“ITALIAN TYPES”: DESIGNER GRAFICI DALL'ITALIA A NEW YORK

“ITALIAN TYPES”: DESIGNER GRAFICI DALL

NEW YORK\ aise\ - I grafici italiani hanno avuto una duratura influenza sul panorama visivo e culturale americano. Sono infatti numerosi i designer che dall'Italia si sono trasferiti o hanno pubblicato negli Stati Uniti nel secolo scorso: da Fortunato Depero, partito per New York nel 1928, all'innovativo studio Unimark International, fondato negli anni Sessanta. Il loro entusiasmo, il loro approccio e la loro attitudine alla sperimentazione hanno attratto importanti clienti in città aperte al cambiamento come New York e Chicago e hanno dato loro l'opportunità di creare progetti poi diventati iconici, come la New York City Subway System Map, disegnata da Massimo Vignelli (1972).
E mentre proprio al progetto di Vignelli sono stati dedicati una mostra che, dopo il MoMA, è sbarcata al Mambo di Bologna, l'Istituto Italiano di Cultura di New York ospita sino al 2 maggio la mostra “Italian Types. Graphic Designers from Italy in America”.
L'esposizione, a cura di Patricia Belen, Greg D'Onofrio e Melania Gazzotti, presenta i lavori di Fortunato Depero, Paolo Garretto, Costantino Nivola, Leo Lionni, George Giusti, Albe Steiner, Erberto Carboni, Romaldo “Aldo” Giurgola, Roberto Mango, Giovanni Pintori, Bruno Munari, Franco Grignani, Heinz Waibl, Giulio Cittato, Bob Noorda e Massimo Vignelli. Di questi autori sono esposti poster, pubblicità, riviste, dischi, copertine di libri e immagini coordinate, con l'intento di offrire uno sguardo d'insieme sui risultati ottenuti dagli italiani nel campo della grafica in America e di mettere in rilievo il loro peculiare linguaggio grafico.
La selezione di opere wesposte all'IIC include grafici che hanno lavorato per clienti americani vivendo in Italia e altri che si sono trasferiti in America rivoluzionando la propria vita. Alcuni di questi hanno avuto un immediato successo, altri hanno dovuto invece attraversare delle difficoltà: raccontare la loro esperienza personale e professionale significa quindi non solo mettere in luce il valore del loro design ma anche toccare tematiche come l'identità, la migrazione e la storia collettiva che hanno influenzato il loro “viaggio” di individui.
In occasione della mostra, Corraini Editore ha pubblicato un catalogo con saggi di Steven Heller, Patricia Belen, Greg D'Onofrio, Alessandro Colizzi e Alexander Tochilovsky e con le biografie dei designer di Melania Gazzotti.
La mostra è organizzata dall'Istituto Italiano di Cultura in collaborazione con l'Herb Lubalin Study Center of Design and Typography della Cooper Union for the Advancement of Science and Art con il patrocinio dell'AIAP - Associazione italiana design della comunicazione visiva. (aise)


Newsletter
Notiziario Flash
 Visualizza tutti gli articoli
Archivi