“From London to free Derry”: a Bologna gli scatti di Gian Butturini

© Gian Butturini | Gian Butturini, Free Derry, stampa ai sali d'argento

BOLOGNA\ aise\ - Si sarebbe dovuta aprire il 27 marzo ed è stata finalmente inaugurata presso gli spazi della galleria d’arte Studio Cenacchi a Bologna la mostra “Save the book - From London to free Derry” con oltre 25 fotografie b/n e fumetti situazionisti di Gian Butturini.
La mostra, a cura di Gigliola Foschi e promossa dall’Associazione Gian Butturini, è stata prorogata dal 30 aprile al 29 maggio e presenta alcune tra le foto più significative dei libri di Gian Butturini dedicati alla Londra di fine anni ’60 e all’Irlanda del Nord dopo la strage del Bloody Sunday.
Scrive la curatrice Gigliola Foschi nel testo critico che si tratta di “una mostra in difesa della libertà di parola, immagine, pensiero. Una mostra contro una cancel culture che, senza confronto e senza discussione, nella liberale Inghilterra ha fatto ritirare dal commercio il libro fotografico London by Gian Butturini (Damiani editore, 2017, ristampa del volume pubblicato nel 1969) e infangato la figura di un uomo che per tutta la vita si era impegnato contro ogni forma di razzismo e di ingiustizia, come testimonia la sua biografia e anche uno dei suoi libri successivi: Dall’Irlanda dopo Londonderry (1972), di prossima ripubblicazione”.
“In questo ultimo foto-libro Butturini testimonia la radicalizzazione della situazione politica e del conflitto dell’Irlanda del Nord già una settimana dopo il Bloody Sunday: la strage compiuta a Derry nel gennaio del 1972 dai soldati del Primo Battaglione del Reggimento Paracadutisti dell’esercito britannico che sparò contro pacifici manifestanti uccidendone 14. La mostra è inoltre arricchita da una decina di opere, sempre realizzate negli anni ‘70, dove l’autore (fotografo, ma anche grafico e interior designer), a partire da noti fumetti dell’epoca interviene con colori e scritte opposte e graffianti”.
“La scelta di inserire in mostra tali opere volutamente spiazzanti e dissacratorie non è casuale perché, proprio grazie a esse, si può comprendere l’operazione innovativa, altrettanto ironica e provocatoria, che sorregge il libro London e che, a distanza di 51 anni, non è stata più capita. Proprio quell’impostazione provocatoria e progressista di Butturini, infatti, è diventata fonte di un tragico fraintendimento che ha portato al ritiro del libro London”.
Una doppia immagine del libro, con una donna di colore che vende i biglietti della metro chiusa dentro un bugigattolo e un gorilla in gabbia, è stata infatti accusata di “razzismo conclamato”, mentre invece voleva – come testimonia tutto il libro e il testo dell’autore – suscitare indignazione nei confronti delle condizioni di due esseri viventi entrambi ingiustamente intrappolati e discriminati. Non più diffuso attraverso i normali canali distributivi questo libro cult può però essere acquistato in galleria o scrivendo a archiviogianbutturini@gmail.com, a fronte di una sottoscrizione minima di 53 euro, comprensiva delle spese di spedizione a sostegno delle attività dell’associazione.
Numerosi sono gli interrogativi toccati da questa mostra: l’importanza della fotografia di reportage negli anni ’70; la tormentata questione dell’Irlanda del Nord (a partire dal riferimento ai fatti tragici legati al Bloody Sunday); le deleterie conseguenze della cancel culture attualmente in forte espansione…
Fotoreporter internazionale, poliedrico artista della comunicazione, Gian Butturini (1935 - 2006) si afferma da giovane a Brescia come designer e architetto d’interni. Nel 1969 pubblica London by Gian Butturini; nel 2017 esce il reprint del libro (Damiani editore) con prefazione di Martin Parr. Ha realizzato quaranta libri fotografici tra i quali Cuba 26 Luglio, Dall’Irlanda dopo Londonderry, Tu Interni Io Libero con Franco Basaglia, C’era una volta il Muro, Donne lo sguardo, le storie introduzione di Carla Cerati e due volumi dedicati alla storia cilena. Nell’autobiografico Daiquiri (Edizioni Mimesis) ha narrato le cronache dei reportage.
Sue foto sono state esposte in Strange and Familiar al Barbican Centre londinese, alla Manchester Art Gallery e alla Somerset House per Photo London 2018. In qualità di regista ha prodotto documentari tra i quali Crimini di Pace con musiche di Luigi Nono e Bologna, 10.15 strage, il film Il Mondo degli Ultimi con Lino Capolicchio premiato in Festival internazionali.
Il lascito culturale dell’autore è attualmente promosso dalla Associazione Gian Butturini. (aise)