli inaugurerà il 25 settembre prossimo il programma di conferenze ospitato dal Musée Pointe-à-Callière e ideato dall’Istituto Italiano di Cultura in occasione della mostra “Reines d’Égypte” (10 aprile-4 novembre 2018), dedicata all’antica civiltà egiziana e ricca di manufatti e reperti provenienti dalle collezioni del Museo Egizio di Torino. (francesco d’arelli*\aise)
* direttore Istituto Italiano di Cultura Montreal



Newsletter
Notiziario Flash
 Visualizza tutti gli articoli
Archivi